La lenta ricostruzione
Editoriale RAIDO
Quante volte ripensando alle nostre azioni o al tempo trascorso ci domandiamo se siamo veramente migliorati o se al contrario siamo diventati peggiori di prima. Infatti, ogni esperienza vissuta anche passivamente non ci permette indifferenza, in quanto ogni momento in cui svolgiamo un azione, anche quando si dorme, rimane un segno in noi che favorisce il cambiamento del nostro Essere che sarà a sua volta di tendenza negativa o positiva, ma mai neutra.
La Dottrina tradizionale riconosce nell’Essere umano tre principi: Spirito, Anima (Psiche), Corpo, che convivono tra loro in una subordinazione gerarchica e, contemporaneamente, organica. Il corpo e la psiche possiedono una natura materiale e per questo sono mortali.
Lo Spirito rappresenta il principio universale (superindividuale), l’elemento divino ed è, quindi, eterno, immutabile e incorruttibile, non conosce nè nascita nè morte, ed è preesistente alla nascita terrena di ciascun uomo e continua a vivere anche dopo la morte.
Con riferimento a questa tripartizione non possiamo che porre il Sacro al centro di tutta la nostra esistenza, in cui la vita terrena non è altro che un “passaggio” dove ognuno può determinare la propria possibilità di realizzazione. Ogni azione che compiamo in questo mondo non è altro che una scelta, un dare “forma” alla nostra esistenza (forma-azione), una volontà che si determina su “come” vogliamo essere. Ogni scelta, in fondo, incide nel nostro intimo e determina dei piccoli cambiamenti che sono importanti per la ri-scoperta del granello d’oro che risiede dentro di noi, cioè lo Spirito. Per questo motivo è necessario mantenere uno stato di lucidità, di attenzione e di tensione attiva, affinché la nostra esistenza possa offrirci reali possibilità di crescita. È necessario tener conto che ogni giorno, per la maggior parte del tempo, siamo in balia dell’incoscienza; per la maggior parte del tempo, ci dimentichiamo di chi siamo e sentimenti, desideri, paure e aspirazioni, suggestioni, immaginazioni, impulsi naturali e non, agiscono su di noi in modo subdolo. Ogni azione, quindi, determina un cambiamento, una crescita e un miglioramento, oppure una retrocessione del nostro stesso Essere, cioè della nostra esistenza. L’uomo, quindi, con la sua azione può agire sul corpo e sull’anima, per far affiorare l’essenza divina che risiede in lui. Inesorabilmente passano i giorni e a questi cambiamenti molte, moltissime volte, non si dà importanza, distratti come siamo dalla routine giornaliera e incuranti che le tante piccole azioni quotidiane incidono sul nostro
essere più di quanto ne siamo consapevoli.
Allora perché tendere al miglioramento? E da dove iniziare questo lavoro di rettifica? Perché affannarsi, sacrificarsi, porsi mille domande sulla propria linea di condotta? Perché non impegnarsi nella militanza come dono da offrire al prossimo ed eredità da consegnare a chi ci succederà? Le domande che ci si può porre sono molte. Una risposta, allo stesso tempo semplice e difficile, sta nell’affermare che chi realmente è Uomo sa che non si può fare altrimenti, sa in cuor suo che la rettitudine, che con molti sforzi tende a darsi nell’esistenza terrena, sarà preludio alla vita nuova, quella che poco avrà di fisico e psichico ma molto di spirituale, sa che solo combattendo contro i propri limiti e la mentalità moderna che pone la materia come principio assoluto e ci rende schiavi, può dare un senso alla propria esistenza. Tuttavia il proprio miglioramento sappiamo come non sia semplice. Sradicare da sè abitudini negative, è un lavoro lento ma se attuato con costanza, negli anni darà i suoi frutti. La propria vita dovrebbe divenire un’ opera d’arte,
La lenta ricostruzione, unica e irripetibile… e si spera bella! Bisognerà iniziare a disegnarla dalla prima dimensione che è quella corporea.
Va attuata una lenta ricostruzione strutturale e igienica del corpo, in simbiosi e parallelamente a quella psichica e comportamentale. Molte volte si parla di Spirito, Valori e alti principi e poi si umilia il proprio corpo come fosse un oggetto senza valore. Ciò deve essere evitato. “Mens sana in corpore sano” recita l’antico detto con cui non possiamo che trovarci d’accordo. Il corpo rispecchi l’animo della persona con le abitudini, è la “carta d’identità” di ciascuno.
