Liberta’ di pensiero e d’opinione…
Qualche tempo fa si trattava della giornalista tedesca, che aveva osato sostenere le politiche per la famiglia ed infrastrutturali portate avanti dal Nazionalsocialismo in Germania, oggi è la volta di Jean-Marie Le Pen, da sempre avverso ai benpensanti salotti francesi e che stavolta è sottoposto alla gogna per aver dichiarato che l’occupazione tedesca non è stata particolarmente disumana come la cultura dominante impone di credere. Per questa imperdonabile espressione di una opinione contro il presidente del Front National viene addirittura richiesto l’arresto…forse non è solo l’Italia ad essere una nazione triste!
Una pena di cinque mesi di reclusione e di diecimila euro di multa è stata richiesta ai danni di Jean-Marie Le Pen per aver definito l’occupazione tedesca “non particolarmente disumana”. L’accusa contro il Presidente del Front National, colpevole di libertà d’opinione, è quella di “complicità nell’apologia di crimini di guerra e nella contestazione dei crimini contro l’umanità”…
L’affermazione contestata avvenne nell’ambito di un’intervista per il settimanale Rivarol datata gennaio 2005. Il giornalista che ha raccolto il pensiero di Le Pen, Jérôme Bourbon, e la direttrice della rivista, Marie-Luce Wacquez, sono egualmente imputati. Il pensiero incriminato di Le Pen è il seguente: “un tenente tedesco, folle di rabbia per un attentato al treno che era costata la vita a numerosi giovani soldati che si trovavano al suo interno, voleva fucilare l’intero villaggio di Villeneuve-d’Ascq dal quale era partito il commando dinamitardo; ma la Gestapo era intervenuta da Lilla per mettere fine al massacro” E alla domanda del giornalista sull’occupazione tedesca Le Pen rispondeva così: “In Francia l’occupazione tedesca non è mai stata disumana, malgrado alcune episodiche sbavature, del resto inevitabili in un Paese di 550 milioni di chilometri quadrati”.
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