Martiri per l’Irlanda
Sabato 1 marzo, anniversario dell’inizio dell’Hunger Strike, si terra’ una conferenza dal titolo Martiri d’Irlanda, a Roma, organizzata da Raido. Di seguito un articolo sull’argomento, presente sull’ultimo numero di At cartaceo.
Articolo di Dr. Laurence McKeown, ex detenuto repubblicano irlandese
Fui arrestato nell’agosto 1976 e in seguito detenuto nei Blocchi H di Long Kesh. Avevo 19 anni e quella era l’età media di quasi tutti i detenuti. Alcuni erano anche più giovani.
Eravamo tutti repubblicani irlandesi e alcuni di noi erano volontari dell’esercito repubblicano irlandese, l’IRA. L’estate di quell’anno fu particolarmente calda, cosa insolita per l’Irlanda, e i nostri pensieri erano, per lo più, rivolti a ciò che ci stavamo perdendo all’esterno piuttosto che a quanto ci aspettava dentro il carcere. Non sapevamo
ancora, per esempio, che ci saremmo imbarcati in una protesta che sarebbe durata cinque
anni, durante la quale saremmo rimasti nudi, vestiti solo di una coperta e che per tre di quei cinque anni avremmo rifiutato persino di lavarci. Ignoravamo anche che dieci di noi sarebbero morti nello sciopero della fame del 1981, il culmine di quella protesta.
La nostra protesta era concepita per ottenere il giusto riconoscimento di prigionieri politici; uno status in precedenza concesso a coloro che venivano detenuti in seguito il loro coinvolgimento nel Conflitto e che era stato rimosso, dal governo inglese, nel marzo 1976. Durante il corso di quei cinque anni furono fatti diversi tentativi di mediazione, in particolar modo dal Primate Cattolico d’Irlanda Cardinale Tomás O’Fiaich, che però non riuscirono a produrre nessun effetto utile. Bobby Sands cominciò il suo sciopero della fame il 1° marzo 1981. Morì 66 giorni dopo. Durante il suo digiuno fu eletto membro del parlamento inglese a Westminster. Un altro compagno, Kieran Doherty, fu eletto al parlamento irlandese, il Dáil Eireann. Nonostante ciò dieci detenuti morirono prima che lo sciopero della fame fosse dichiarato concluso il 3 ottobre 1981.
Per noi, al tempo detenuti, il mondo cominciava e finiva in una cella di prigione. Solo anni dopo riuscimmo a comprendere fino a che punto il mondo esterno, specialmente popoli oppressi e colonizzati sparsi nel globo, guardavano con interesse alla nostraattaglia. Oggi il nome Bobby Sands è fonte d’ispirazione per tutti coloro che lottano per la libertà , la giustizia, la dignità e l’uguaglianza, ovunque essi siano, qualunque sia il colore della loro pelle, la loro lingua, la loro storia e la loro cultura.
Mi sento profondamente fiero e onorato, ventidue anni dopo lo sciopero della fame, di scrivere questa introduzione all’eccellente lavoro di Manuele Ruzzu. Manuele aveva solo dieci anni al tempo degli scioperi della fame in Irlanda; un giovane ragazzo che vive in quella stupenda e storica isola che è la Sardegna.
Ciò non di meno, Manuele, è stato profondamente toccato dallo spirito che diede ai detenuti la forza di superare la loro condizione detentiva e li sostenne attraverso quegli anni brutali e, infine, nei 217 giorni di digiuno continuo. Quello stesso spirito è evidenziato in questo lavoro; un’altra testimonianza vivente dello spirito umano, del sacrificio e della memoria di dieci giovani irlandesi nei Blocchi H di Long Kesh nel 1981.
Tratto dalla premessa al libro: Martiri per l’Irlanda di Manuele Ruzzu
Ed. Fratelli Frilli
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