L’Archivio Storico Carlo Alfredo Panzarasa
di Emanuele Merlino
Spesso quando si organizzano conferenze, cerimonie o, comunque, manifestazioni riguardanti la RSI c’è sempre il rivoluzionario che ritiene queste iniziative meramente testimoniali senza vederne l’importanza politica nel contingente. Nella lotta per il futuro.
A Trieste l’Associazione Culturale Novecento ha deciso di creare un archivio storico con i fondi archivistici donati da Carlo Alfredo Panzarasa, già marò dei Volontari di Francia all’interno del Battaglione Fulmine. Documenti, gagliardetti, manifesti, bandiere e, soprattutto, foto. Tantissime foto, circa tremila, riguardanti la sua vita civile e quella militare. Fotografie eccezionali in quanto in gran parte scattate dallo stesso prima della guerra e, soprattutto, durante la stessa.
In effetti la storia di quei ragazzi che, figli di italiani in Francia, decisero d’arruolarsi nella RSI è misconosciuta e, quindi, queste foto sono una testimonianza importantissima, una sorta di diario di un volontario dall’addestramento a Bordeaux, ai primi caduti, alla battaglia per salvare Gorizia dai titini combattuta nella selva di Tarnova. Da questo materiale l’Associazione ha tratto lo spunto per la creazione di un libro fotografico[1]. Un libro affascinante che dimostra come le possibilità certo non mancano a chi abbia voglia di fare e abbia un briciolo di creatività e fede.
Ma la creazione di un archivio è un processo complicato e oneroso. Per prima cosa si è ottenuta la dichiarazione di “notevole interesse culturale” rilasciata dal soprintendente ai beni archivistici della Regione Friuli-Venezia-Giulia. Questa certificazione consente l’accesso a fondi e alla tutela dello Stato sul materiale posseduto. Tutela che non è, però, ingerenza. Tutte le scelte sull’utilizzo e l’accessibilità al pubblico del materiale sono di assoluta competenza dell’Associazione stessa.
Per ordinare l’archivio si sono ottenuti fondi da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste e dal Fondo per Trieste. I soldi ci sono, non moltissimi in realtà, basta sapersi attivare. Ogni regione, a seconda delle proprie possibilità, finanzia le attività culturali. E’ ovvio che l’indirizzo politico della regione sia importante ma anche un assessorato alla cultura nemico è tenuto a elargire fondi anche se, ovviamente, ne darà il minimo indispensabile.
Con i soldi ricevuti l’Associazione ha pagato, e pagherà, due archivisti che si sono occupati di dare una prima sistemazione e di inventariare una prima parte del materiale.
Oltre alla documentazione riguardante Panzarasa, importantissimo è il fondo Eugenio Wolk. Questi è stato l’inventore, e comandante, del Gruppo Gamma – prima nella Regia Marina e poi nella RSI – nonché addestratore dei nuotatori paracadutisti, i famosissimi NP di Buttazzoni. Gruppo Gamma che può essere considerata la migliore squadra di incursori subacquei della II Guerra Mondiale. Tanto è vero che Otto Skorzeny volle recarsi in visita a Valdagno (VI) per vedere l’addestramento dei Gamma e fece inviare dei marinai della kriegsmarine per addestrarsi con i migliori uomini della marina repubblicana. La storia di Wolk, figlio di emigrati bianchi dalla Russia bolscevica, non solo è interessante dal punto di vista storico ma anche da quello ideale. Mai, infatti, rinnegherà l’adesione e il rispetto per il fascismo e l’amore per l’Italia anche quando diventerà istruttore dei reparti subacquei della Marina Militare Argentina. Su Wolk abbiamo – ok, ora posso confessare di essere uno dei due archivisti – numerose fotografie, più di 500, nonché lettere inedite. Ma parlare dell’archivio non ha senso se non dicessi che è aperto al pubblico. Infatti nostra intenzione non è semplicemente quella di “possedere” il materiale, altrimenti saremmo semplici collezionisti, ma di renderlo accessibile a curiosi, simpatizzanti e, soprattutto, a studiosi. Ogni giorno cerchiamo, chiediamo e otteniamo nuovo materiale. Promettiamo di custodirlo con cura e di farne frutto. La RSI non esiste più, la memoria va preservata non solo in quanto Storia ma essenzialmente in quanto spinta ideale verso un elevamento spirituale e politico. Lottare per ottenere visibilità, spazi e fondi è vitale. Non possono più esistere verginelle che davanti alla parola “denaro” scappano terrorizzate. In questo mondo “lo sterco del demonio”, purtroppo, è lo straccio, unito a una volontà ferrea, necessario per “pulire” le coscienze e la società. Se puzzare un po’ sarà lo scotto da pagare direi che un animo pulito e coraggioso non si farà troppi scrupoli. Non dovrà farsi scrupoli. Noi non ci facciamo scrupoli a lottare ogni giorno per un risultato che vale ogni insulto, ogni rifiuto, ogni gogna a cui potranno metterci.
Emanuele Merlino
Ass. Culturale Novecento
novecentots@libero.it
[1] Volontari di Francia : da Bordeaux alla Venezia Giulia nella 10. MAS per l’onore d’Italia 1943-1945 / a cura di Bruna Pompei e Piero Delbello. Trieste: 2006. Italo Svevo.
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