L’altra faccia degli aiuti
Una delle tante Ong (Organizzazione non governativa) che nella teoria agiva per scopi umanitari, nella pratica ha cercato di rapire circa 103 bambini in Africa. Si tratta di un’associazione francese, che, come spesso accade, dietro la bella faccia degli aiuti umanitari e della pace, non si e’ fatta scrupoli a sfruttare e tentare i rapimenti di persone che non hanno ormai nulla. Tutto per il proprio tornaconto. Alla faccia degli aiuti umanitari. La pena, ora, e’ di lavori forzati.
NDJAMENA - I sei volontari dell’organizzazione non governativa francese Arche de Zoe sono stati condannati a otto anni ai lavori forzati dai giudici ciadiani. I volontari erano accusati di rapimento, avendo cercato di trasferire e far adottare in Europa 103 bambini spacciandoli per orfani del Darfur. I giudici hanno sostanzialmente accolto le richieste della procura, che aveva chiesto pene da sette a undici anni di lavori forzati per i volontari di Arche de Zoe. I sei francesi furono arrestati a ottobre insieme ad altri tre volontari, tre ciadiani e un sudanese, mentre ad Achebe stavano mettendo i bambini su un aereo con equipaggio spagnolo. I bimbi, però, non erano né orfani né tantomeno della regione sudanese del Darfur. Il presidente dell’organizzazione non governativa francese nel corso delle udienze aveva ribadito che nessuno dei volontari «nutriva il minimo dubbio che lo fossero» e ha ribadito che le autorità di Parigi, compreso il ministero degli Esteri, avevano dato il via libera all’operazione. Parigi nei giorni scorsi ha fatto pressione affinchè Ndjamena consenta ai sei, in sciopero della fame da due settimane, di scontare la pena in Francia in caso di una condanna.
26 dicembre 2007(ultima modifica: 27 dicembre 2007)
Se sei nuovo, iscriviti al Feed RSS. Grazie per la visita!



Tutti i contenuti sono protetti da licenza