Azione Tradizionale » 2008 » Aprile

Per ricordare tutti coloro che caddero e non hanno una croce

25 Aprile 2008 da Redazione

di Emilio Del Bel Belluz

Mi attardo solitario nella mia casa di campagna. La pioggia cade incessantemente, e la sento molto bene. Il fuoco nel caminetto è acceso e mi ristora con il suo calore. Le vivaci fiamme mi fanno compagnia come se fossi un viandante senza dimora. Osservo dalla finestra gli alberi ancora addormentati, che mi rallegrano durante tutte le stagioni. Vedo un uccellino che si è rifugiato su un ramo e là accanto c’è pure un nido che nella bella stagione accoglierà i nuovi nati e lasceranno nell’aria i loro canti di gioia. Loro non sentono le sofferenze della vita degli uomini. Da tempo metto sul davanzale delle briciole e ogni tanto, quando cala la sera, li vedo che si posano a beccare il pane. E mentre osservo la natura che mostra i primi risvegli primaverili penso all’avvicinarsi del 25 aprile, una data che mi rende tanto triste. Sono alla ricerca di alcune parole che ricordino i miei caduti, vinti durante la guerra fratricida che insanguinò il mondo. Il loro ricordo è sempre vivo in me, non posso dimenticarli. Anche quest’anno donerò alle acque della fiume Livenza una corona d’alloro per ricordare il sangue sparso di questi giovani caduti. I miei vinti sono i camerati tedeschi e quelli della Repubblica di Salò. Ho nel cuore quei 126 ragazzi trucidati dai partigiani ad Oderzo dopo che avevano ricevuto delle garanzie in cambio della loro resa.

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25 Aprile: Good Morning Italia!

25 Aprile 2008 da Redazione

[video]http://youtube.com/watch?v=_8y4dwmRjYk[/video]

Menzogne e verita’

24 Aprile 2008 da Redazione

Fa pensare a quanto possa esser facile manipolare le notizie, e quindi anche l’opinione pubblica, in uno momento storico in cui l’informazione gioca un ruolo strategico primario. E, fortunatamente, vi e’ ancora chi combatte battaglie per la verita’!

Breve resoconto di Piero Verni sulle menzogne di Cremonesi nel suo articolo (in allegato) del 20 marzo sul Corriere della sera.

“Allora, brevissimamente i fatti sono questi: intorno al 20 marzo Lorenzo Cremonesi aveva pubblicato sul Corsera (sparata con titolo in cui si diceva che i tibetani faranno come i kamikaze) un’intervista esclusiva al presidente della TYC in cui gli veniva fatto dire che la sua organizzazione era pronta a compiere attentati, se non oggi, almeno in futuro. Ovviamente, trattandosi dell’italietta, non se ne era accorto nessuno al di fuori delle mura del Bel Paese. Poi, una decina di giorni or sono, se ne è accorto il corrispondente dall’Italia di Xinhua che ha usato il pezzo per farne un caso internazionale e sostenere così l’accusa di Pechino che la TYC è un gruppo terrorista. Finalmente la notizia è venuta alle orecchie del presidente di TYC che ha chiesto a Karma di fare tradurre l’intervista. L’impagabile Carlo Buldrini l’ha immediatamente tradotta e trasmessa. Mi ha chiamato da poco Karma per dirmi che il presidente di TYC, Tsewan Rigzin, dopo averla letta, ha dichiarato che si tratta di un falso e ha indetto per domani mattina una conferenza stampa (non ho capito bene se a Delhi o a Dhasa) per smentirla. Anche in questa occasione l’Italia si è distinta per quella fogna che è. Un saluto a tutti, P.V.”

Sesso, droga e ansia da prestazione

23 Aprile 2008 da Redazione

Sempre più giovani fanno uso di droga per sconfiggere le “insicurezze” sessuali. Viagra, ansiolitici ed ora anche la droga per paura di fallire nel sesso. Inghiottiti dal moderno materialismo alienante e nello svilimento dilagante di un atto d’amore assoluto, la “gioventù d’oro” italiana rotola senza tregua verso gli abissi più bui. Schiava di turbe psicologiche e di pillole “salvatrici”, gode dei farmaci che il sistema le offre, avvelenandosi lentamente e inconsciamente.

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Texas ‘46

23 Aprile 2008 da Redazione

Proiezione domani 25 Aprile presso Raido.

