Vince il Pdl di quasi punti sul Pd, la Lega ottiene straordinari successi e rimangono tagliati fuori i partiti minori. Ci si avvia cosi’ verso un perfetto bipolarismo, avvicinandoci al modello-Stati Uniti, in un confronto che eliminera’ tutte le realta’ minori che dovranno, per forza di cose, mischiarsi nel calderone dei due grandi partiti semi-identici. Molti si preoccupano per il successo della Lega, che avrebbe - come qualcuno ha affermato ieri nelle varie trasmissioni - “cavalcato l’onda dell’immigrazione”; ma non ci si chiede, perche’ ci sia quest’onda anti-immigratoria, soprattutto in realta’ dove il problema e’ sentito maggiormente.
Le parole dei politicanti, comunque sia, prima, subito dopo (ma anche durante) sono sempre belle, e talvolta convincenti. La realta’ che e’ ben visibile a tutti, e’ che i programmi politici sono spesso articolati benissimo, ma mancano poi i risultati effettivi. Le promesse cadono giorno dopo giorno. Il perche’ piu’ profondo, e pochi lo dicono, probabilmente e’ nella mancanza di uomini e di formazione. Senza prima la formazione di uomini, i partiti politici sono delle strutture vuote, o votate al mero interesse individuale. Qui, ci piace riprendere una paradigmatica frase di Evola, che puo’ valere per ogni campagna elettorale (oltre che per ogni movimento politico): “…Prima di pensare ad azioni esteriori, spesso dettate solo da momentanei entusiasmi, senza radici profonde, si dovrebbe pensare alla formazione di se’, all’azione su se’, contro tutto cio’ che e’ informe, sfuggente o borghese.

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