La giustizia del mercato
30 Dicembre 2006 da Redazione
Mentre a decine di migliaia di kilometri un’altra “giustizia” si fa largo a suon di esecuzioni capitali, in Argentina va in scena l’ennesimo atto della truffa assassina ai danni del popolo. La corte costituzionale argentina ha infatti chiuso il maxi processo intentato dai risparmiatori argentini, che vedeva come imputati le banche private, con una sentenza che vale più come una beffa che come un reale monito per l’avvenire: le banche dovranno sì restituire le cifre depositate dai risparmiatori e “perse” durante l’ultima crisi economica ma, non in dollari bensì in pesos…

Lo hanno impiccato questa mattina. Saddam Hussein, il presidente dell’Iraq, se ne va così, assassinato da un tribunale fantoccio e sostituito da un presidente fantoccio. Un saluto a lui, che ha saputo non omologarsi ai poteri corrotti e nefasti dell’attuale occidente targato usa e loro alleati, che ha saputo dirigere l’Iraq per più di tre decenni e che ora è rimpianto dalla grandissima parte della popolazione iraqena. Ha mantenuto la sua dignità e fierezza fino all’ultimo minuto, dimostrando un coraggio e una fermezza propria solo dei veri capi di stato.
L’essenza della democrazia e dei moderni movimenti politici è l’eguaglianza: cioè la pretesa di considerare gli uomini eguali tra loro, con gli stessi diritti e gli stessi doveri. Il sistema egualitario, quindi, tende a uniformare i comportamenti umani, e senza tenere conto delle relative differenze, a creare una società di massa, in cui l’identità e la capacità del singolo che aspira a differenziarsi, vengono costantemente neutralizzate.
La sentenza è già stata emessa, Saddam entro 30 giorni dovrà essere giustiziato con o senza preavviso d’esecuzione della sentenza. Nonostante le rassicurazioni “irakene” sull’esemplare condotta del procedimento a carico dell’ex Ràis, che è stato salutato con gioia dai soli occupanti americani, ancora una volta il processo si rivela per quello che è stato: una clamorosa farsa. Solo a condanna emessa infatti, la corte dove ha luogo il processo ha dato il nulla osta per raccogliere la deposizione di Tareq Aziz, vicepresidente dell’Irak, il quale assicura, anche a detta dei difensori di Saddam, di avere informazioni pericolose e molto importanti per l’esito del processo…Un po’ tardi per una condanna già emessa dalla “giustizia” dei vincitori molto tempo fa.
L’Etiopia annuncia: abbiamo «spaccato la schiena» alle Corti islamiche. Il dittatore di Addis Abeba governa su un Paese il cui prodotto lordo pro capite è sui 439 dollari l’anno, poco più di un dollaro al giorno ed ha spaccato la schiena ai governanti di un Paese il cui PIL si aggira sul mezzo dollaro a testa.
A quasi sei anni dall’ “attentato” alle Twin Towers, gli USA sono ancora impegnati nella loro fantomatica lotta al terrorismo, ovunque esso si manifesti. Abbandonato l’Afghanistan, dove gli americani non riescono a controllare che la sola Kabul, l’impegno contro il “fondamentalista” Saddam, recentemente condannato a morte dopo un processo farsa in cui è stata riproposto il già collaudato copione di Norimberga, non ha però dati gli effetti sperati, anzi. Dall’inizio dell’operazione “Iraqi Freedom” i morti americani sono, ad oggi, 2975 cioè due in più di quanti non ne morirono l’11 Settembre…Salomonico gusto per la “vendetta” o guerra d’occupazione?
Anche se in Israele non si festeggia il Natale, è “tradizione” acquisita anche da quelle parti scambiarsi doni in occasione del 25 Dicembre. Sarà forse per questo che il “magnanimo” Olmert ha deciso in questi giorni di smantellare 27 check point Israeliani situati sul territorio della Cisgiordania. Un bel gesto? No, se si considera che i checkpoint attualmente attivi sono oltre 400, il che significa una ininfluente riduzione del 6.75%, rispetto al totale di questi veri e propri avamposti d’occupazione in terra straniera e legittimamente sovrana…
Come suol dirsi, a Natale si è tutti più buoni ma, evidentemente si diventa anche un tantino più bugiardi, ed in questo la “stakanovista” dirigenza israeliana sembra essere ottimamente preparata…il resto dell’articolo parla da sé…
Nel paese a stelle e strisce, tutti sono liberi di pensare e di dire ciò che vogliono, anche di auspicare l’uccisione di un capo di stato estero, Fidel Castro, ed anche se si ricopre una carica istituzionale altamente rappresentativa come quella del parlamentare. La deputata della Florida Ros-Lethinen, ha infatti rilasciato un’intervista dove auspica allegramente l’uccisione del “lider maximo”, o di qualsiasi altro leader anti-democratico, per poi negare quanto ammesso, ed infine confermare, altrettanto serenamente, le aberranti esternazioni…Chi è il vero terrorista (di stato)?









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