Al vertice di Bucarest si discute dell’entrata alla Nato di due ex-repubbliche sovietiche, piuttosto turbolente: Ucraina e Georgia. Da una parte ci sono gli Stati Uniti, finanziatori attraverso Soros delle rivoluzioni colorate che hanno portato (almeno in parte) al potere personaggi filo-Usa, dall’altro c’e’ la Russia che cerca di portare vicino a se’ i due Stati. Gas e risorse preziose sono il primo motivo del contendere, che vede, come al solito, l’Unione europea essere solo il fanalino di coda dei due contendenti.

Bush a concedere subito il Map (Membership action plan) alle due ex repubbliche sovietiche.
Invece, dopo anni di anticamera, Albania e Croazia porteranno a casa l’adesione piena: A restare in sala d’attesa è la Macedonia, in conseguenza del veto della Grecia che si oppone all’invito senza un accordo sull’uso del nome «Macedonia».
Differenti, evidentemente, gli stati d’animo. La delusione di Georgia e Ucraina, e l’incertezza sull’invito alla ex Repubblica Jugoslava della Macedonia (Fyrom), come è stata riconosciuta nel 1993 dalle Nazioni Unite, è lo scenario più probabile, ma non ancora ufficializzato, di un vertice insolito, dove le decisioni sono assunte «in diretta» dai leader. «Nelle conclusioni scritte, i capitoli su Georgia e Ucraina sono ancora in bianco», indica una fonte della Nato.
Le note chiare arrivano da Bush: «La Nato dovrebbe dare il benvenuto a Georgia e Ucraina nel programma Map di pre-adesione». Così facendo, il presidente americano ha esplicitato pubblicamente il proprio dissenso con gli alleati europei. La cancelliera tedesca Merkel e il presidente francese Sarkozy guidano la linea più attendista dei paesi europei, preoccupati dei contraccolpi politici nelle relazioni con la Russia, che si oppone all’allargamento a Est dell’Alleanza. È ancora «troppo presto» per dare una candidatura ufficiale a Ucraina e Georgia per l’ingresso nella Nato, aveva detto la Merkel entrandonel gigantesco palazzo del Parlamento, voluto dall’ex dittatore Nicolae Ceasescu.
La doccia fredda sulla Macedonia è arrivata dal portavoce del governo greco George Koumoutsakos:«La Grecia non è nelle condizioni in questo momento di dare il proprio consenso per l’invito della Fyrom alla Nato».

Fonte: iltempo.it

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