Il paese della tortura
Eccola l’altra faccia del paese democratico per eccellenza, ove tutti possono dire la loro e, in quanto ogni uomo è uguale ad un altro, tutti hanno i loro diritti “intoccabili” e sei un uomo libero, dove lo stato ti accoglie a braccia aperte e ti salvaguarda, ove non c’è discriminazione ma…tortura.
Usa, bufera sui video distrutti dalla Cia Il ministero della Giustizia apre un’inchiesta sui filmati degli interrogatori ad esponenti di Al Qaeda
WASHINGTON - Il ministero della Giustizia Usa ha annunciato l’apertura di un’inchiesta preliminare sulla distruzione di registrazioni video di alcuni interrogatori effettuati dalla Cia ad esponenti di al Qaeda, la multinazionale islamica del terrore. L’inchiesta preliminare - è stato precisato - potrebbe sfociare in una inchiesta più approfondita se «ci saranno elementi sufficienti per giustificarlo». Una bufera di cui è difficile ancora oggi misurare la portata esatta.
INTERROGATORI - Come scrive con ampio rilievo il New York Times, la Casa Bianca, il Dipartimento della Giustizia ed esponenti di spicco del Congresso avevano suggerito nel 2003 alla Cia di non far sparire le centinaia di ore di registrazione degli interrogatori duri di due esponenti di al Qaeda. Nonostante ciò Josè Rodriguez, il responsabile dei servizi clandestini dell’agenzia di Langley, in Virginia, ordinò nel 2005 la distruzione di questi documenti - molti dei quali si presume o si teme illustrino tecniche al limite della tortura - senza neppure informare il responsabile giuridicodella Cia, John Rizzo, che si infuriò. Le cassette riguardavano in particolare una serie di interrogatori di due esponenti considerati di spicco di al Qaeda, Abu Zubaydah e Abd al-Rahim al-Nashiri, effettuate con tecniche come il “waterboarding ” (o annegamento simulato).
LE ACCUSE - Sulla Cia si è subito abbattuta una pioggia di accuse. Il numero due dei democratici in Senato, Dick Durbin, ha scritto una lettera al ministro della Giustizia, Michael Mukasey, chiedendo formalmente l’apertura di un’inchiesta per verificare se agenti della Cia abbiano commesso crimini. E in serata il ministero della Giustizia Usa ha annunciato l’apertura di una inchiesta preliminare sulla vicenda. Il presidente della commissione intelligence del Senato, Jay Rockefeller, ha già promesso audizioni che metteranno i funzionari dell’intelligence sulla graticola. Alla Casa Bianca, il presidente Bush ha fatto dire alla propria portavoce, Dana Perino, di «non ricordare» di aver mai saputo qualcosa dei video e della loro discussione. «Lo ha saputo ieri dal generale Hayden» quando il direttore della Cia ha deciso di ammettere la vicenda, ha detto la Perino.
Fonte: corriere.it
«Torture» Cia, i democratici sapevano
Anche Nancy Pelosi era stata informata sulle tecniche impiegate negli interrogatori ai terroristi
WASHINGTON (USA) – Una buona spia si tiene sempre una carta di riserva, una via di fuga nel caso la situazione si metta al brutto. Per questo a Langley, il quartier generale della Cia, hanno distrutto, contravvenendo agli ordini del potere politico, i video con il brutale interrogatorio di due terroristi.
IL «SOTTOMARINO» - In particolare quello di Abu Zubayda, un operativo di Al Qaeda, sottoposto al «sottomarino». Lo hanno immerso a testa in giù nell’acqua con uno straccio avvolto attorno al capo. Una situazione che provoca panico nel prigioniero, in quanto pensa di annegare. Un metodo duro, affermano a Washington, che avrebbe spinto il terrorista a fornire notizie utili alla cattura di altri elementi della rete di Osama. Ma questo è avvenuto molto tempo fa e adesso gli 007 temono di essere scaricati, finendo sotto inchiesta – il Congresso procederà a delle audizioni - per aver torturato un individuo. I rapporti tra il mondo dell’intelligence e l’amministrazione Bush attraversano infatti un momento difficile. Le coperture politiche possono saltare, lasciando gli agenti con il cerino in mano, anche se hanno agito in base a precise disposizioni. Tutto in nome della lotta al terrorismo.
I DEMOCRATICI SAPEVANO - E la sorpresa davanti allo scandalo manifestata dai parlamentari Usa è di facciata. Molti deputati sapevano. Il “Washington Post” ha rivelato come alcuni tra i più importanti congressisti – compresa Nancy Pelosi – fossero stati informati sulle tecniche impiegate dalla Cia negli interrogatori. Sistemi introdotti nel 2002 e svelati, tre anni dopo, dalla rete Abc.
La «lista» prevedeva:
1) Scuotimento: il detenuto viene preso per la maglia e scosso in modo violento.
2) Lo schiaffo: una percossa a mano aperta sul volto.
3) La pancia: il prigioniero è colpito a mano aperta sullo stomaco; provoca dolore ma non causa danni interni.
4) Il “palo”: la persona deve restare in piedi, in manette, incatenata al suolo per oltre 40 ore. E’ una delle tecniche più temute.
5) La cella fredda: il prigioniero è tenuto nudo in una cella dove la temperatura è mantenuta sotto lo zero. Ogni tanto viene colpito con getti d’acqua.
6) Water-boarding (sottomarino): Il detenuto è immerso ripetutamente nell’acqua, con la testa coperta da uno straccio o da cellophane. Per gli esperti la vittima può resistere una manciata di secondi.
LE ALTRE TORTURE - A queste tecniche se ne sono aggiunte altre, impiegate da servizi di sicurezza mediorientali.
1) Rovesciamento dell’orologio biologico dell’arrestato, non facendogli capire quando è giorno o notte.
2) Privarlo del sonno per 72 ore.
3) Esporre il sospettato a temperature elevate quindi costringerlo a stare in una cella ghiacciata.
4) Assalto sensoriale: il prigioniero è tenuto in una cella con la luce sempre accesa e viene “bombardato” da musica psichedelica ad alto volume. Sull’efficacia di questi metodi non pochi 007 hanno espresso dubbi. Oltre alle implicazioni morali (ma che sono relative nel mondo degli 007), c’è il problema che il prigioniero, terrorizzato, può cercare di evitare altre violenze fornendo versioni non veritiere. E il suo racconto, oltre a non essere utilizzabile in un’aula di tribunale, è fuorviante.
Guido Olimpio
10 dicembre 2007
Fonte: corriere.it
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