Non cooperatori

Furono così chiamati da britannici e statunitensi, i campi di concentramento per i prigionieri di guerra italiani che, dopo l’8 settembre 1943, non vollero accettare la collaborazione col nemico. La scelta dei “Non”, se in argomento si potessero fare paragoni, è stata più significativa e meritoria, perché più difficile della scelta per la Rsi fatta da chi si trovasse in Italia ed aveva, quindi, maggiori elementi di giudizio. Quel rifiuto di collaborazione col nemico, da parte dei prigionieri di guerra, darebbe legittimazione, se ce ne fosse bisogno, alla decisione di quanti, in Italia, vollero continuare la lotta.
Gli alleati (fra loro, contro di noi) si permisero di chiamare “criminali” i non cooperatori, ergendosi a giudici della Storia; chi non era con loro, era un delinquente. Anche se, poi, dimostrarono, in altri modi, rispetto per il rifiuto di collaborazione.
da “Continuità Ideale”, n° 1 - gennaio 1989, a firma V.B.

La Trama

La vicenda raccontata in “Texas ‘46″ è una di quelle che i libri di storia per molti anni hanno ignorato. Uno dei meriti di questo film è di aver portato alla luce un accadimento storico ai più sconosciuto: quello dei prigionieri di guerra italiani trattenuti nei campi di prigionia americani. Erano più di 500.000 e la maggior parte di essi, a seguito della firma dell’armistizio nel settembre del ‘43 furono rimpatriati dagli americani a condizione che firmassero una dichiarazione di abiura del fascismo e che aderissero spontaneamente alle truppe ausiliarie italiane.

Lo sceneggiatore Giorgio Serafini, alla sua seconda fatica come regista, racconta la storia di Luigi Manin (Luca Zingaretti) che assieme ad altri 5.000 italiani rifiutandosi di firmare rimangono prigionieri in un campo ad Hereford nel Texas.(…) Continua a leggere »

USA: esposizione di aborti come opera d’arte

23 Aprile 2008 da Redazione

Il 25 aprile, si sa, e’ una data nefasta. E forse non e’ un caso che proprio in quella data negli Stati Uniti vi sara’ una mostra d’”arte”, dove verranno esposti video della morte di piccole creature? Scene che avrebbero il sapore di riti satanici, vengono oggi celebrati a cielo aperto, con tanto di tesi di laurea e “vena” artistica.

 

di Maurizio Blondet, da effedieffe

Ricavo la notizia dal Yale Daily News, il giornale dell’università di Yale (1):

Aliza Shvarts, laureanda in Arte, ha presentato come tesi di laurea la seguente opera: «La documentazione di unattività durata nove mesi durante i quali essa si è inseminata artificialmente ‘quante più volte possibile’ (parole sue) per poi prendere periodicamente farmaci abortivi onde indurre l’aborto. La sua esibizione consiste nel video che riprende questi aborti forzati, insieme alla collezione di provette di sangue risultanti da questa attività».

«Il suo scopo nel creare questa mostra d’arte, ha dichiarato Shvarts, era di suscitare dialogo e dibattito sul rapporto fra arte e corpo umano».
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RAIDO - Prossimi appuntamenti

22 Aprile 2008 da Redazione

Un esercito di depressi

22 Aprile 2008 da Redazione

Oltre alle sconfitte in campo militare, ci si mettono anche i soldati depressi. A dimostrazione che combattere per soldi (propri e dello Stato), non conviene affatto!

da Peacereporter

Un soldato su cinque, tra i militari statunitensi che hanno combattuto in Iraq e in Afghanistan, soffre di gravi problemi mentali che vanno dal disturbo post traumatico da stress alla depressione; e la metà di queste persone non ha mai cercato cure mediche, anche nel timore che ciò danneggiasse la propria carriera nelle forze armate. Lo ha scoperto uno studio della Rand Corporation, un gruppo indipendente che ha redatto la più estensiva ricerca mai compiuta sugli effetti psicologici dei due conflitti.

 

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Imperium+Hobbit - Trieste 1953

21 Aprile 2008 da Redazione

[video]http://www.youtube.com/watch?v=UAuNg_8UIEI[/video]

Inaugurazione Raido [Recensione]

21 Aprile 2008 da Redazione

Inaugurazione raidoSi inaugurano i nuovi locali di Raido, il 19 aprile è sabato pomeriggio e il bel tempo fa la sua parte.
A via Scirè 21 – 23 siamo a due giorni dal Natale di Roma, una data simbolica ed importante. Non è un caso che l’anniversario della nascita di Raido cada proprio in questa data, nell’ormai lontano 1995.
L’atomosfera è stata delle migliori: ottima compagnia, afflusso di tanti camerati, amici, delegazioni di moltissime comunità romane e italiane. In programma aperitivo militante, novità e la musica. Quest’ultima affidata a Baldo e Fabian degli Imperium e da Mario degli Hobbit, i quali in un set acustico hanno offerto il meglio del repertorio delle due band e della musica alternativa. Speciale il momento con Germana de Angelis che ha lasciato tutti senza fiato con la bellissima Piccolo Attila, accompagnata dalle chitarre e dalla voce di tutto il pubblico presente.
Un’ora e mezza di musica, in un ambiente che ha già confermato l’aspirazione proposta: poter ospitare musica dal vivo, conferenze e cineforum.
La nuova sede come da sempre sarà un punto d’incontro e di ritrovo per chi si riconosce nei nostri valori portanti, terra di mezzo e di confronto tra esperienze e generazioni diverse. Un posto dove poter rigenerarsi e respirare una boccata d’aria pulita per combattere il veleno del mondo moderno.
L’augurio è quindi quello di incontrarci nella nuovissima sede, Avamposto di Tradizione!

