Educhiamoli fin da piccoli
Tra gli intossicati, da questa partita di cocaina tagliata con atropina, c’è anche un bambino di un anno, giunto in ospedale con i suoi genitori e la sorella. La famiglia, al gran completo, è arrivata in ospedale in preda alle allucinazioni manifestando i sintomi di avvelenamento prodotti da questa sostanza. Rimangono dubbi e perplessità su come il bambino abbia assunto la sostanza stupefacente…
Continua a destare preoccupazione l’allarme per la cocaina tagliata con Atropina nel Bergamasco: tra le persone finite in ospedale con sintomi di avvelenamento c’è addirittura un bambino di un anno. E gli investigatori temono che, essendo quasi tutte le persone colpite consumatrici occasionali, il loro numero possa addirittura raddoppiare nel corso del fine settimana.
Il piccolo con i sintomi di avvelenamento è giunto all’ospedale di Seriate insieme ai genitori, una giovane coppia in preda alle allucinazioni, e alla sorellina. Prestando le cure del caso ai genitori, i medici hanno anche, per precauzione, visitato il bimbo, scoprendo che anche lui aveva tracce di cocaina nell’organismo, anche se non è ben chiaro come possa aver assunto la sostanza stupefacente. Per il momento, in attesa dei risultati delle indagini, i carabinieri, su disposizione della Procura per i minorenni di Brescia, hanno sospeso la potestà genitoriale alla coppia.
Un altro caso di intossicazione da atropina è stato segnalato a Desenzano del Garda, in provincia di Brescia, dove due notti fa è morta una ragazza di origini marocchine di vent’anni. Quest’ultimo caso sembra rafforzare l’ipotesi di un collegamento fra l’allarme diffusosi nel Bergamasco e malori di giovani sul Garda, fra cui quello mortale della ragazza. ”Non ne siamo ancora sicuri - ha dichiarato il direttore sanitario dell’Asl di Bergamo, Claudio Sileo - ma è molto probabile, ormai, che tra questi casi esista una relazione stretta”.
L’atropina con la quale i trafficanti hanno tagliato la partita di droga provoca allucinazioni e problemi cardiaci. Sostanza alcaloide, può avere diversi effetti a seconda della dose assunta: in alcuni casi viene utilizzata anche come antidoto per l’avvelenamento da sostanze chimiche (come il gas nervino), ma in quantità superiori ai 3 mg paralizza il sistema nervoso centrale conducendo alla morte.
fonte: tgcom.it
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