“Chi sono io?”

La domanda fondamentale della nostra esistenza terrena è “CHI SONO IO?”
Molti ritengono di rispondere a questa domanda servendosi di risposte pre­confezionate. Così è facile definirsi fascisti, nazional-popolari, nazional­socialisti, tradizionalisti, pagani, ecc.. Ma costoro si rendono conto di cosa significa attribuirsi tali definizioni? Infatti, non è sufficiente conoscere il significato storico o morale di un concetto o di un fenomeno, bisogna viverlo, poiché per ogni dottrina sapienziale: “conoscere è vivere”, domandiamoci come sia possibile far vivere ciò che è morto da tempo. Queste definizioni, categorie politiche o sociali trovano la propria ragion d’essere in un particolare contesto “spazio-temporale” e non possono essere riportate alla realtà storica ed esistenziale attuale.
Ma non basta. Cosa dire di coloro che si definiscono “neo”? Neo-fascisti, neo-pagani, neo-etc, che riducendosi ad esser preda di folcloristiche e velleitarie posizioni, sanno provocare solo un intimo senso di insicurezza. Ogni vero uomo deve rifuggire da queste sterili e sentimentali fughe verso astratte nostalgie passate o future che siano! Egli deve chiedersi “Chi sono io?”, deve fare propria l’antica massima “Conosci te stesso!”. Precisiamo che ogni definizione è una limitazione! Sarebbe il riconoscimento implicito dell’affermazione della materia sulla forma, della quantità sulla qualità e del divenire sull’essere. Porre l’attenzione su sé stessi vuol dire far cambiare prospettiva alla propria vita, non più rivolgendosi all’esterno bensì all’interno del proprio essere. Infine bisogna vedere in che misura e con quale consapevolezza i fenomeni storici suddetti abbiano avuto una valenza tradizionale. Questo sarà l’argomento di future riflessioni, ma intanto chiediamoci tutti: “chi sono io ?”

Tratto da RAIDO – CONTRIBUTI PER IL FRONTE DELLA TRADIZIONE – Anno I numero 2 – ROMA – Equinozio di Primavera 1996