Fedeli a Roma, all’Impero, alla Gerarchia, alla Virtu’

21 Aprile 2008 da Redazione

 

Articolo Tratto da RAIDO n.19 - Equinozio di Primavera 2000

L’articolo e’ di 8 anni fa, ma il suo valore, oggi, rimane assolutamente immutato.

Nel riaffermare la nostra adesione ai principi che caratterizzano l’universalità di Roma, in occasione della sua fondazione, non possiamo esimerci dal sottolineare l’estraneità verso qualsiasi sentimento retorico. Ogni nostro riferimento a Roma, alla civiltà romana, allo stile e all’etica che hanno contraddistinto l’uomo romano, è privo totalmente di nostalgia. Per noi la nostalgia, il riferirsi alle vestigia dell’Aeternitas Romae, è un sentimento “incapacitante” che non porta a nulla e che, nella migliore delle ipotesi, rappresenta uno sbandamento dell’anima. Esso conduce all’inerzia e all’archeologia.

In questo 21 aprile, dinanzi al millennio che si chiude ed al nuovo che si affaccia, Raido contro ogni ideologia riafferma la sua fedeltà al mondo della Tradizione e a Roma. Siamo coscienti del fatto che oggi Roma è diventata solo una informe megalopoli, che affoga nei liquami della società moderna, un triste teatrino di ruderi di ciò che fu la capitale di un antico impero, ma questo scenario non ci spaventa.

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Chi e perché scavalca il Dalai Lama

21 Aprile 2008 da Redazione

di Piero Verni

1. In una conferenza stampa tenuta in India ai primi di aprile, il Dalai Lama, rispondendo alle dichiarazioni di Pechino che lo accusa di essere l’ispiratore delle manifestazioni indipendentiste che hanno sconvolto Lhasa e altre aree del vecchio Tibet storico oggi incorporate nelle province cinesi del Qinghai, Sichuan e Gansu, ha detto sorridendo di recitare ormai come una preghiera e più volte al giorno la frase “il Tibet fa parte della Cina ed io non chiedo l’indipendenza”. La battuta ha fatto ridere di cuore i giornalisti presenti. Ma credo sia piaciuta meno a quella frangia di giovani (e non più giovani) tibetani che invece si guardano bene dal ritenere il Tibet parte della Cina e con caparbietà continuano a lottare per riconquistare l’indipendenza perduta in quel remoto 7 ottobre 1950, quando l’esercito cinese attaccò sei posti di frontiera tibetani, sconfisse facilmente la resistenza delle piccole guarnigioni del governo di Lhasa per dilagare poi sul Tetto del Mondo.

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The “Big Teacher”

21 Aprile 2008 da Redazione

Il Grande Fratello arriva anche a scuola. In Gran Bretagna, una delle società più controllate al mondo con i suoi 4 milioni di telecamere a circuito chiusi, gli studenti dovranno dire addio alle scopiazzate e ai bigliettini tattici. Non più maestri-esempio ed educazione alla Lealtà, ma telecamere per punire i copioni.

Londra, 11 apr. (Ap) - Foglietti tattici addio: gli ispettori britannici stanno valutando l’introduzione di videocamere a circuito chiuso per prendere in fallo gli studenti abili nel copiare. Il capo dell’Associazione dei funzionari per gli esami britannici ha dichiarato che le videocamere sarebbero meno intrusive di un ispettore che si apposta alle spalle di chi sta eseguendo un test. Ma una misura simile rafforzerebbe il già esteso sistema di sorveglianza applicato nelle scuole del Regno Unito. Gli insegnanti britannici si sono lamentati per gli eccessivi controlli e temono che le videocamere siano introdotte presto anche nelle aule per monitorare le loro prestazioni. La Gran Bretagna è una delle società più controllate al mondo con i suoi 4 milioni di telecamere a circuito chiuso.

