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    Poche ore fa i soldati del contingente italiano sono sbarcati in Libano, come previsto dalla risoluzione ONU e come voluto dal governo Prodi. Ad aspettarli però non c’erano le folle festanti di un popolo che di lì a breve conoscerà pace e libertà come la propaganda filo-israeliana ha voluto, attraverso i mass-media, far credere al mondo, bensì la consapevolezza di un popolo, quello arabo, troppo spesso preso in giro con risoluzioni ed interventi di “pace” che ha deciso di essere padrone della propria terra, con o senza l’assenso di Tel Aviv…

    TIRO – In tarda mattinata sono migliorate le condizioni del mare sulla costa di Tiro e sono quindi iniziate le operazioni di sbarco del grosso degli 800 militari italiani impegnati nella missione Unifil in Libano. «Ora la situazione consente lo sbarco» ha detto l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, scendendo da un elicottero sulla spiaggia della cittadina a sud di Beirut. In mattinata le cattive condizioni del mare avevano creato problemi. Una delle tre navi da sbarco, la San Giorgio, si è diretta a Naqoura, 16 chilometri a sud di Tiro, dove sorge il comando della vecchia missione Unifil, per sbarcare mezzi pesanti ed equipaggiamento, mentre un gruppo di 150 lagunari del Reggimento San Marco è stato trasportato in elicottero nella zona antistante l’hotel Rest House a Tiro.

    800 MILITARI – Concluso lo sbarco a Naqoura, è previsto che i mezzi risalgano in direzione di Tiro per raggiungere le unità trasportate in elicottero. Altri 200 uomini toccheranno terra domenica a Beirut con altri mezzi pesanti. Si tratta di un distaccamento logistico che provvederà a trasferire gli stessi mezzi alla base italiana di Jebel Maroun scortati dall’esercito libanese.

    FUCILIERI – La spiaggia a sud di Tiro è stata delimitata e questa mattina sono state effettuate le ultime ricognizioni in mare con dei gommoni. Elicotteri partiti dalla portaerei Garibaldi hanno portato a terra una ventina di fucilieri di marina che stanno preparando la cornice di sicurezza nella zona dello sbarco. Nei giorni scorsi erano arrivati in Libano 250 militari francesi, avanguardia di un contingente di 2 mila uomini. In totale la missione Unifil prevede l’invio di 5 mila caschi blu.

    LA FLOTTA – Il contingente sarà alloggiato provvisoriamente a Jebel Maroun, in una caserma dell’esercito libanese. L’operazione si chiama Leonte, come l’antico nome del fiume Litani, proprio la zona che sarà pattugliata dai militari italiani, una zona di 15 chilometri per 20 proprio tra la città di Tiro, il fiume Litani e il mare. La forza da sbarco italiana, partita il 29 agosto, è composta da cinque navi: la portaerei Garibaldi, le navi da sbarco San Giusto, San Marco, San Giorgio e la corvetta Fenice, per un totale di 2.153 uomini, di cui 1.350 equipaggi delle navi, 803 fucilieri di marina del reggimento San Marco e i lagunari del reggimento Serenissima dell’Esercito. A bordo delle navi 11 elicotteri, 5 SH3D, 6 AB-212 e 4 aerei a decollo verticale Sea Harrier.