Querciadi Luca Amorello

“Non un’azione diretta, ma quell’azione
più sconcertante che può esercitare la muta
ed impassibile presenza di un Convitato di Pietra…”

J.Evola

Colpisce che gli sparuti osservatori della cosiddetta “Area”, si spremano nel cogliere molteplici definizioni – più o meno esatte – su cosa sia da definirsi Radicale e cosa sia da intendersi per Destra. Iperboli e mitigazioni, defezioni, enfatizzazioni o storture sul significato autentico della nostra Via – non solo idea politica, ma tangibile Via di realizzazione del nostro Spirito – hanno incancrenito la purità simbolica che i termini “Destra Radicale” avevano ad intendersi.

Cosa significa appartenere ad una Destra detta (davvero) Radicale è motivo di interesse per cogliere gli aspetti essenziali – ossia riguardanti Essere ed Essenza – dell’Uomo Differenziato.

Cogliere la radicalità dell’Idea, nella sua semplice completezza, significa assaporare la disposizione della propria Integrità spirituale.

Radicarsi significa innanzitutto tornare ad assaporare la linfa della Terra - Nobile Madre – nella quale disporre i propri germogli ideali, lungo la quale sentire il dono dell’appartenenza ad una Stirpe accomunata dal sangue e dal fuoco, in ogni tempo elementi nativi di ogni vincolo comunitario di provenienza sacrale.

Radicarsi significa tornare ad essere parte dell’Origine, folgore della prima Aurora che vide generare le grandi Civiltà d’Oriente ed Occidente, tornare ad essere in quel luogo ove tutto ebbe Inizio, ove tutto era Apoteosi.

Apoteosi, che non va ricercata nelle sembianze scomparse delle pagine di vecchi libri storici, ma nell’immutabile istinto del Mito, che in ogni epoca ed in ogni Civiltà è stato simbolo delle aspirazioni primigenie della Stirpe, simbolo che tendeva nelle società dette Tradizionali, al punto più elevato, all’Apice, alla Divinità.

Penetrare nella Terra per rimanere stabili e saldi sul proprio avamposto, per restare ancorati pur sussistendo l’intemperie, eterni nel divenire del tempo. Ogni albero che non abbia radici è costretto a perire, ad annullarsi, a non essere più; ma se esso ne possiede di robuste può sopperire ad ogni calamità, ad ogni sciagura. Per questo i nostri Principi, derivati da quell’immagine perfetta, ordinata del Mondo sono unici e sempiterni, immutati e immutabili.

Ciò che poi costituisce il sublime aspetto della Radicalità, è l’essere Integrali in ogni cosa, in ogni azione, in ogni parola. Tutta la vita di ogni Individuo Differenziato diventa un’inno di gloria al Bello, al Giusto e al Buono. Cosicché Destra non significhi altro che andare diritti – droite- verso questa meta ideale, cosicché essere Destra non significhi nient’altro che essere Retti sul proprio cammino. Il nostro canto di guerra è un inno a ciò che fa Bella e Giusta ogni cosa, lo stesso inno con il quale i nostri Avi dipinsero il mondo lasciandoci in eredità la propria Virtus di là da ogni morale, lo stesso inno con cui furono cantate le glorie dei popoli belligeranti o lo splendore delle Civiltà creative. Per questa autentica Radicalità tutto ciò che è al di sotto del Superiore e del Migliore, non possono aver alcun senso né importanza, perché ha scelto d’elevarsi sopra ogni cosa terrena, mondana, caduca.

Noi non abbiamo sentimenti intermedi, non conosciamo il compromesso, né la mediazione, né tanto meno ci interessa il confronto.

Quando amiamo o odiamo, lo facciamo sempre in modo puro, autentico, radicale.
Perché dunque accontentarsi d’essere semplici indistinti, quando il nostro termine è tanto splendente?

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