Inoltriamo due sms pervenutoci da Toni Brandi, direttamente da Dehli, che rendono bene l’idea sull’aria di tensione e repressione che si respira da quelle parti. Leggere e diffondere!

Prima parte: “Arrestati con violenza alle 11h ora locale senza motivazioni, siamo nelle mani della “speacial cell” (antiterrorismo). Ci siamo rifiutati di dar loro i nostri nomi e ci e’ stato negato il diritto ad un avvocato e a interagire con il console. Siamo stati prigionieri per 6 ore. Ora ci hanno lasciato ma credo che ci seguano. Il console non puo’ protestare perche’ la polizia ha poteri speciali.” Toni Brandi (Coordinatore italiano Lao Gai Research Foundation)

 

Seconda parte: “Dehli, h. 11.00: Breve resoconto… Dopo 2,5 ore di detenzione senza che ci sia stata data ragione, interviene l’ambasciata italiana. Rilascio, con 6 poliziotti dell’”indian intelligence” che ci tallonano e non ci permettono di muoverci senza di loro. Entriamo in taxi ed entrano anche loro! Abbiamo parlato col console Agni il quale ha parlato col capo della polizia locale: dobbiamo accettare di essere seguiti. La tensione rimane comunque alta a Dehli per via della torcia alternativa tibetana del Tibetan Solidarity Commitee, della marcia di ritorno al Tibet (che riparte domani) e le proteste dei Tibetani e Indiani contro la fiaccola ufficiale.”

 

Toni Brandi (Coordinatore italiano Lao Gai Research Foundation).

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