Attentatooo!!

31 Maggio 2008 da Redazione

Una catena di ciambelle, per la pubblicita’ del prodotto, aveva utilizzato una modella che indossava una kefiah. I neo-con hanno protestato, chiedendo che venisse ritirata, perche’ “istigava al terrorismo”. L’azienda si scusa, e prontamente ritira lo spot… non si e’ capito chi delle due parti e’ piu’ intelligente.

WASHINGTON – Dunkin’ Donuts, la McDonald delle ciambelle, è stata costretta a ritirare una pubblicità perché la modella indossava una kaffiyeh, la tradizionale sciarpa palestinese. In massa, i neocon vi hanno identificato il simbolo dell’intifada contro Israele, o peggio della jihad, la guerra santa islamica contro l’America. Invano, la Dunkin’s Donuts ha protestato che la sciarpa era stata disegnata da una stilista appositamente per lo spot. Questa, hanno tuonato tutti i neocon, «è propaganda per il terrorismo». Dopo due settimane, la Dunkin’ Donuts si è dovuta scusare della violazione della “political correctness”. In un comunicato, ha ammesso che la pubblicità «poteva essere equivocata».

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Antimoderni!

31 Maggio 2008 da Redazione

Trovata in Brasile una delle ultime tribu’ indios che vive in stato “selvaggio”. Quando hanno visto l’elicottera sorvolare il loro villaggio, gli hanno tirato contro le loro frecce. Ultima comunita’ ancora non dilaniata dalla modernita’. (foto da corriere.it)

(di Oliviero Pluviano)

SAN PAOLO - Indios mai venuti a contatto con il resto del mondo, nudi e dipinti di rosso, che hanno reagito lanciando frecce contro l’aereo che li sorvolava, sono stati scoperti questo mese da ricercatori brasiliani in una zona recondita dell’Amazzonia, ai confini fra il Brasile e il Perù. Foto della spedizione sono state diffuse oggi dall’organizzazione ecologista britannica Survival International. Erano dodici anni che un’etnia sconosciuta non veniva scoperta nell’Amazzonia brasiliana.

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Hezbollah battezza la missione Unifil

30 Maggio 2008 da Redazione

 

Incontri non ufficiali di particolare importanza. Questi i rumours sulla due giorni romana del leader di Hezbollah Abdallah Kassir, direttore di Al Manar, la televisione del Partito di Dio. Noi lo abbiamo incontrato a qualche giorno dall’elezione del presidente Suleiman mentre in Libano si susseguono incontri per la formazione di un nuovo governo di coalizione, che potrebbe essere guidato dal premier uscente Fuad Siniora. Hezbollah è ovviamente il massimo protagonista di questa importante fase politica del Paese e la radio dell’esercito israeliano ha diffuso la notizia, poi smentita da un alto funzionario israeliano, che Israele sarebbe pronto a liberare cinque detenuti libanesi e a restituire i resti di dieci miliziani di Hezbollah in cambio del rilascio di due soldati catturati quasi due anni fa.

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Catalogo online

30 Maggio 2008 da Redazione

La notte brucia ancoraLa notte brucia ancora, di Giampaolo Mattei (novita’) Arrivarono in tre, la none del 16 aprile 1973, con una tanica di benzina. Giovani militanti di Potere operaio, con un obiettivo: un appartamento delle case popolari di Primavalle. Il rogo si portò via due fratelli, arsi vivi, e l’ultimo brandello di innocenza di quella generazione. Virgilio, ventidue anni, e Stefano, dieci, morirono perché figli di una famiglia “fascista”, da odiare, da colpire. Da uccidere. Giampaolo, l’autore di questo libro, aveva quattro anni e fu portato in salvo dalla madre. Trentacinque anni dopo, racconta il doppio dolore dei sopravvissuti: quello silenzioso e quotidiano dell’assenza, quello sordo e impotente della giustizia negata. Un’inchiesta giudiziaria infinita e le rivelazioni a orologeria dei protagonisti hanno infatti permesso di individuare i colpevoli, ma nessuno ha pagato. Oggi anche l’odio è andato in prescrizione, eppure le fiamme che incendiarono quella notte lontana non si sono ancora spente.

Anticomunismo positivo - Scritti su bolscevismo marxismo (1938-1968), di Julius Evola (novita’) «Per il bolscevismo non esiste che la massa umana e la sua evoluzione attraverso processi sociali, economici, tecnici. Il suo Dio è l’umanità proletaria, la sua legge è l’economia, il suo vangelo è il messianismo tecnico. Il resto è “superstruttura” e “oppio pel popolo”. Segue da ciò che nessun antibolscevismo può avere seria portata, quando esso non parta da una affermazione di valori, di conoscenze, di diritti aventi la loro giustificazione di là da quanto ha mera natura razionalistica, “sociale”, materialistica, “umanistica”».

