L’effetto del trapianto

30 Aprile 2008 da Redazione

Quello che non ci viene detto sui trapianti, eccolo qui.

Una storia che sembra assurda, ma che dimostra bene come le ripercussioni dovute ai trapianti, possano essere a volte deleterie.

di Vittorio Andreoli

Sonny Graham, un americano 69enne cui era stato trapiantato il cuore, si e’ ucciso dodici anni dopo l’operazione con un colpo alla gola. Lo stesso modo in cui si era suicidato a 33 anni l’uomo dal quale aveva ricevuto l’organo. Non solo: alcuni anni prima, Graham ne aveva anche sposato la vedova, madre di quattro bambini.

Questa tragedia potrebbe sembrare assurda; in realta’ ha alla base una condizione che i trapiantati provano spesso.

L’analisi. I trapianti di organi sono sempre piu’ frequenti, e ormai si puo’ parlare di una vera e propria “psicologia del trapianto”. E’ certo, infatti, che la sua personalita’ cambia. Soprattutto quando si tratta di organi indispensabili come il cuore, il senso di disagio provato per essere in vita grazie a una persona che l’ha persa e’ quasi sempre presente.

C’e’ poi una specie di “sindrome del risarcimento impossibile”, il desiderio infinito di ricambiare un favore cosi’ immenso: desiderio irrealizzabile non solo perche’ il donatore e’ morto, ma anche perche’ niente potrebbe compensare un dono grande come la vita stessa.

Il trapiantato, inoltre, comincia a percepire la sua personalita’ come sdoppiata. L’identita’ di ognuno di noi e’ fatta della percezione di corpo e mente nel loro insieme. Il cervello ha la consapevolezza degli organi, e dopo un trapianto deve fare un lavoro di ricostruzione, di riconoscimento, perche’ ora nel corpo cui sovrintende c’e’ una parte che apparteneva a un altro. Ma a volte ci sono persone che non sono in grado di completare questa operazione di riconoscimento: si e’ riscontrato spesso infatti, che i rigetti non dipendono solo da incompatibilita’ fisica, ma anche da ragioni psicologiche (e spirituali, aggiungeremmo noi Ndr). Non solo. I trapiantati di solito fanno di tutto per conoscere l’identita’ del donatore, e spesso vi si legano in modo incredibile. Come nel caso di Graham: chi meglio della moglie poteva conoscere l’uomo che gli aveva regalato il cuore? Quale modo migliore per ricambiare, se non quello di prendersi cura della vedova e dei bambini rimasti orfani del padre? E quale sdoppiamento di personalita’ deve pero’ avere vissuto quell’uomo, cercando di mettersi al posto del suo donatore, di fare la sua vita, di essere sempre di piu’ lui? Quando Graham seppe chi era il donatore si immedesimo’ a tal punto con lui che quando vide per la prima volta la vedova disse “mi sembra di conoscerla da sempre”. Follia? No, una reazione comprensibile per un trapianto. Eppure assurda. Per questo molti medici sono convinti che sia meglio mantenere segreta l’identita’ dei donatori. Purtroppo, pero’, questo non basta a evitare problemi, perche’ anche l’indeterminatezza crea dubbi continui e fantasie su “chi sara’ stato”.

Bisogna ammettere, insomma, che in questo campo c’e’ ancora qualcosa di misterioso, che ci sfugge. E che ancora fa del nostro corpo qualcosa di diverso da un insieme di parti qualunque, sostituibili da pezzi di ricambio.

Tratto da “Io donna, n.17 26 Aprile 2008

I leoni morti

30 Aprile 2008 da Redazione

Non vi è truppa al mondo che si sia battuta con maggior coraggio di questo pugno di Francesi in lotta, nel cuore stesso dell Europa, per un chilometro quadrato di rovine. Non vi è soldato che non debba, da soldato, rendere loro omaggio. Non un solo uomo, che sappia difendere le sue idee con la propria pelle, dovrà mancare di salutarli…

Da I Leoni Morti, dal VI Capitolo

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Ma i rossi che quel 1^ Maggio avrebbero dovuto, secondo Radio Mosca, risalire trionfalmente la Wilhelmstrasse e sfilare sotto la porta di Brandeburgo, non sono padroni della strada. Non è un viale di trionfo quello che hanno davanti, ma sempre una via mortale, fiancheggiata da enormi cespugli ardenti, il cui rogo sono costretti ad attizzare coi lanciafiamme per scacciarvi i Francesi…