E’ anche vero che ci sono uomini palestrati dai fisici scultorei, che dedicano la loro vita esclusivamente e maniacalmente alla cura del corpo, ma molte volte sono poveri celebralmente e spiritualmente. Costoro non sono per noi un esempio da seguire, in quanto la salute e la prestanza fisica di ognuno viaggia di pari passo a quella psichica e di conseguenza a quella Spirituale. La cura corpo, abbinata ad un sano sport, è una pratica formativa, che non deve però essere assolutizzata e posta al centro della propria vita, ma un mezzo, uno strumento che faccia crescere praticandolo. Altro aspetto è l’alimentazione. Nell’epoca del mordi e fuggi, del take away, dei compleanni al McDonald’s, l’alimentazione sana ricopre uno degli obiettivi e delle abitudini che dovremmo curare. Una pratica che in piccole realtà urbanizzate si mantiene ancora, è quella di acquistare determinati prodotti alimentari direttamente dal contadino. Olio, verdure, frutta e carne, con un minimo di ricerca nel proprio territorio, si potrebbero acquistare direttamente dal produttore, scavalcando l’egemonia degli ipermercati di turno, ma principalmente e sicuramente nutrendosi di prodotti genuini e salutari. Non abusare di prodotti confezionati e di alcol, ma mantenersi in costante vigilanza su ciò che si mangia e si beve, ci permetterà di vivere meglio con dei benefici non solamente per il proprio corpo. Ma vi è anche la cura della psiche da attenzionare, per rendere il lavoro su di sè gradualmente completo. La cosiddetta igiene mentale è di primaria importanza per vivere la vita con serenità e lucidità. Il primo passo da compiere è quello di maturare pazienza. Nel traffico, nei rapporti interpersonali e in qualsiasi momento in cui si rischia di perdere la pazienza, dobbiamo reagire con lucidità. Mai con ira, ma con superiore dignità, distaccati e padroni di sé e delle proprie azioni e reazioni.
Con questo comportamento composto, tutto si risolverà nel migliore dei modi poiché sarà data una risposta lucida e ferma alla sollecitazione che riceveremo dall’esterno. Dobbiamo essere coscienti che la mente è paragonabile ad una spugna che assorbe energie positive o negative mediante i ragionamenti, le osservazioni, i luoghi che si frequentano e questo assorbimento non è sempre cosciente. Se i luoghi che si frequentano sono sani, si riceverà del sano, in contrapposizione se i luoghi sono malsani non potranno che trasmettere negatività.
Un esempio su tutti è il mondo del lavoro. La triste considerazione da fare, è che ci troviamo a vivere la maggior parte della giornata in luoghi e con persone con cui vi è un semplice ed obbligato rapporto lavorativo, svolgendo mansioni che il più delle volte non portano “acqua al proprio mulino”, in uffici dove arroganza, maleducazione ed altrui problematiche personali si riversa - “In questo nostro corpo che è mortale si nasconde lo Spirito che le armi non feriscono, il fuoco non brucia, l’acqua non bagna, il vento non asciuga, lo Spirito non conosce nascita, non conosce morte, è di natura eterna, è e sarà…anche sulla nostra persona. E’ inutile fare altri esempi, sarà a discrezione di ciascuno valutare caso per caso (o luogo per luogo). Anche osservare ci rende spettatori attivi o passivi di ciò che guardiamo. La nostra mente è come un “hard disk” dove si immagazzinano i miliardi di pensieri e di osservazioni di una intera giornata. Più fotografiamo e immagazziniamo “cose positive” e più riceviamo positività, al contrario immagini degenerescenti ci degraderanno psichicamente. Quindi ci conviene stare vigili sull’utilizzo e la visione di tv, internet, film, messaggi pubblicitari e tutto ciò che ci circonda durante lo svolgimento della giornata, in modo da poter salvaguardare la nostra mente.
Infine un’altra considerazione da cui non possiamo esimerci è come oggi vi sia un continuo aumento di malattie legate alla psiche, riflesso di squilibri legati al piano esistenziale. Debiti economici, mancanza di riferimenti che diano all’uomo un senso per vivere, creano pian piano degli squilibri mentali. Stress, depressione, malattie psicosomatiche, portano ad arricchire psicologi e psicoanalisti che hanno ormai gli studi pieni. Chi viene colpito da queste malattie del mondo moderno, non riesce a darsi una reale spiegazione, tanto più che investono molta gente facoltosa che problemi non dovrebbe averne visto l’agiatezza economica. La realtà dei fatti è che sempre meno ci si accontenta delle cose semplici e la felicità la si vuol far passare esclusivamente attraverso cose che hanno un prezzo. Se non si possiede l’automobile nuova e fiammante, non si veste griffato, e non si ha il televisore, il computer o il telefonino ultrapiatti, si sta male… e questi non sono luoghi comuni! All’uomo e alla donna d’oggi mancano il gusto del divertirsi in modo sano, molti ormai lavorano per garantirsi un fine settimana all’insegna dello sbando, dove droga e alcol divengono i mezzi insostituibili per divertirsi.
Questa non è retorica, ma è la realtà dei fatti. Noi dobbiamo reagire a questa linea di tendenza e dimostrare a chi ci è vicino che la lotta per il bello, il giusto e la verità è ancora praticabile. Vivere e agire conformati e tesi verso il sacro con il nostro corpo e la nostra mente, non rassegnati o tristi e non sentendoci mai soli. Possiamo e dobbiamo testimoniare i valori della Tradizione, non a parole, ma con l’esempio che si incarna nella lotta!
Tratto da RAIDO n. 34
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