MANI INSANGUINATEBush, come tutti i bravi politici del pianeta in visita in Israele, ha fatto visita al memoriale dell’olocausto. E, come tutti i bravi politici democratici, ha tirato fuori due lacrime, ricordandosi, in quel posto, che esiste il male.

A ricordarlo a noi, che esiste il male, ci ha pensato lui e le sue ultime due amministrazioni. Con gli attacchi in Afghanistan, Iraq, le uccisioni di civili inermi, l’appoggio a quello stato che oggi lo accoglie, che gli ricorda l’esistenza del male, e che continua nel massacro contro i palestinesi. Fortunatamente sta finendo la sua era, sporca di sangue e che puzza di morte.

GERUSALEMME - Lacrime sul volto di Bush davanti al memoriale della Shoah a Gerusalemme. Con una visita molto commossa al memoriale del’Olocausto di Yad Vashem è iniziata l’ultima giornata della prima missione ufficiale di George W. Bush in Israele. Ad accompagnarlo il presidente israeliano Shimon Peres, il primo ministro Ehud Olmert, dal presidente di Yad Vashem Tommy Lapid e i due responsabili degli esteri Condoleezza Rice e Tzipi Livni.

«RESISTERE AL MALE» - Con in testa una kippah, il presidente americano ha ascoltato commosso una poesia scritta da Hanna Senech, paracadutata in Ungheria nel 1944 e fucilata dai nazisti: «Dio mio, dio mio, che questa canzone non finisca mai….». Con il capo chino e gli occhi pieni di lacrime, Bush ha deposto una corona alla fiamma eterna di Yad Vashem e ha commentato: «Spero che se molti nel mondo verranno in questo luogo, sarà da ammonimento che il male esiste e che se il male viene individuato, bisogna resistergli». «Di fronte ai tremendi crimini contro l’umanità - ha continuato - gli animi coraggiosi, giovani e vecchi, devono restare saldi davanti a ciò in cui credono».
Dopo la visita al museo Bush andrà in Galilea per due altre tappe culturali e spirituali: un giro dei resti archeologici di Capernaum e una visita alla Chiesa delle Beatitudini eretta nel luogo dove Gesù avrebbe tenuto il Sermone della Montagna. Nel primo pomeriggio il presidente degli Stati Uniti lascerà Israele per recarsi in vari paesi del Golfo. Prima tappa il Kuwait.

11 gennaio 2008

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