Un passo avanti

19 Aprile 2008 da Redazione

Editoriale RAIDO n. 35 (acquistabile da oggi - sabato - in libreria)

Per quanto ci riguarda siamo stati da sempre sostenitori di un’imprescindibile unione tra ciò che si pensa e le azioni che si compiono.
Il pensiero, cioè la visione del mondo che si richiama ai principi dottrinali, sacri e incorruttibili, vive e si concretizza nel momento in cui tramite l’azione trova applicazione su se stessi e nel mondo circostante. Un’azione che deve mirare a mettere “ordine” nel caos in cui si vive, soppiantando all’incoerenza propria all’uomo moderno, uno stile di vita retto e dignitoso.
Si possono studiare progetti, strategie politiche e sociali, ma senza l’applicazione concreta di queste ultime si rimarrà sempre nell’ambito fumoso dei buoni propositi e delle belle parole.
Nella nostra esperienza ci siamo sempre preoccupati di non incorrere in questo inconcludente modo di essere andando, volta per volta, a realizzare gli obbiettivi che ci eravamo prefissati come tappe di una crescita e di una qualificazione sia personale che comunitaria.
Migliorarsi ma soprattutto agire nel concreto, creando strutture visibili e funzionali, attività culturali e editoriali, senza per questo lasciarci coinvolgere o inglobare ciecamente nel mezzo prescelto o dall’azione stessa, è sempre stata assunta da noi stessi come prerogativa. Questo perché sin dai primi momenti in cui è nata la comunità di Raido eravamo ben coscienti che la “formazione” del militante e la tramandazione dei valori che volevamo testimoniare, sono il fondamento imprescindibile su cui costruire tutta l’esistenza e le azioni della propria vita. La nostra preoccupazione primaria è, e rimarrà sempre, quella di realizzare nel concreto le nostre aspirazioni e non di essere i cantori di un mondo immaginario che vive solo nei bei pensieri e di sogni irrealizzati e irrealizzabili.
Nel trascorrere dell’umido autunno e del freddo inverno, tempo di riflessione e raccoglimento, la nostra comunità ha definito un progetto di rinnovamento della struttura militante, senza per questo snaturare lo stile che ci ha contraddistinto in tutti questi anni.
L’occasione ci è stata offerta con il liberarsi dei locali attigui alla precedente sede, locali più ampi e meglio fruibili che offrono lo spazio opportuno per promuovere attività di vario, nuovo e più ampio genere.

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L’eurocrazia reintroduce la pena di morte. In segreto.

19 Aprile 2008 da Redazione

Quando si tratta di dare il via a moratorie internazionali, buone magari per politiche di pressione nei confronti della Cina, la pena di morte diventa lo spettro agitato da tutti. Sembra però che sul piano dei fatti le cose cambino. Pare, infatti, che una nota a piè pagina (!!) della Carta dell’Unione Europea - accettata automaticamente da chi accetta il Trattato di Lisbona - lasci aperta la questione in tre particolari situazioni: guerra, disordini, insurrezioni. Ora, il “particolare” potrebbe anche non sorprendere vista la gravità delle tre condizioni prospettate. Sotto l’aspetto giuridico, però, il fatto è molto più inquietante, dal momento che i tre casi eccezionali sono nominati, come abbiamo detto, solamente in una nota, senza che siano esplicitate le condizioni necessarie a definire i tre casi e con il conseguente ed evidente rischio di abusi di potere. Ma nel testo del suddetto Trattato le “stranezze” non finiscono: una vera e propria concentrazione di potere nelle mani della Commissione ai danni dei parlamenti nazionali si avvicina. Come se l’eurocrazia non avesse già fatto abbastanza danni così!

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Il giovane tedesco

18 Aprile 2008 da Redazione

di Emilio Del Bel Belluz

Sigfried Aichner aveva solo quattordici anni quando sentì parlare della guerra, ed iniziò ben presto ad appassionarsi a tutto ciò che riguardava la vita militare. Il suo paese era l’Italia, ma il giovane sentiva dentro di sé di appartenere piuttosto alla nazionalità della madre, che era tedesca. I suoi genitori abitavano in una casa colonica che era appartenuta al nonno. Era una tipica casa rurale, dotata di una stalla e di un piccolo riparo dove si rifugiavano le galline e circondata da un appezzamento di terreno coltivato prevalentemente a foraggio. Il nonno, prima di morire, aveva manifestato il desiderio di donarla alla nuora. Era un modo per dimostrarle la sua gratitudine: ella lo aveva infatti assistito amorevolmente nei momenti più dolorosi della malattia che lo aveva colpito negli ultimi anni, causandone poi la morte. Lì era nato Sigfried, un bel bambino biondo che recava impressa nei tratti del volto l’inconfondibile fisionomia materna. Aveva un carattere mite e a scuola si impegnava molto, tanto che si poteva definire un discreto studente. Aveva ottenuto la licenza elementare con ottimi voti.

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