Se avessero saputo della morte del Fuhrer, i volontari tutti d’accordo su questo punto - avrebbero continuato a combattere con lo stesso coraggio, dato che non erano là per proteggere Hitler e il suo regime, ma per difendere duemila anni di civiltà…

…una nuova guerra che stava iniziando senza che lo sapessero, e la posta di questa battaglia, di questa nuova guerra non era più la Cancelleria cadente di un impero defunto, ma la libertà e la vita di centinaia di milioni di esseri umani, ai quali i rossi dicevano già: “Vivrete se lo vogliamo e come vogliamo”.

Ma i rossi non riescono ancora a passare, sebbene Hauteval abbia identificato, di fronte, una nuova brigata corazzata…

- che c’ è di nuovo, Leguiche?
- Nulla da segnalare, signor Maggiore.
- Proprio niente?
- Von Allensbach è stato ucciso poco fa.
Gauvin non riuscì a reprimere un gesto di collera. Si alzò e voltò la schiena al sergente per nascondere il suo turbamento.
- Era un autentico signore, un vero camerata…

…un’altra automobile, sbucando dietro il carro armato morto, si avvicina rapidamente, poi una terza. Su di esse ufficiali russi e tedeschi agitano i panni bianchi. Passano. Ed ecco apparire un soldato russo, poi due, tre, cinque altri, disarmati. Ridono e fanno vedere qualcosa che tengono tra le mani, e che non si può ancora distinguere bene, perche sono troppo distanti…

…è commovente. Gauvin storna lo sguardo. Ha voglia di vomitare. Attorno a lui i volontari spianano le mani. Il desiderio di uccidere brilla nel loro sguardo.

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La regressione dell’uomo, in cifre

30 Aprile 2008 da Redazione

Saremo si in tempo di crisi, è vero che stiamo tutti diventando più poveri, ma il dato che presentiamo è alquanto strano: un bimbo su dieci è figlio di immigrati, le nascite di bambini con genitori italiani è in calo. Si tratta di una notizia non nuova ma la riflessione è d’obbligo oggi che il calo della natalità è accompagnato da una crescita delle nascite nelle famiglie non italiane. Sono solo numeri e le statistiche non ci fanno una gran simpatia, il numero non è potenza ma solo la qualità lo e’, è vero, ma qui i numeri suggeriscono qualcosa che va oltre, che a che fare col senso del sacrificio, coi modelli di vita. Altrimenti come spieghiamo che famiglie non ancora stabilizzate completamente, in genere con un reddito minore rispetto a quelle italiane, facciano più figli dei nostri compatrioti? A noi sembra chiaro che tutto ciò ha uno stretto legame anche con la cultura abortista che si diffonde. Una nuova nascita prevede sacrifici, un lavoro duro, una bocca in più da sfamare, una vergogna se il “fatto” accade in età non sospetta. “Chi ce lo fa fare?” sembrano rispondere i viziati figli di una generazione, quella sessantottina, che ci ha insegnato il culto del facile, del diritto alla via più breve, anche se senza Onore. Il diritto ad una vita con qualche schermo piatto in più sembra più forte dell’eterna gioia che una madre ed un padre hanno da sempre provato nel vedere nascere e crescere il frutto del loro amore, quello che darà continuità alla propria vita. E qui un altro sospetto sorge. Non sarà anche che le generazioni attuali, non avendo nulla da dare, non avendo fatto conquiste importanti nel proprio essere, non sentano proprio per questo il bisogno di mettere al mondo dei figli? In fondo, i figli prendono ad esempio i padri, è un legame antico, tradizionale quello del padre che regala la sua conoscenza al figlio, la trasmette perché possa farlo anche lui con suo figlio e così via. È un legame che sente chi ha qualcosa da dare. E ciò che questi numeri dovrebbero suggerirci è proprio questo: il calo delle nascite rivela un abbassamento del livello dell’uomo. L’uomo borghese non ha nulla da dare oltre l’eredità. Non sa cosa sia l’amore, non sa quanto sia bello dare e perciò non fa figli, preferisce avere, soltanto avere. Questi numeri sono molto di più, sono la maschera di un’Italia priva di amore, senso del sacrificio e del dovere, il che è cosa più grave del dato in sé.

