Come volevasi dimostrare
Qualche tempo fa si gioiva per i pareri che venivano dall’Europa: tutto - dicevano - va bene, il lavoro di Prodi è ottimo. Italia, continua così e presto la tua economia tornerà a crescere! Noi, come tanti altri non ancora del tutto ciechi fortunatamente, ripetevamo che si trattava di fumo negli occhi, che quello che importa ai burocrati europei solo i parametri da rispettare. Sono macchine, calcolatori, non funzionari. Ed infatti noi ci avevamo, purtroppo, visto bene. I numeri stavolta confermano quello che avevamo pronosticato. L’inflazione è in crescita come ci ripetono anche sui Telegiornali di regime. E l’economia com’è naturale rimane stabilmente in pessime condizioni. Non che il Pil sia il punto di riferimento della nostro mondo - per fortuna non siamo come loro! – ma almeno loro, che la notte sognano percentuali, dividendi, tassi di crescita, strategie di sviluppo, insomma tutte cose che in un mondo equilibrato occupano il campo dell’ordinaria amministrazione e non l’intera scena politica, almeno loro facciano il loro dovere o si mettano da parte. Magari comincino a sognare di eroi, di mondi e valori antichi, forse il loro umore migliorerà , e chissà anche i numeri sulle loro tabelle…!
Gelo sull’Italia: in Europa, per crescita, siamo il fanalino di coda. Secondo le previsioni della Commissione, il Pil nel 2008 salira’ dello 0,7% in media mentre le stime precedenti davano invece l’1,4%. Nel dettaglio, la nostra economia sara’ “quasi piatta” nel primo trimestre dell’anno (+0,1%) e si riprendera’ poi in maniera “graduale ma modesta” nei trimestri successivi attestandosi al +0,2%, al +0,3% e al +0,3%.
Il dimezzamento delle previsioni, spiegano gli esperti di Bruxelles, e’ dovuto alla forte contrazione della produzione industriale nell’ultimo trimestre del 2007 e al deterioramento piu’ marcato dell’indicatore sulla fiducia nel settore dei servizi. E il Commissario agli Affari Economici e Monetari Joaquin Almunia ha cosi’ sintetizzato il quadro della situazione: in Europa, per crescita, “siete gli ultimi”. Ci segue la Germania, con un tasso dell’1,6% mentre all’estremo opposto si collocano la Polonia con il 5,3% e l’Olanda (2,9%).
Se sei nuovo, iscriviti al Feed RSS. Grazie per la visita!



Tutti i contenuti sono protetti da licenza