La regressione dell’uomo, in cifre
Saremo si in tempo di crisi, è vero che stiamo tutti diventando più poveri, ma il dato che presentiamo è alquanto strano: un bimbo su dieci è figlio di immigrati, le nascite di bambini con genitori italiani è in calo. Si tratta di una notizia non nuova ma la riflessione è d’obbligo oggi che il calo della natalità è accompagnato da una crescita delle nascite nelle famiglie non italiane. Sono solo numeri e le statistiche non ci fanno una gran simpatia, il numero non è potenza ma solo la qualità lo e’, è vero, ma qui i numeri suggeriscono qualcosa che va oltre, che a che fare col senso del sacrificio, coi modelli di vita. Altrimenti come spieghiamo che famiglie non ancora stabilizzate completamente, in genere con un reddito minore rispetto a quelle italiane, facciano più figli dei nostri compatrioti? A noi sembra chiaro che tutto ciò ha uno stretto legame anche con la cultura abortista che si diffonde. Una nuova nascita prevede sacrifici, un lavoro duro, una bocca in più da sfamare, una vergogna se il “fatto” accade in età non sospetta. “Chi ce lo fa fare?” sembrano rispondere i viziati figli di una generazione, quella sessantottina, che ci ha insegnato il culto del facile, del diritto alla via più breve, anche se senza Onore. Il diritto ad una vita con qualche schermo piatto in più sembra più forte dell’eterna gioia che una madre ed un padre hanno da sempre provato nel vedere nascere e crescere il frutto del loro amore, quello che darà continuità alla propria vita. E qui un altro sospetto sorge. Non sarà anche che le generazioni attuali, non avendo nulla da dare, non avendo fatto conquiste importanti nel proprio essere, non sentano proprio per questo il bisogno di mettere al mondo dei figli? In fondo, i figli prendono ad esempio i padri, è un legame antico, tradizionale quello del padre che regala la sua conoscenza al figlio, la trasmette perché possa farlo anche lui con suo figlio e così via. È un legame che sente chi ha qualcosa da dare. E ciò che questi numeri dovrebbero suggerirci è proprio questo: il calo delle nascite rivela un abbassamento del livello dell’uomo. L’uomo borghese non ha nulla da dare oltre l’eredità. Non sa cosa sia l’amore, non sa quanto sia bello dare e perciò non fa figli, preferisce avere, soltanto avere. Questi numeri sono molto di più, sono la maschera di un’Italia priva di amore, senso del sacrificio e del dovere, il che è cosa più grave del dato in sé.
Roma, 26 aprile 2008 - Gli italiani fanno sempre meno figli, ma aumentano quelli della popolazione immigrata. Le più recenti statistiche collocano il nostro Paese agli ultimi posti tra i paesi per tasso di fertilità, con un valore per il 2007 pari a 1,29 figli per donna: il bilancio demografico nazionale, però, è in positivo, un dato reso possibile dall’alto tasso di natalità dei cittadini stranieri. E’ infatti figlio di immigrati un bambino su 10 (10%), mentre, paradossalmente, gli stranieri rappresentano il 5% della popolazione italiana.
E’ quanto emerge da uno studio del Centro Artes di Torino, specializzato nella diagnosi e nel trattamento della sterilità di coppia, che ha elaborato i dati ufficiali di Istat, Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) e le stime 2007 C.I.A. (C.I.A. World Factbook).
Il fenomeno del declino della fertilità è comune a quasi tutti i paesi industrializzati, ma in nessuno di essi ha avuto un’evoluzione così marcata come in Italia. Il tasso di fertilità nei 15 paesi dell’Unione Europea fra il 1960 e il 2007 è sceso da 2,59 a 1,50 figli per donna, mentre in Italia si è quasi dimezzato (dal 2,41 all’1,29).
L’aumento demografico, invece, cresce grazie ai cittadini stranieri. Al gennaio 2007 gli immigrati residenti in Italia sono 2.938.922, rispetto all’anno precedente gli iscritti in anagrafe aumentano di 268.408 unità (+10,1%). La popolazione italiana, a gennaio del 2007 è pari a 59.157.091 persone (Istat), gli immigrati regolari in Italia sono quindi quasi il 5% della popolazione.
Secondo l’Istat, quindi, la crescita della popolazione straniera residente nel nostro paese non è dovuta al saldo migratorio, costante, ma all’aumento dei nati di cittadinanza straniera: il saldo naturale (differenza tra nascite e decessi) risulta in attivo per 57.765 unità.
“Il calo delle nascite in Italia è un dato evidente - spiega Alessandro Di Gregorio, direttore del centro Artes - complice anche un’evoluzione della società che ha spostato in avanti, circa 35 anni l’età media delle donne che scelgono di diventare madri. Le difficoltà a rimanere incinta, quindi, aumentano e l’introduzione della Legge 40 non ha migliorato la situazione”.
“In soli 4 anni, dall’entrata in vigore della Legge, le nascite sono diminuite del 2,78%. Per non parlare delle altre gravi conseguenze: è quadruplicato il numero delle coppie che, con la speranza di concepire un figlio, si sono recate all’estero (+200%) e le gravidanze multiple - continua l’esperto - sono passate da un 16% ad un 23%, con conseguenti rischi per la salute dei feti, che possono portare alla morte neonatale per prematurità”.
Cala così il numero di nascite in Italia (519.731 nel 2004 e 505.202 nel 2007, ben 14.528 nati, 2,79%, in meno) mentre quello dei nati stranieri registra un fortissimo incremento (da 48.925 nel 2004 a 57.925 nel 2007 con un saldo di +8840 nati, ben il 15,3% in più in soli 3 anni).
Inoltre, il ritmo di crescita medio annuale degli stranieri, secondo le stime dei ricercatori della Caritas-Migrantes, è pari a circa 325 mila, il che porta ad ipotizzare che da qui a 10 anni la popolazione immigrata raddoppierà: tenuto conto che la velocità di crescita della popolazione straniera non sembra tendere a diminuire, la Caritas-Migrantes stima che nel 2050 gli extracomunitari saranno il 17-20% della popolazione residente in Italia.
Dati ancora più rilevanti se si pensa che l’incidenza delle nascite di bambini stranieri sul totale della popolazione italiana è passata da poco più di 9mila nel 1995 a più di 57mila del 2007, in termini percentuali, dall’1,7% al 11,4%. E’ insomma figlio di immigrati un bebè su 10.
http://ilgiorno.quotidiano.net/2008/04/26/83881-brusco_calo_delle_nascite_italia.shtml
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