Prove di regime mediatico
26 Ottobre 2006 da Redazione
Nei giorni in cui l’informazione di regime, sempre pronta ad asservirsi agli interessi dei potenti, scioperava, passava dunque in silenzio un punto della finanziaria che interessa non poco chi come noi e come molte altre voci libere sul web opera un lavoro di contro-informazione. Nessuno chiuderà i battenti, ma notiamo come questo governo, così amico del popolo, delle classi meno abbienti, se da una parte prevede 30 milioni di euro di finanziamento a radio radicale, elargisce oltre 600 milioni di euro di contributi ai giornali, dall’altra ostacola con decreti inutili le piccole realtà che vivono sul web.



Lo vediamo purtroppo tutti i giorni come la mancanza di un’autorità e di persone che sappiano prendersi piccole e grandi responsabilità portano inevitabilmente ad avere una amministrazione fallace e, spesso, poco competente. Anche questo è un segno dei tempi, che ci deve spronare a migliorare per migliorare di conseguenza ciò che ci circonda.
E’ possibile che il ROS dei carabinieri, se ne vada in trasferta a Guantanamo dove vengono imprigionati i combattenti afgani che, non essendo definiti prigionieri di guerra possono essere maltrattati, denutriti, violentati fisicamente e psicologicamente, torturati e avviliti? E’ possibile che gli appartenenti qualitativamente di spicco dell’Arma di uno Stato sedicente democratico – l’Italia, vada ad interrogare prigionieri completamente umiliati nella loro dignità, senza sapere dove si trovano e perché , senza uno straccio di accusa formale, senza uno straccio di difesa? Usando il loro lessico: è costituzionale usare per i propri scopi investigativi uomini ridotti allo stato vegetativo dalla barbarie statunitense? Noi lo conosciamo questo trattamento, sicuramente lo riconosceranno quei combattenti dell’Asse, ancora in vita che, catturati dall’U.S. Army si videro affibbiare lo status di D.E.F. (disarmed enemy force), forza nemica disarmata. Tutto ciò per sfuggire alla convenzione di Ginevra che impone un trattamento umano per i prigionieri di guerra. Sotto il gentile sorriso della democrazia, come al solito, si nasconde il ghigno feroce delle belve.
La “libertà dal bisogno” è, come si sa, uno degli articoli programmatici della cosidetta Carta Atlantica. Esso non è del tutto privo di relazioni con certe prognosi messianiche dello scientismo sociologico, che si presentano più o meno nei seguenti termini: i progressi della tecnica, specie dopo che si sarà riusciti ad utilizzare per le industrie l’energia atomica, condurranno ad un punto tale, che le macchine lavoreranno quasi interamente per l’uomo, che l’uomo, solo in minima misura costretto ancora a lavorare direttamente, sarà praticamente liberato dal bisogno e avrà di nuovo le vie libere per costruirsi un’esistenza superiore e felice.
Non c’è luogo, dalla capitale europea al piccolo centro, che non possa “vantare” tra le proprie attività commerciali quella della grande catena multinazionale di Mc Donald’s. A mostrarci come i cibi venduti nel più famoso fast food del mondo,non siano propriamente “sani”, ci ha pensato un giovane regista americano indipendente che ha deciso di sottoporsi come cavia umana per testare (e mostrare al pubblico gli effetti) la cosidetta “dieta Mc Donald’s”. Morgan Spurlock nel suo film “Super Size Me” si è nutrito per trenta giorni, dalla colazione alla cena,esclusivamente nei ristoranti della grande ed onnipresente M rossa ed il regista, anzi come detto precedentemente la cavia, si è ritrovato in sovrappeso di oltre dodici chili col colesterolo salito a 230 e con la salute talmente a rischio che lo staff medico che l’ aveva in cura ha dovuto fermare l’esperimento. Non a caso questo film viene proprio dal paese che è la patria dei fast food e dove il 37% della popolazione è afflitta da obesità a causa delle cattive abitudini alimentari, conseguenza diretta dello stile di vita americano (vivi, spendi, crepa, in fretta).
Se arrivati affamati a casa inorridite di fronte all’assoluta mancanza di fantasia nelle scelte alimentari, ben presto una novità in fatto di carni e latticini potrà ridestare il vostro ormai sopito interesse alimentare: il cibo clonato.
Era solo questione di tempo e la legge tanto voluta dal gruppo dirigente USA, che inasprisce il trattamento negli interrogatori dei presunti “terroristi”, verrà ratificata con la firma di George W. Bush. La legge, che rende possibile sostanzialmente la tortura vera e propria, è un chiaro tentativo, perfettamente riuscito, di aggirare dal punto di vista legale la Convenzione di Ginevra riguardo la tutela che essa prevede in merito al trattamento dei prigionieri.
Con un ritardo che dimostra l’ormai consolidata tendenza della politica “italiota” a salire sul carro dei vincitori, cioè dei più forti, Romano Prodi si affretta a seguire le dichiarazioni di Blair e di Sarkozy in merito alla necessità delle donne musulmane a rimuovere il velo imposto dalla religione islamica.
In un’euforia dovuta forse all’avvicinarsi delle elezioni o al fatto che conquistato il mondo a suon di guerre occorre ora puntare a qualcosa di “più in alto”, Bush ha affermato di voler “negare l’accesso allo spazio a chi è ostile agli interessi americani”, che tradotto dal dizionario “Imperialismo a stelle e striscie - Italiano” suona come: “Lo spazio è nostro, e ci và chi diciamo noi”, in piena coerenza con la salomonica condotta che gli americani ci hanno abituato a conoscere…E’ questo l’ultimo, in ordine di tempo, vaneggiamento dell’uomo “più potente del mondo”
Grande euforia per l’ingresso dell’Italia nel consiglio di sicurezza dell’Onu per i prossimi due anni. Toni entusiastici da parte della classe politica italiana hanno accolto il nuovo ruolo del nostro paese nella scena internazionale. Ma di cosa si gioisce ? Dell’aver assunto un incarico inutile all’interno di un inutile organizzazione. Pare di sì: contenti loro.
L’ennesimo studio sugli adolescenti “svela” una particolare, e preoccupante, tendenza affermatasi in questi ultimi anni in cui la diffusione tecnologica è esponenzialmente aumentata, i giovani non si affidano più ai loro genitori per consigli e dispense bensì al web che diventa a tutti gli effetti il primo consulente nella crescita delle nuove generazioni.




















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