Non potendo limitarsi a relegare i palestinesi nel loro bel lager a cielo aperto e privi dei mezzi necessari ad una vita dignitosa, il governo israeliano rende evidente quanto lo stato di pericolo sia necessario alla stessa vita di Israele, il terrorismo di Stato è necessario a fomentare l’odio. Senza quell’odio il loro Stato non riceverebbe l’assistenza generosa dell’Occidente, Usa in primis. Senza quel pericolo non avrebbe più giustificazione la repressione contro tutti i non ebrei in Israele, condotta con la scusa della situazione di pericolo, ma per motivazione del tutto ideologiche, dettate dal fondamentalismo sionista. Così quell’odio deve essere mantenuto vivo: la tregua non fa parte dei piani.

GERUSALEMME - Il premier israeliano Ehud Olmert ha escluso per il momento qualsiasi ipotesi di tregua con Hamas a Gaza. La radio israeliana aveva rilanciato domenica una notizia del quotidiano arabo pubblicato a Londra Ashraq al-Awsat, secondo la quale un alto esponente di Hamas aveva rivelato che Hamas sta valutando con le altre fazioni palestinesi l’ipotesi di dichiarare una tregua senza condizioni con Israele. L’ipotesi in discussione è quella di un cessate il fuoco bilaterale senza condizioni. Inoltre in Kuwait l’esponente di Hamas, Osama Hamdan, ha affermato che si sta pensando di offrire a Israele una tregua indefinita. Hamas, ha però aggiunto Hamdan, continua a opporsi a un accordo diplomatico con Israele la cui esistenza viene considerata una minaccia per tutta la regione. Un altro esponente di Hamas ha confidato al giornale saudita al-Jazira che l’organizzazione sta premendo sulla Jihad islamica perché cessi il lancio di missili verso Israele: domenica ne sono stati sparati altri due rivendicati dalla Jihad.

CONDIZIONI - «Israele non ha alcun interesse a negoziare con elementi che non riconoscono le condizioni del Quartetto (Ue, Usa, Onu e Russia, ndr)», ha detto Olmert aprendo la seduta settimanale del Consiglio dei ministri, «ossia il riconoscimento di Israele, il ripudio della violenza e l’impegno vincolante degli accordi sottoscritti dall’Autorità nazionale palestinese (guidata da Fatah del presidente Abu Abbas, rivale di Hamas, ndr). Chi accetterà le condizioni del Quartetto sarà in principio partner di trattative. Chi non è disposto, non può essere partner di dialogo. Questa politica non è cambiata», ha chiarito il premier israeliano.

CADUTA DI HAMAS A GAZA - In un’intervista a Radio Gerusalemme, il vice premier Haim Ramon (Kadima) ha detto che l’obiettivo strategico di Israele è «la caduta del regime di Hamas a Gaza», mediante la pressione militare combinata con quella economica. Quanto alla tregua, Ramon ha detto che innanzi tutto occorrerà che da Gaza «cessino immediatamente tutte le attività di terrorismo» da parte delle milizie palestinesi.

DELEGAZIONE ITALIANA BLOCCATA - Intanto una delegazione italiana diretta alla Striscia di Gaza è stata bloccata al valico di Erez, al confine tra la Striscia e Israele. Lo riferisce l’agenzia di stampa italiana d’informazioni dai territori palestinesi Infopal, aggiungendo che il governo israeliano non ha permesso l’ingresso dei delegati a Gaza. Della delegazione fa parte anche il senatore Fernando Rossi (Movimento politico dei cittadini). Sacchi con medicinali, giochi e altro materiale sono stati consegnati ai volontari di due organizzazioni no governative italiane attive da tempo all’interno di Gaza.
23 dicembre 2007

Fonte: www.corriere.it

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