All’Iran serve una lezione, parola d’Israele
“Al contrario di altri noi non sbraitiamo, da sessant’anni siamo convinti che la vera determinazione sia quella del silenzio, che precede l’azione. L’imprevedibilità e la sorpresa sono sempre stati i nostri migliori alleati”. Questa è la dichiarazione del colonnello “Iaia” del IDF (Israel Defense Force) in riferimento alla crisi internazione riguardo l’Iran. Il colonnello, che per motivi di sicurezza si presenta come Iaia, è colui che programma e coordina tutte le operazioni militari nei territori palestinesi di Gaza controllati da Hamas e del Libano meridionale, roccaforte degli Hezbollah. In una intervista apparsa ieri sulle colonne di Libero, il capo dell’intelligence militare ebraica spiega perchè Israele non può attaccare da solo e perchè è necessario un intervento anche americano. Un attacco delle solo truppe israelite sarebbe un rischio troppo grande, in quanto aumenterebbe le possibilità di estensione del conflitto con gli altri paesi arabi, mentre un intervento insieme agli Stati Uniti e ai suoi alleati porterebbe maggiori “garanzie” internazionali, trasformando una guerra di espansione in un’azione di polizia internazionale. Il colonnello “Iaia” ha ricordato che l’obiettivo è quello di dare una dura lezione al governo di Theran, bombardando tutte le infrastrutture missilistiche e nucleari prima che l’Iran abbia la bomba atomica. Senza mezzi termini e senza giri di parole, l’alto ufficiale dell’IDf afferma che l’attacco contro il paese guidato dal presidente Ahmadinejad, dovrà essere così duro che i palestinesi, i libanesi e i siriani capiscano di che stoffa è fatto il popolo “eletto” e che chi decide di resistere e di ostacolare la pax ebraica (!) conoscerà al più presto l’imprevedibilità dello stato di Israele e dei suoi alleati americani.
Dopo queste affermazioni possiamo facilmente capire che coloro che minacciano la pace e la sicurezza internazionale non sono di certo i cosiddetti “terroristi” palestinesi o libanesi, ma chi dal 1948 ha iniziato una graduale espansione territoriale e destabilizzazione dell’area medio-orientale con una concezione del tutto particolare della pace…!
Fonte: Libero, lunedì 21 gennaio 2008
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