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Disonorata societa’

29 Aprile 2008 da Redazione

Riprendiamo interamente un articolo del giornalista Maurizio Blondet per riproporre quello che a noi sembra il nodo centrale intorno a cui ruotano i problemi di quest’occidente e di questo mondo che dell’occidente moderno sta purtroppo prendendo le sembianze, si tratta di una parola, fondamentale nella distinzione tra uomo e animale, eppure oggi caduta in disuso, dimenticata, messa da parte. Stiamo parlando dell’Onore, quello che da sempre è stato il codice che gli uomini avevano davanti a se come modello, esempio di vita, legge non scritta ma impressa nei cuori e nelle menti. Un codice sempre più ridicolizzato da un mondo in cui non a caso domina il materialismo e Dio, la coscienza, la ragione, ovvero le uniche cose che ci distinguevano dall’animale, sono venuti a mancare. Non più essere pensante e cosciente, l’uomo è forse diventato simile all’animale, nel cui mondo in effetti domina il più forte, proprio come vediamo oggi in una politica dominata dalle lobby occulte della finanza e dalla criminalità organizzata? Beh, pare proprio di si. E non vorremmo essere troppo “pessimisti” ma se ci facciamo caso l’uomo cambia oggi i pezzi del suo corpo come fosse un automobile, un mezzo meccanico, modifica i geni degli animale, delle piante: chissà che la fase animale non sia per l’umanità di oggi un livello ancora superiore? Ritrovare l’Onore, quella legge interiore che sola può garantire di non cedere al caos, al mondo del “tutto è lecito”, è l’unico sostegno per chi a questo mondo non vuole appartenere, per chi non ci sta e vuole ancora essere uomo, e non animale o macchina.

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Tradizioni arie: la trasmissione

29 Aprile 2008 da Redazione

È consuetudine che fra padre e figlio avvenga il rito, che si chiama il legato. Quando il padre si sente vicino a morire chiama suo figlio. Dopo aver coperto il suolo con erba fresca, aver ridestato il fuoco e aver posta dell’acqua in una coppa vicino a lui, siede e attende il figlio. Una volta giunto, questi deve avvicinarglisi e toccargli gli organi dei sensi con i suoi. L’uno sedendo dinanzi all’altro, si compie il legato “Pongo in te la mia parola” – dice il padre. “Assumo in me la tua parola” risponde il figlio. “Pongo il mio alito vitale in te” dice il padre. “Assumo il tuo alito vitale in me” risponde il figlio”. “Pongo in te la mia vista – il mio udito – il mio gusto” dice il padre. “Assumo in me la tua vista- il tuo udito – il tuo gusto” risponde il figlio. “A te trasmetto le mie opere” dice il padre. “Assumo le tue opere” risponde il figlio. “A te trasmetto le mie gioie e i miei dolori” dice il padre. “Assumo in me le tue gioie e i tuoi dolori” risponde il figlio. “In te pongo il mio piacere, la mia potenza di generazione” dice il padre. “Assumo il tuo piacere, la tua potenza di generazione” risponde il figlio. “A te do la mia via” dice il padre. “Assumo il tuo piacere e la tua potenza di generazione” risponde il figlio. “A te do la mia via” dice il padre. “Assumo la tua via” dice il figlio. “Pongo in te i miei pensieri, il mio sapere, i miei desideri” dice il padre. “Assumo i tuoi pensieri, il tuo sapere, i tuoi desideri” risponde il figlio.

Ma se il padre non può pronunciare più distintamente queste parole rituali, allora deve dire brevemente. “Pongo in te i miei spiriti vitali”. Dopo di che, questi si allontana, nella direzione di oriente, volgendo la destra al padre, che deve ancora chiamarlo a dirgli: “Onore, illuminazione nella sapienza sacra, nutrimento e gloria debbono penetrare in te”. Il figlio deve volgersi indietro guardando di là dalla spalla sinistra, comprendosi con la mano e con un lembo della veste dicendo: “Consegui i mondi celesti e i tuoi desideri”.

