Il senso delle caste

    In ogni civiltà tradizionale ogni “Uomo Vero”, viveva il suo spazio senza occuparsi di Azioni a lui estranee, ogni avvenimento e circostanza veniva vissuto con la massima naturalezza, riconoscendo la finzione e i giusti rapporti di superiorità e di inferiorità.
    Ognuno svolgendo il proprio lavoro non faceva altro che compiere il proprio dovere mantenendo sempre un carattere impersonale, va precisato che ogni uomo che si riconosceva in questo “Stato Organico” viveva una “dignità stabile”, ovvero il contadino che svolgeva con onore il suo lavoro aveva la stessa dignità di un nobile principe.

    Tutto questo era riconosciuto come “il Senso delle Caste”: la Via Guerriera e Cavalleresca dell’Azione, kshatrya di colore rosso, le costanti di questo forte carattere sono la Fedeltà, l’Onore, il Coraggio ed il Sacrificio che si tramutano in una “Pura” e “Reale” Azione. La Via Sacerdotale e Contemplativa, Brahmana il cui colore è bianco, indica una interiorità intensa e distaccata dalla propria persona e da tutto quello che si ritiene contingenza terrena. La terza ed ultima è la Via dell’Artigiano, Shudra ed il nero è il colore che la rappresenta, il suo ruolo rientra in una visione più umana della vita, che è quello di risolvere gli impegni quantitativi e manovali, anche lui rientra in una visione Tradizionale.

    Partendo da un dato punto della disuguaglianza tra uomo e uomo, sarebbe assurdo che “tutto sia accessibile a tutti”. quindi che un essere sia portato a qualsiasi genere di funzione. Con il tempo, preso dalla passione e dalla brama di potere, l’uomo volle diventare quello che non gli era concesso essere, gli artigiani pretesero di essere Sacerdoti visto che i secondi persero la Legittimità di cui erano stati investiti, il Guerriero perdendo la lucidità non fu più padrone di se stesso avvicinandosi sempre più ad una immagine “Titanica” molto in voga nell’uomo contemporaneo.
    Perdendo il contatto con il proprio essere l’uomo si divise sempre più dalla natura ed inevitabilmente dai “Principi Supremi”.

    La risposta degli Uomini che vogliano contribuire al Fronte della Tradizione, in questo periodo oscuro detto Kaly-Yuga deve essere secca e concisa, tale da creare anche in un piccolo gruppo una cittadella tradizionale organica e gerarchica con i suoi Guerrieri i suoi Sacerdoti ed i suoi Artigiani.

    Raido – Contributi per il Fronte della Tradizione – Anno 2, Numero 9