Abortodi Pietro Serra

L’aborto comunque lo si veda è pur sempre un omicidio. E’ una ferita che col passare del tempo porterà a non poche ripercussioni all’interno della nostra società. Solo quest’anno infatti, stando ad alcuni dati da parte di istituti ospedalieri diramati al Ministero della Salute, le vite soppresse nel sangue sarebbero state oltre 120 mila. Delle vite sono state brutalmente massacrate all’interno del ventre materno, poiché la vita non inizia al momento del parto, ma direttamente dal suo concepimento. Infatti quando il bambino al momento del parto esce dal grembo materno, il bambino è vivo dai 9 mesi in cui era stato concepito. E’ da segnalare anche il fatto che a dimostrazione di ciò che qui si afferma, i più recenti studi scientifici dimostrano come il bambino dentro l’utero sia in grado di provare dolore e stress e che questo sia corrisposto dal suo movimento e da una produzione di enzimi che anche negli adulti sono direttamente legati a queste sensazioni. Tutto questo è una delle più gravi tragedie dal dopoguerra ad oggi, specialmente in un momento in cui le nascite da parte di coppie italiane e’ notevolmente inferiore rispetto a quelle degli extracomunitari. L’aborto, però, oltre che causare l’uccisione del bambino, provoca dei gravissimi danni anche al corpo delle donne che decidono (non sempre in piena avvertenza) di portarlo a compimento. Il corpo femminile è infatti programmato per dare al piccolo subito dopo la sua evoluzione da embrione tutte le sostanze necessarie che servono alla sua crescita, fino a diventare feto, per poi formarsi come bambino. Un interruzione di gravidanza, invece, porta uno squilibrio in tutto l’organismo ed anche a livello psicologico con un rischio maggiore di depressione, ansia e, stando a cio’ che dicono le statistiche, anche un incremento significativo di suicidi nelle degenze psichiatriche femminili. In ogni caso l’aborto non è utile alla cura di alcuna malattia poiché non ha nessuna utilità dal punto di vista clinico, ed anzi, lo shock causato da questo potrebbe portare ad un aggravamento delle condizioni della malattia.

La causa di questi omicidi di massa puo’ ritrovarsi anche nella rottura del vincolo del matrimonio, che oggi più che mai è messo sotto attacco da alcune frange della sinistra che ci governano e vorrebbero imporci nuovi modelli di famiglia. E questo si evince anche dal fatto che la Chiesa Cattolica sia imbavagliata da essi perché in nome della libertà di coscienza essa non può esprimersi. Il fatto più grave, per chi e’ cattolico, è che si sovvertono le norme costituite dal nostro Creatore cioè quello del “andate e moltiplicatevi”, come sta scritto nella Genesi, capitolo 9, versetto 1. Con l’aborto, per rispondere alla Bindi che ha fatto un richiamo a tutti i cattolici (in favore della 194, ovviamente), si trasgredisce al settimo comandamento, che è quello di non uccidere.

Se sei nuovo, iscriviti al Feed RSS. Grazie per la visita!