Seneca : La vita come milizia

“L’assalto delle avversità non fiacca l’animo dell’uomo coraggioso: mantiene la sua posizione e fronteggia attivo gli eventi. Considera esercitazioni i colpi della sorte. Un uomo nobile aspira all’onore ed è pronto a compiere il suo dovere ignorando il pericolo. Marcisce la virtù senza un nemico. Solo la lotta ne rivela la grandezza. Non temere pericoli e difficoltà, non te ne lamentare. Accettali, amali. Non che cosa sopporti, ma come lo fai è importante.”

“Ti giudico uno sventurato, perché hai trascorso la vita senza un nemico. Resteranno ignote le tue qualità, anche a te stesso. I grandi uomini si rallegrano delle avversità, come soldati coraggiosi sono felici in guerra. La virtù è avida di pericolo. Non teme il sacrificio, prezzo della gloria. Gli uomini d’arme sono fieri delle ferite, felici del sangue versato. Di loro in particolare si cura il dio, vuole che si coprano d’onore con gesta piene d’animo e coraggio. Spicca il navigatore nella tempesta, nella battaglia il guerriero. Dunque il dio addestra, indurisce, mette alla prova coloro che ama e stima.. Non meravigliarti se il dio saggia la tempra degli uomini nobili, dimostrare il proprio valore non è cosa per uomini deboli. La sorte colpisce e ferisce, bisogna sopportare. Non è un gioco crudele, è una prova. Affrontarla è rafforzarsi. Il coraggio è abitudine. È bene per un uomo poter affrontare intrepido molti pericoli. Solo un vigliacco li considera un male.”
“E’ veramente coraggioso colui che la guerra non prostra e la forza dell’ assalto nemico non atterrisce. Non chi preferisce agi e tranquillità.”

(Seneca: la vita come milizia, di Roberto Billi)