KAUSHITAKI-UPANISHAD 11,15

Fuga da Bancatraz

29 Aprile 2008 da Redazione

di Eugenio Benetazzo

Recentemente è uscito l’ennesimo report di Assogestioni che dimostra come il sistema bancario sia profondamente in crisi. Sia chiaro che questa crisi nulla a che vedere con quella dei mutui e del settore immobiliare, in quanto grazie a vergognose operazioni di cartolarizzazione, le banche hanno trasferito il rischio che correvano con i mutui ballerini recentemente erogati dalle loro tasche a quelle dei piccoli risparmiatori attraverso la creazione di fondi immobiliari di investimento che hanno nella loro pancia questi mutui con la miccia accesa: a riguardo andate a leggere l’ultimo redazionale intitolato Farloccolandia e capirete di che cosa sto parlando!

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Il Paese piu’ democratico del mondo

28 Aprile 2008 da Redazione

Incredibile sentenza negli States, dove un nero disarmato viene ucciso da tre poliziotti ed i tre riescono stranamente a finire assolti. A dimostrazione che le cose, da una parte all’altra dell’oceano, non cambiano (vedi la guardia giurata che ha ucciso Gabbo, oggi in liberta’). È proprio singolare poi come il Paese che si fa piu’ promotore della lotta al razzismo sia poi lo stesso in cui il razzismo è praticato in maniera più brutale e, paradossalmente, sotto la protezione stessa dello Stato. Sarà la distrazione o la superbia: a parlare troppo degli altri si rischia spesso di non curare se stessi. E ciò che fa rabbia è che gli Usa non sono neanche nuovi a queste vistose forme di incoerenza visto che sono gli stessi a riempirsi la bocca con l’uguaglianza e poi fondano la loro “civiltà” sullo sterminio programmatico dei Nativi americani ed hanno alle spalle uno dei più grandi traffici di schiavi: la deportazione forzata dall’Africa di milioni di neri, “trasferiti” in massa perchè facessero il lavoro sporco di un’America che fuori vuole apparire sempre luccicante ma che “vanta” una struttura sociale fondata sulla esclusione e ghettizzazione, a dimostrazione di quanto falso sia il modello meltin’-pot che vorrebbero esportare.

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Bio-frottole

28 Aprile 2008 da Redazione

Dopo lo smascheramento della benzina verde, il cui nome è semplicemente una trovata pubblicitaria per smaltire un tipo di derivati petroliferi altrimenti inutilizzati, da Londra cade un’altra maschera del mondo ecologista, la plastica biodegradabile.

AMBIENTE: PLASTICA BIODEGRADABILE INQUINA E PEGGIORA CRISI CIBO

(AGI) - Londra, 26 apr. - Contrordine. La plastica biodegradabile utilizzata per i sacchetti dei supermercati e per i contenitori alimentari potrebbe danneggiare l’ambiente quanto quella tradizionale derivata dal petrolio. Non solo. Il successo della ‘bio-plastica’, il cui mercato cresce ogni anno del 20-30%, fa impennare il costo dei cereali e aggravare la crisi alimentare perche’ viene realizzata con mais e grano. E’ quanto sostiene il britannico Guardian con un ampio pezzo in prima pagina in cui analizza gli effetti collaterali e indesiderati della ‘plastica-verde’. Il responsabile e’ il componente della bio-plastica, l’acido polilactico (Pla), “ottenuto dai campi di cereali geneticamente modificati”.

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Alessandro Pavolini 28 Aprile 1945-2008 [In memoriam]

28 Aprile 2008 da Redazione

Il 28 Aprile 1945 moriva Alessandro Pavolini, ministro della Cultura popolare e segretario del Partito Fascista Repubblicano.

Alessandro Pavolini è il solo tra i gerarchi fascisti a dovere la sua fama principalmente alle vicende della RSI, avendo la sua carriera politica raggiunto il culmine con la nomina a segretario del Partito Fascista Repubblicano (PFR), ed essendo stato lui il creatore e capo supremo delle Brigate Nere, estremo tentativo di combattere i partigiani affrontandoli sullo stesso piano militare.
Per quest’ultimo motivo Pavolini fu figura odiatissima dai membri del CLN, che lo dipingevano come assassino sanguinario e gran torturatore di partigiani, fino a ritenerlo responsabile del bagno di sangue nel quale sfociò la guerra civile anche dopo il 28 Aprile 1945.
Dall’altra parte della barricata, per quelli per intenderci che la guerra l’hanno persa, Pavolini è invece l’ultimo ad arrendersi, l’unico che riesce a vivere il fascismo come una fede incrollabile, fino alle estreme conseguenze, e il cui motto è quello di onore e fedeltà.

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Il flagello del personalismo

27 Aprile 2008 da Redazione

di Julius Evola

Per un organizzarsi davvero efficace delle forze nazionalmente orientate una delle condizioni preliminari è il superamento del personalismo. Il personalismo è fra le disposizioni infelici del popolo italiano, specie nei suoi strati intellettuali, ed esso oggi persiste e si afferma anche fra i gruppi a noi idealmente più vicini, con effetti visibili e deprecabili di frazionamento, di dispersione delle energie, di distorsione.
Mentre l’esigenza del momento sarebbe la disciplina di forze coordinate in un blocco compatto, con al primo piano non gli individui, ma l’idea e l’azione in sé stessa, tuttora vige troppo spesso la tendenza ad andar per conto proprio, a costituire un proprio gruppetto usando le idee soprattutto per mettersi in mostra, per assicurarsi dei privilegi, per crearsi una certa sfera d’influenza. Così, anche se in proporzioni ridotte, tende a ripullulare la mala pianta del “gerarchismo”; il quale sia detto senza mezzi termini, costituisce l’antitesi di ogni vera gerarchia, la vera gerarchia non conoscendo personalismi, definendosi oggettivamente con l’autorità che procede dall’adeguarsi disindividualmente ad un principio e ad una funzione, e dal tenersi volentieri ognuno al suo giusto posto, senza scarti, tergiversazioni e manovre.
In pari tempo, vediamo oggi diffusa la mania della polemica, con lo stile di una reattività che quasi chiameremmo uterina. L’una cosa si tiene effettivamente insieme con l’altra: il personalismo e l’individualismo ne costituiscono parimenti la base. Per mettere in evidenza se stessi si sente il bisogno quasi isterico di attaccare l’uno o l’altro, di contrapporre formula a formula, parola d’ordine a parola d’ordine anche dove ad una disamina calma ed obbiettiva riuscirebbe facile mostrare che le ragioni di contrasto sono minime, che le contrapposizioni non son dovute all’aspetto dottrinale e intellettuale, ma essenzialmente ad un animus, ad un fattore irrazionale ed affettivo. Non si riconosce che, tutto sommato qui agisce semplicemente un “complesso di inferiorità”, perché chi è veramente certo del proprio valore e di quello della propria idea non sente il bisogno di attaccare a destra e a sinistra per “affermarsi”, non soggiace ad una incomposta reattività, non va in cerca di ogni possibile pretesto per dire la sua o per contrapporsi; procede invece per la sua via, secondo lo stile di una raccolta intensità e di un’azione indirizzata all’essenziale e al positivo, non all’accidentale e al negativo.
Come dicevamo, sono palesi gli effetti tutt’altro che costruttivi che oggi derivano da un orientamento del genere. Ad esempio, nell’ambito stesso della stampa d’intonazione su non diversa base noi vediamo nascere ora l’uno ed ora l’altro nuovo periodico, quasi sempre perché l’una o l’altra persona vuole assicurarsi una sua personale sfera d’influenza e di “giurisdizione”. Quali altri risultati non si conseguirebbero invece, quando queste singole possibilità venissero organizzate unitariamente, sulla base di una chiarificazione dottrinale fondamentale e, poi, di uno stile di disciplina d’impegno di impersonalità fattiva? Il sistema dei “gruppi” definiti da interessi di persone invece che da vere idee o con semplici parole d’ordine al posto di idee oggi da noi ha una efficienza tale, da ingenerare in moltissimi l’atteggiamento di un fondamentale sospetto. Così non si riesce quasi più a concepire che vi siano degli esseri liberi che vadano dritti per la loro via. Ci si chiede invece “chi sta dietro di lui”, si cerca di scoprire, al servigio di quali interessi, di quali “combinazioni”, di quali gruppi o gruppetti stiano le idee che uno difende, le cose che uno dice. Donde un naturale passaggio al pettegolezzo e alla diceria, la discesa ad un piano irrilevante di intrigo e di scandalismo, anche perché questo piano si presta meglio – di nuovo – a polemiche, attacchi e personalismi. Inutile, qui, addurre esempi che tutti conoscono. E’ inutile, anche, mettere in risalto quanto spesso un tale atteggiamento di sospetto e di intrigo distorce le cose e giova al giuoco degli avversari, facendo cadere tutto l’accento su quel che per taluno può essere solo un mezzo, per nulla il fine e il movente decisivo.
Sempre sulla stessa individualistica appartiene il settarismo e la concezione delle “contaminazioni”. Ad esempio, scrivere su di un foglio anziché su di un altro, è cosa che spesso crea automaticamente delle incompatibilità, dato appunto il sistema dei gruppi personalistici: vedere quali idee si difendano, accertare se uno scrittore resti o no coerente con se stesso, e solo ciò considerare come essenziale e serio – questo a molti riesce difficile. Si pretende, invece, che “si faccia gruppo”: anche quando non ce ne è proprio ragione, le finalità essendo le stesse una volta allontanate delle false “intransigenze”: FALSE, perché messe su soprattutto in funzione delle persone.
Le distorsioni cui abbiamo brevemente accennato sono deprecabili in qualsiasi clima politico. Ma nel momento attuale costituiscono un lusso che davvero non ci si dovrebbe permettere. La misura in cui esse potranno esser eliminate o ridotte in base ad una nuova serietà ed intensità, sarà anche quella di un progresso reale nel movimento della rinascita nazionale.

I salotti bene

27 Aprile 2008 da Redazione

Il piattume e la noia del mondo borghese. Professori affermati, istituzioni esemplari ed esponenti religiosi: tutti borghesi piccoli piccoli alla ricerca della trasgressione con un ragazzino di 18 anni…

Torino, blitz nella sauna: colti sul fatto un vescovo straniero e un ex sindaco di provincia

MASSIMO NUMA, TORINO

Il padre missionario. L’ex sindaco di Forza Italia, star del Cuneese. Il preside dell’istituto superiore, provincia di Torino. Gli avvocati. I medici. I giornalisti, tv e carta stampata. I manager. Poi il noto attore di teatro, ottuagenario. Tre grandi del palcoscenico, tutti e tre col «vizietto». Poi: l’intrepido eroe di mille spaghetti-western. Il professore universitario e lo scrittore, icona nazionale dei gay. Un alto prelato (forse) svizzero; un vescovo ortodosso e un paio di calciatori, vicini al tramonto. Il tempo di tirare il fiato, e vai con altri vip: un illustre docente di filosofia, poliziotti e anche carabinieri. Infine un congruo numero di pensionati.

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DVD Roma Orma Amor [Novita’]

26 Aprile 2008 da Redazione

Questo Dvd raccoglie gli interventi degli ospiti al convegno organizzato in occasione del decennale dalla nascita di Raido (Aprile 2005). Nel solco di Roma e della civiltà che la rese grande nei secoli, si vuole rimarcare un’identità millenaria che splende ancor oggi sopra le contraddizioni del mondo moderno e che ogni giorno ci impegniamo ad affermare nel nostro stile di vita. Tre ore di filmato che non danno spazio alla retorica, ma alla consapevolezza che Roma rappresenta il punto focale di valori eterni ed imprescindibili.

 

Sono intervenuti:
Nello Gatta, “Vivere est militare: l’elite educa il popolo.”
Ernesto Roli, “Fondare Roma nelle coscienze, come alternativa al caos politico, culturale ed ideologico del mondo moderno.”
Rutilio Sermonti, “Lo Stato eterno fondato sul carattere.”
Mario Polia, “Romanità e universalità dell’ideale etico del civis.”


DVD Raido
ROMA ORMA AMOR - La luce della romanita’ sopra le contraddizioni del mondo moderno
€7, Acquistalo qui!

L’ira di Dio!

26 Aprile 2008 da Redazione

Un prete colpisce e manda all’ospedale un ladro colto mentre rubava in chiesa.

