Dov’e’ il mio tessssoretto?!
E’ questo quello che ha affermato Padoa Schioppa, il Ministro dell’economia che aveva tanto parlato del famoso tesoretto. Bene, ora, non sa dov’e’. Come se un capofamiglia non sapesse dove ha messo i suoi risparmi. Candidamente, davanti le telecamere, Padoa Schioppa ha dichiarato: “So che dovrei essere io a sapere piu’ degli altri, ma non so dove sia il tesoretto”. Ci piace immaginarlo cosi’, alla ricerca del tesoretto, in posizione e con la tipica espressione di Gollum nel Signore degli Anelli…
È scontro sul Tesoretto: il ministro dell’economia, Tommaso Padoa-Schioppa - secondo La Repubblica - dichiara che “non c’è”; il presidente della Camera, Fausto Bertinotti ribatte “le risorse ci sono”, mentre i sindacati incalzano: “Governo imbarazzante ma per noi non cambia nulla: abbassare le tasse è imprescindibile”. Dal centrodestra si denuncia la beffa.
Da Bruxelles, dove l’Ecofin ha appena dato il via libera al programma di stabilità italiano, il ministro torna a parlare del malato Italia e spiega che “esce dalla terapia intensiva e va in corsia, non si è dimesso dalla casa di cura, cosa che avverrà quando il bilancio pubblico si troverà in pareggio”.
Rispondendo a chi chiedeva del tesoretto, Padoa-Schioppa ha ha precisato che di redistribuzione si può anche parlare ma dell’esistenza ed entità di un Tesoretto si saprà solo tra un mese: “Tra un mese uscirà la relazione unificata sull’economia e sulla finanza” ha risposto il ministro ai giornalisti. “Solo in quel momento noi al ministero avremo un quadro aggiornato sui conti. Prima di allora non possiamo pronunciarci. Il vincolo è che si rispetti il programma di stabilità e che non si devii dal percorso che porta al pareggio dei conti”.
“Dentro questo vincolo” ha aggiunto il ministro “è perfettamente possibile fare manovre di bilancio e di restituzione fiscale. Penso che sia perfettamente legittimo”.
“Non sono d’accordo con il ministro Padoa-Schioppa” ha risposto da Roma Bertinotti “perché ci sono delle risorse economiche. Non sono impugnabili limiti di bilancio contro la questione fondamentale di chi con mille euro al mese non arriva alla fine del mese”.
Per i sindacati si tratta di una “posizione del Governo un po’ imbarazzante”, come ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, a margine della riunione degli esecutivi dei chimici di Cgil-Cisl e Uil. “Per noi non cambia nulla, lo abbiamo chiesto, lo chiediamo: è una priorità da cui non si può prescindere”. La Cisl da parte sua ha chiesto l’immediata restituzione fiscale dell’extra gettito a lavoratori e pensionati. “Noi non crediamo al ministro Padoa-Schioppa che troppe volte ha detto una cosa e poi ci ha fatto trovare di fronte un’altra” ha affermato il segretario Raffaele Bonanni. Mentre per il segretario della Uil, Luigi Angeletti, “le risorse ci sono e sarebbe stato opportuno redistribuirle. Ma è anche probabile che troveranno il modo, questo Governo e un altro, di farle sparire”.
“Ma che fine hanno fatto i venti miliardi di extragettito? ” si chiede il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volontè: “Padoa-Schioppa dice una cosa, Bersani, Damiano e Pecoraro un’altra. Lavoratori e famiglie hanno il diritto di conoscere come stanno davvero le cose. Il balletto di notizie sul ‘tesoretto fantasma’ inscenato in queste ore rappresenta un’irresponsabile presa in giro nei confronti degli italiani” E attacca: “Altrettanto vergognoso è il silenzio sul tema da parte del Pd di Veltroni, che copre le bugie dell’Esecutivo”. Ancor più critico Maurizio Sacconi, responsabile del dipartimento Lavoro di Forza Italia: ‘’è sempre più vergognosa’’ la storia del tesoretto e della detassazione degli stipendi. ‘’Si approfitta dei bassi salari e della campagna elettorale - spiega Sacconi in una nota - per inscenare una cinica pantomima sulla possibilità di un provvedimento a camere sciolte senza neppure che il governo - a quanto dice Padoa Schioppa - sia in grado di darvi copertura.
Per ora è arrivato il via libera Ue al programma di stabilità italiano 2007-2011. Non sono comunque mancate le raccomandazioni di sempre: rafforzare la Finanziaria 2008, attuare la riforma delle pensioni e assicurare un calo rapido del debito pubblico.
Fonte: http://blog.panorama.it/economia/2008/02/12/e-padoa-schioppa-non-sa-piu-dove-ha-messo-il-tesoretto/
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