L’uomo-macchina è l’incubo del nostro tempo. Un incubo che si avvicina progressivamente alla realtà e per crederlo basti guardare a quella fabbrica di pezzi di ricambio per l’uomo che è diventata la scienza moderna, regina della era contemporanea, il cui regno è fondato sull’utilitarismo e sul materialismo. L’attacco che nel corso della storia hanno condotto originariamente gli illuministi e i liberalisti contro quel mondo fondato sui valori della fede, su una morale che se non altro impediva la deriva, hanno allontanato inevitabilmente Dio dall’uomo comune, hanno provocato l’alienazione della fede dell’uomo comune. L’uomo moderno, che in molti casi si ritiene ancora un credente, colloca oggi l’oggetto della sua fede in una realtà parallela, non ne trae i vantaggi che questa offre nella stessa misura in cui non ne segue più i precetti morali, pur senza rendersene spesso conto. Le piccole scorciatoie che oggi ci vengono offerte dalla scienza, dalla tecnica, sono talmente “astute”, talmente impercettibili ad un occhio “incosciente”, che l’uomo non si rende neanche conto del suo andare contro natura, contro Dio, ed è proprio nella piccola realtà quotidiana che rischia di perdersi nell’abisso della materialità.
Non possono che essere tali i fondamenti delle osservazioni che Francesco Alberoni ci propone dalle pagine del Corriere della Sera.
Continua a leggere »
Pubblicato in Senza categoria
Aggiungi a: