Volti di Donne, Appello di un Uomo.

Questo non è altro che un resoconto di un breve e intenso viaggio percorso in una primavera già esplosa. Un viaggio che ancora una volta ci ha portato lì, sulle rive del lago di Garda a ritrovare quei volti familiari e non, che ancora una volta hanno deciso di testimoniare con la loro presenza la comunanza di spirito con quelle ragazze, oggi donne, moglie e madri, che in giovane età decisero di lasciare l’agiatezza e il calore della propria famiglia per arruolarsi nel servizio ausiliario femminile. Quei volti e quelle parole sono una fonte di ispirazione e di esempio che ci deve accompagnare ogni qualvolta ci si sente stretti nella morsa di questo mondo moderno.
Siamo tornate a casa con questi due doni. Nella nostra mente, i volti delle donne che anche quest’anno hanno voluto partecipare al raduno dell’ACSAF. Volti di ausiliarie segnati dal passaggio del tempo, labbra che raccontano di onore, fedeltà, di scaramucce ricolme d’amore tra ragazze che ostinatamente avevano deciso di servire la loro Patria, occhi che hanno visto trionfi e sconfitte ma che non hanno mai perso la fierezza. E tra questi, volti di donne giovani, emozionati e commossi che si incendiano all’improvviso al lento recitare la preghiera dell’ausiliaria, che diventano rabbiosi al sentire di tradimenti, soprusi, umiliazioni. A queste immagini, pronte a diventar ricordo di un momento di gioia, si accompagna la voce di un Uomo: Stelvio Dal Piaz. conosciuto per la sua ardente fede, per il suo rigore etico, per la sobria caparbietà che lo spinge a gridare con forza contro le nefandezze del mondo moderno, conosciuto, anche, per essere il marito della compianta ausiliaria Alda Paoletti. Ed è proprio di quest’esperienza di vita, di comunanza di Intenti e di Spirito che egli ci fa dono. Egli ci parla della Donna. Le sue parole diventano per noi lo specchio con il quale confrontarci. Un uomo che sa delle difficoltà che incontriamo, consapevole dei continui messaggi sovversivi ai quali siamo soggette, eppure le sue parole non sono di sentimentale comprensione, sono di esortazione. Ci invita a non cedere alle vacue lusinghe della vanità, a non soggiacere alla superficialità, a non inaridirci rincorrendo una felicità di plastica, emozioni monodose, gioie da supermarket. Ci esorta ad essere coscienti della forza che ci caratterizza, della fede tenace che ci contraddistingue, della capacità di generare e conservare ma allo stesso tempo ci mette in guardia poiché se da un lato questi aspetti tendono ad innalzarci, dall’altro, se non ben orientati, ci portano negli abissi. Ad avere cura di noi stesse, della nostra natura, considerarla un dono e non un fardello, ad usare con discernimento le nostre potenzialità. È facile rimanere imbrigliate nelle trame dei piccoli giochi psicologici quotidiani. Spesso ci sarà capitato che una giornata di lavoro andata storta, di incupirci, di perdere la lucidità, in quei momenti, seppur difficile, bisognerebbe ritrovare la volontà di guardare dentro noi ed opporsi a ciò che tende a trascinarci verso il basso.
Non è facile, per niente, lo sappiamo bene, però questo la nostra grande guerra santa, cercare di andare oltre il nostro lato femmineo, e grazie al contributo delle altre donne che incontriamo nel nostro cammino e l’incoraggiamento dei nostri fratelli, potremmo, passo dopo passo, lentamente e con onestà intraprendere un percorso di rettifica, il percorso della Via della Tradizione
Cuib Femminile Raido
Se sei nuovo, iscriviti al Feed RSS. Grazie per la visita!



Tutti i contenuti sono protetti da licenza