Milano, 26 apr. (Adnkronos) - Un sacrestano sessantenne ha sorpreso un uomo pronto a rubare le offerte raccolte durante la messa e lo ha preso un bastone. Lo ha inseguito fuori dalla chiesa e senza esitazioni, lo ha colpito di nuovo, mandandolo in ospedale. E’ quanto successo ieri pomeriggio, alle 16.30 circa, a Vigevano in provincia di Pavia. Scenario della vicenda e’ stata la chiesa di San Francesco, nel centro della citta’. E’ qui che il sacrestato, secondo quanto riporta ‘La Provincia Pavese’ ha scoperto il ladro sessantenne, un italiano residente a Novara.

http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.2110589426

Addio euro

26 Aprile 2008 da Redazione

Ce la siam fatti da soli, la moneta. Ovvero, quando lo Stato non pensa ad assicurare ai cittadini una moneta giusta e sovrana…Ci si rimbocca le maniche e la si crea una nuova. Il tutto, per “aumentare il potere d’acquisto reale delle famiglie e favorire la ricaduta sul territorio della ricchezza a beneficio delle imprese e dei consumatori”. Cioe’ quello che l’euro, con le banche private dietro e i miliardari interessi derivanti dal signoraggio, non fa!

(ANSA) A Trento potrà essere coniata una nuova moneta, lo Scec, che affiancherà l’euro con lo scopo di creare un circuito commerciale locale a favore di consumatori e piccoli punti vendita. Lo ha deciso il Consiglio comunale che ha approvato un ordine del giorno presentato dall’opposizione di centro destra. La proposta, dei consiglieri Flavio Maria Tarolli (Udc-Patt) ed Emilio Giuliana (Alleanza nazionale-Movimento Sociale Tricolore), è finalizzata ad “aumentare il potere d’acquisto reale delle famiglie e favorire la ricaduta sul territorio della ricchezza a beneficio delle imprese e dei consumatori”. In sostanza l’ordine del giorno impegna la Giunta comunale a “stimolare sindacati di categoria, associazioni di cittadini, commercianti e istituzioni economiche a creare dei circuiti commerciali virtuosi con convenzioni ad hoc per i clienti”. Tali convenzioni darebbero diritto a sconti sul prezzo dei prodotti, tramutati, però, nella nuova moneta, lo Scec. Questo permetterebbe a chi paga in Scec di usufruire di un ribasso per nuovi acquisti presso i negozi convenzionati, “con una ricaduta positiva sugli esercizi commerciali cittadini, soprattutto i piccoli punti vendita più soggetti alla concorrenza della grande distribuzione”. Le banconote, di diverso taglio, potrebbero riportare il simbolo di Trento, l’aquila di San Venceslao, oppure l’effige di Bernardo Clesio o Cristoforo Madruzzo.

(Ansa)

Il mondo moderno ti stressa…

26 Aprile 2008 da Redazione

…E ti rende un tantino nervoso…Pronto ad uccidere, per un parcheggio….

DELIANUOVA (REGGIO CALABRIA) - Ha rischiato di trasformarsi in tragedia una lite tra due donne a Delianuova a causa di un parcheggio conteso. Concetta Gioffré, di 40 anni, nel corso della lite, accaduta sotto casa delle due donne, ha sferrato alcune coltellate alla rivale, C.A.M., di 43 anni, provocandole lesioni interne per le quali è stata ricoverata con prognosi riservata nell’ospedale di Gioia Tauro.

La lite culminata col ferimento è avvenuta in presenza di altre persone, tra cui alcuni bambini. I carabinieri hanno arrestato Concetta Gioffré poco dopo il ferimento, bloccandola nella sua abitazione, dove si trovava in compagnia del marito, Raffaele Mafrici, di 43 anni. Quest’ultimo é stato anche arrestato dai carabinieri perché nell’abitazione i carabinieri hanno trovato un revolver calibro 22 con il numero di matricola alterato.

Mafrici, secondo quanto riferito dai carabinieri, avrebbe anche tentato di impedire ai militari di entrare in casa. I carabinieri, nel prosieguo delle indagini, hanno scoperto che Mafrici aveva anche squarciato le gomme dell’auto di C.A.M. e fatto sparire il coltello che era stato utilizzato dalla moglie.

Fonte: ansa 

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