Falso in bilancio
No, purtroppo stavolta non stiamo parlando di misere statistiche economiche che riguardano fatturati, spese di produzione e quant’altro. Stiamo invece parlando di cifre di morti uccisi dal fuoco delle uccisioni mirate di Israele, che a conti fatti, tanto “mirate” non sono. I servizi israeliani infatti sostengono che nella Striscia di Gaza negli ultimi due anni siano stati 810 i palestinesi uccisi in omicidi mirati, di cui 200 civili (cioè 1/4 di questi morti erano innocenti!). Questi killer israeliani non difettano però solo di precisione nel compiere le loro stragi, sono evidentemente carenti anche nell’abilità matematica, visto che giornali israeliani come Haaretz, ed organizzazioni umanitarie come B’Tselem, contestano le cifre ufficiali, poichè ampiamente pilotate “al ribasso”…Anche questa notte l’aviazione israeliana ha colpito nel nord della Stiscia di Gaza. Il bilancio dell’ultimo attacco è di tre morti e altrettanti feriti. Una delle vittime era di Fatah, un’altra dei Comitati di Resistenza Popolare, legati ad Hamas. I tre sono stati colpiti mentre viaggiavano a bordo di una jeep nel campo profughi di Shati, dove si trova anche l’abitazione del leader del partito islamico, Ismail Haniyeh. L’esercito israeliano sostiene che le vittime erano coinvolte nel lancio di razzi Qassam contro il territorio israeliano, e conferma che si è trattato di un omicidio mirato.
Cifre. Sempre oggi, Yuval Diskin, capo dello Shin Beth, il servizio segreto intetrno israeliano, ha divulgato alcuni dati sulle operazioni militari di Tsahal nella Striscia di Gaza negli ultimi due anni. Secondo Diskin, i palestinesi uccisi in omicidi mirati a Gaza, tra il 2006 e il 2007, sono stati 810, 200 dei quali non erano chiaramente legati a movimenti armati. Dunque erano probabilmente civili. Questi dati hanno però sollevato alcune obiezioni all’interno di Israele: questa mattina il quotidiano israeliano Haaretz ha pubblicato le proprie statistiche, secondo cui le vittime palestinesi sarebbero 816 invece che 810. Ma soprattutto, le vittime civili sarebbero 360 anziché 200.
Minori. In disaccordo con lo Shin Beth anche l’organizzazione israeliana per i diritti umani B’Tselem, che ha replicato al rapporto dell’intelligence sostenendo che 152 delle vittime palestinesi degli attacchi nella Striscia di Gaza avevano meno di 18 anni, e altre 48 ne avevano meno di 14. Con ogni probabilità la maggioranza delle vittime minorenni è stata colpita per errore, sono vittime collaterali, conseguenza del fatto che i lanci di razzi e le ritorsioni dell’esercito avvengono in zone densamente abitate, alle porte dei campi profughi. Tuttavia bisogna anche ricordare che, secondo le direttive di Tsahal, i palestinesi di almeno 16 anni vengono considerati adulti, e i bambini palestinesi di almeno 14 anni devono essere processati da tribunali militari per adulti. Al di la delle contestazioni nel merito dei dati, il conteggio delle vittime degli omicidi mirati ai danni dei palestinesi non sembra essere vissuto con pudore dai leader israeliani: dopo la presentazione dello Shin beth, il ministro per la Sicurezza Interna, Avi Dichter, ha dichiarato con orgoglio che circa il 5percento dei miliziani della Striscia è stato ucciso. Secondo Dichter i miliziani palestinesi di Gaza sono in tutto 20mila.
Fonte: peacereporter.net
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