Le mille bugie di Bush & Co.
31 Gennaio 2008 da Redazione
Tratto da ComeDonChisciotte
DA NEWS.COM
Secondo uno studio di due organizzazioni no profit, il presidente Usa George Bush e altri alti funzionari hanno rilasciato quasi 1000 dichiarazioni false sulla minaccia alla sicurezza nazionale rappresentata dall’Iraq dopo gli attacchi dell’11 settembre.
La Associated Press ha riferito che lo studio, pubblicato sul sito Web del Centre for Public Integrity, ha concluso che le dichiarazioni “erano parte di una campagna orchestrata che ha efficacemente galvanizzato l’opinione pubblica e, con ciò, portato la nazione in guerra con dei pretesti palesemente falsi”.
Secondo lo studio 935 false dichiarazioni sono state rilasciate dalla Casa Bianca nei due anni successivi agli attacchi dell’11 settembre 2001.



Durissime e incisive parole che il presidente iraniano Ahmadinejad ha pronunciato in occasione di un comizio, ove ha ribadito che la fine di Israele sarà prossima, denunciando inoltre il fallimento filosofico del movimento sionista. Ahmadinejad ha inoltre ribadito oggi che il tempo dell’esistenza di Israele ’sta finendo’.
Ebbene si, il paladino della cristianità mondiale e difensore dei suoi valori, G. W. Bush in privato parla più di sesso che di Dio. Dopo aver tanto insistito sulla sua forte e consolidata fede cristiano-evangelica per ottenere il consenso in America e nel mondo, la dichiarazione del suo consigliere religioso sconvolge i più che avevano abboccato all’immagine di un Presidente uomo di fede. Una dichiarazione sconvolgente??Non per tutti.
E come da copione, il popolo ebraico, usando nientemeno che Internet, cerca di proteggere la propria cerchia di eletti da possibili contaminazioni esterne, in modo da garantire una genìa pura al 100%, con il compito di continuare nel lavoro di chiusura totale ed intollerante al mondo esterno, di diffamazione e repressione contro chi ostenta antipatie o disaccordi, e di preservazione della propria stirpe che, a loro detta, è al di sopra delle altre.
Il famoso detto cinese “cavalcare la tigre” sintetizza perfettamente l’atteggiamento odierno della Cina comunista. 























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