Inzuppiamoli un pò…
31 Ottobre 2006 da Redazione
Se per qualcuno le critiche e le proteste sulle “presunte” torture nelle carceri speciali americane potevano sembrare ai più solo l’ennesima riprova del più viscerale antiamericanismo insito nei cosidetti “media indipendenti”, l’ultima intervista del vice(?) presidente USA Dick Cheney, dovrà farli presto ricredere.
Il buon Cheney infatti, afferma candidamente che “inzuppare un pò” un terrorista, facendo un non tanto velato riferimento alla tortura del “waterboarding” inventata dai Khmer rossi cambogiani, non può che essere un metodo di interrogatorio legittimo quando si tratta di salvare vite umane…o gli interessi petroliferi e commerciali USA?

L’invito arriva da Gerusalemme dove si sta svolgendo un convegno sulle droghe in Medio Oriente, ma non è un raduno di antiproibizionisti israeliani con il pallino per l’haschish e la marijuana, è invece una proposta, a loro dire concreta, per sanare il conflitto in tutto il Medio Oriente. La droga, e non l’insaziabile volontà egemonica israeliana accompagnata dal sempreverde disprezzo per ogni tipo di diritto internazionale come noi avevamo ingenuamente fino ad oggi creduto, sarebbe il solo motivo del caos in cui versa questa regione del mondo, e quindi la soluzione di ogni problema in merito passerebbe attraverso la sua legalizzazione…Semplice no?
Con soli 60, o più anni, di ritardo, la Russia sancisce ufficialmente con uno studio approfondito la crudeltà e la ferocia con le quali il regime staliano si impose per più di 30 anni causando, stime alla mano, 4,6 milioni di morti.
Pound, Ezra fu un poeta, critico e traduttore statunitense. Nacque a Hailey, Idaho nel 1885 e morì in Italia, a Venezia nel 1972. Letterato d’avanguardia, col suo influsso contribuì in modo determinante all’evoluzione della poesia e della critica inglesi e americane del primo Novecento.









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