Pronti! [Racconto]

La triremi ripara prima di una tempesta a ridosso della costa di una terra lontana in cui gli Achei sono venuti a muovere guerra. Sulla prora sopra il rostro, il segno della Polis.
Il contatto con la flotta è stato perduto 6 giorni prima a causa dei venti sfavorevoli.
Il capo dei cinquanta parla ai suoi. Sono uomini valorosi che non temono l’ira degli uomini e forse neanche quella degli dei. L’arrivo della tempesta crea un’atmosfera di raccolta attesa.
“Legate le funi saldamente, il mare ingrosserà stanotte. Vegliate gli ormeggi, la deriva sarebbe rovinosa, non avremmo scampo sugli scogli.”
Il secondo ufficiale: “I turni di guardia sono stabiliti. Le offerte agli dei del mare e della notte sono compiute.” Di nuovo il capo: “La battaglia verso la quale andiamo non è solo contro altri uomini, non è il bottino che bramiamo, non vi sarebbe gloria, ne varrebbe solcare i mari per migliaia di leghe lontano dai nostri figli e dalle nostre donne. In questa notte buia ed incerta indagate i vostri cuori e domandate, domandate ancora per trovare ancora oggi ed ora salde le risposte di ieri.
Poiché forse, prima di domani la furia del mare reclamerà le nostre vite e le porte dell’Ade ingoieranno le nostre anime. Forse vedremo la battaglia, forse no. Forse sarà la malattia a colpire i più forti di noi, la sorte non è nota. Essa è beffarda nel tirare le somme a suo piacimento, senza attendere il momento di maggior valore o maggior comodo per gli uomini.
La sorte, imprevedibile capriccio del destino, non subitela!
Padroni di lei sono coloro che non rifuggono l’ora, divenendone la perennemente inseguita preda.
Coloro cui la sorte nulla può, sono coloro che si occupano solo di conservare ed accrescere l’onore. E se la morsa dei flutti stritolerà il nostro legno, nessuno dovrà credere che la fine sia senza onore. A decidere l’onore dei singoli sarà il vigore del cuore, non importa quale la situazione scelta dalla morte per presentarsi, in battaglia, in mare, nel letto di malattia, conta solo il saldo cuore, la non paura. Di tanto sono capaci solo coloro che sono pronti.
Siate pronti.
Apparteniamo alla Polis di cui portiamo il vessillo, siamo fratelli di lotta, nutriti e nutrimento della stirpe. La fine è l’unica cosa sempre certa, non ci deve sorprendere. Sappiamo che ci attende, non c’è motivo di preoccuparsi troppo di quando verrà il nostro incontro con lei.”
Il silenzio più eloquente, amplificato dal sibilo delle raffiche di vento, dipinge i contorni dei sorrisi. Sotto gli elmi i fieri visi. La schiuma del mare monta in possenti onde. Essi amano la loro guida. Ascoltano le sue parole e stanotte, domani e nei giorni a venire saranno pronti.
Miles
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