Fedeli a Roma, all’Impero, alla Gerarchia, alla Virtu’

Articolo Tratto da RAIDO n.19 - Equinozio di Primavera 2000
L’articolo e’ di 8 anni fa, ma il suo valore, oggi, rimane assolutamente immutato.
Nel riaffermare la nostra adesione ai principi che caratterizzano l’universalità di Roma, in occasione della sua fondazione, non possiamo esimerci dal sottolineare l’estraneità verso qualsiasi sentimento retorico. Ogni nostro riferimento a Roma, alla civiltà romana, allo stile e all’etica che hanno contraddistinto l’uomo romano, è privo totalmente di nostalgia. Per noi la nostalgia, il riferirsi alle vestigia dell’Aeternitas Romae, è un sentimento “incapacitante” che non porta a nulla e che, nella migliore delle ipotesi, rappresenta uno sbandamento dell’anima. Esso conduce all’inerzia e all’archeologia.
In questo 21 aprile, dinanzi al millennio che si chiude ed al nuovo che si affaccia, Raido contro ogni ideologia riafferma la sua fedeltà al mondo della Tradizione e a Roma. Siamo coscienti del fatto che oggi Roma è diventata solo una informe megalopoli, che affoga nei liquami della società moderna, un triste teatrino di ruderi di ciò che fu la capitale di un antico impero, ma questo scenario non ci spaventa.
Per l’uomo della Tradizione Roma è stata, è e rimarrà il preciso punto focale della visione sacra, che non può confondersi con i volgari sedimenti che sopra di essa sono stati depositati. Fino a quando Roma – omphalos mundi – non ritornerà ad essere il collegamento tra le forze di luce del cielo e quelle della terra, il mondo non vedrà il riscatto dell’uomo, ma solo sciagure e ingiustizie, frutto del continuo allontanarsi dal Sacro.
Roma è il simbolo, è il cardine, fisso ed eterno, lontano dal quale vi sono solo le tenebre della civilizzazione, il disorientamento e la barbarie. È solo attraverso questo simbolo, da vivificare quotidianamente nella propria esistenza, che il militante della Tradizione potrà recuperare equilibrio e stabilità. Al tempo stesso, per mezzo dei valori incarnati dall’uomo romano – il Vir – il giovane combattente dello Spirito “buca” i secoli e riafferma con la propria esistenza e quella della sua comunità la volontà di riconvertire alla normalità questa civilizzazione moderna giunta al suo massimo grado di decadenza. Il mondo attuale può e sarà sostituito da una civiltà Tradizionale. Se sapremo resistere alla marea montante, rimanendo fedeli con coraggio, sacrificio, a volte con dolore, ma sempre con gioia, all’eredità dei nostri padri, all’esempio di Roma e ad i suoi Valori. Questi valori, risiedono nel binomio Vis et Amor, forza ed amore, elementi essenziali, dotati di una potenza irriducibile a qualsiasi mistificazione moderna. Per questo motivo riteniamo che una rinascita visibile della eternità di Roma dipenda esclusivamente dalla capacità di far rivivere in noi stessi, il mistero della nascita di Roma, una nascita e una grandezza che si può inquadrare in ambito storico e geografico, ma che si pone per la sua profondità ben aldilà di essi, collocandosi per la sua peculiarità sia in via metastorica, che mitica.
Il Mito è sempre presente in ogni istante della nostra vita, perché si pone al di sopra della storia e sta a noi farlo rivivere in ogni momento della giornata. È nostro compito dunque, farlo riemergere dai nostri cuori con impeto in ogni nostro atto, per l’affermazione della Tradizione contro la falsità della realtà che ci circonda. È proprio il destino ineluttabile di Roma, di quella forza che fa vincere in sé la battaglia interiore: lo scontro tra le forze opposte che vede da una parte la luce vivificante e dall’altra la mortifera tenebra.
Anche per questo 21 aprile non intendiamo abdicare dinanzi ai tentativi di stritolamento della moderna società dei consumi e rimaniamo indifferenti alle lusinghe di un mondo totalmente falso, fin dalle sue fondamenta. Sappiamo bene, che dinanzi ai militanti della Tradizione il potere mondialista abbassa la maschera per mostrare il suo vero volto, osceno e criminale, poiché non tollera la resistenza delle comunità tradizionali.
Il militante della Tradizione, riconosce in Roma e nello stile romano, la propria aspirazione più profonda e originaria, può capitare di sentirsi a disagio, ma non è mai spaventato, vinto o addirittura “convertito”, nonostante qualcuno con le sue lusinghe ci possa far credere di essere diventati ricchi ed importanti. Può capitare che qualcuno in questa parte ci si identifichi e si creda realizzato nel lavoro, nella società avendo a disposizione soldi, macchine e ogni altra comodità. Per noi questi sono e restano strumenti, niente altro. Questa società non ci rappresenta, è solo una oscura diatriba tra mercanti e plebei.
È per tutto questo, che rimaniamo fedeli all’Universalità di Roma. Siamo coscienti che se la degenerazione dell’uomo occidentale è iniziata con il venir meno della centralità dell’idea di Roma, solo il restaurarsi della Tradizione romana consentirà il rifiorire della civiltà. Perché là dove c’è Roma c’è l’Impero, l’Ordine, la Gerarchia, la Virtù ed il Rito, e lì vogliamo essere anche noi.
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