Palestina - una terra troppo promessa, di Antonella Ricciardi (novita’) Palestina, una terra troppo promessa mette in luce la tragedia del popolo palestinese e gli aspetti più sconcertanti del modo in cui i padroni del mondo trattano il conflitto in Palestina.
Si moltiplicano le cariche di odio e di violenza per cancellare gli effetti di una forte identità che non si arrende e combatte per una terra ricca di memoria e di sentimenti, simboleggiati dall’attaccamento dei palestinesi alle chiavi di casa.
Se qualcuno pensa di comprare il dolore dei palestinesi con un fiume di dollari, si sbaglia. L’appoggio americano e israeliano ai politicanti palestinesi è solo fattore di divisione e di corruzione e non produce che una ulteriore destabilizzazione: una guerra civile, una guerra senza fine, con il rischio di diventare mondiale perché la Terrasanta è troppo piccola per tre Religioni monoteiste, è una zona geostrategica molto importante e molto ricca.
E’ molto difficile, infatti, uscire dalla situazione attuale, nella quale, al di là di tutte le occasionali condanne, nulla di sostanziale viene fatto per impedire che i governanti di Tel Aviv continuino in una politica che ha come fine ultimo la creazione di una “Grande Israele”.

Intervista alla politica - Parola agli uomini della casta, di Jacopo Barbarito (novita’) “Intervista” alla politica raccoglie interviste fatte a parlamentari italiani tra l’agosto 2007 e il febbraio 2008, periodo dense;” di eventi per l’Italia: dalle ultime polemiche sulle elezioni del 2006 al dibattito: sulla riduzione dei costi della politica. dalla riforma della legge elettorale alla tragedia della Tyssen-Krup e dello sciopero de li autotrasportatori che ha paralizzato l’Italia poco prima di Natale.
Vi e’ stata una finanziaria quanto mai criticata, la fine della CdL, la nascita di soggetti politici nuovi come il PD, della Sinistra Arcobaleno, del PdL di Berlusconi. All’estero si sono verificati episodi come la guerra in Kenya, i cronici sussulti di instabilità daI Medio Oriente e dall’Afghanistan stan, l’elezione di Sarkozy in Francia. Questo libro parla di tante cose e fa parlare gli attori della -politica italiana, che spiegano là loro visione delle cose e del mondo, i loro lavori parlamentari, la vita all’interno delle “stanze del potere” E tutte le risposte sono legate da un filo rosso: tutti gli intervistati paiano infatti risposto a tre domande “scottanti”, su temi di economia e finanza trascurati dai grandi dibattiti mediatici.

I libri sono acquistabili online tramite il sito di Raido

L’Ass. Cult. RAIDO, ispirandosi all’economia legionaria, attraverso l’impegno dei suoi militanti, reinveste tutte le entrate a favore dell’attività stessa e di conseguenza a favore del Fronte della Tradizione.

Controvento - N. 2 - Maggio/Giugno 2008

29 Maggio 2008 da Redazione

Periodico d’informazione della Comunita’ Militante Perugia

Blog: http://www.controventopg.splinder.com

“Al Pigneto sono stato io, non chiamatemi razzista”

29 Maggio 2008 da Redazione

Beh, ricordate il “raid nazista” di Roma al Pigneto, che i giornali avevano subito dato in pasto all’opinione pubblica qualche giorno fa? Bene, oggi dalle pagine di Repubblica, e con meno clamore, leggiamo un interessante articolo-intervista al (presunto) capo dell’azione, che in realtà capo non è, come dice lui stesso, né tanto meno è fascista o nazista. Ha qualche reato alle spalle, è cresciuto con idee di sinistra, dice di rispettare tutti, bianchi e neri, purché rispettosi del suo quartiere quei ragazzi che gli sono andati dietro, dice, non li ha né comandati né spinti lui a fare quel che è stato fatto: “senza volerlo, avevo slegato la bestia. Avevo capito che il veleno mio era il veleno di tutti”. E poi continua parlando della verità, di storie di spaccio e furti in piena notte. Certo, la certezza che dica tutta la verità non l’abbiamo per ora. Sicuramente, se i giornali smettessero di cercare dovunque il mostro, nazista e con svastiche dappertutto, queste storie sarebbero molto più chiare e una certa verità, scomoda ma pur sempre verità, verrebbe fuori. Quella verità che è chiara a tutti ma che all’opinione pubblica qualcuno ha deciso che non si deve raccontare: che il meltin pot ha fallito, non ha futuro e che l’immigrazione selvaggia ha prodotto disagi, per stranieri e italiani, una crescita vertiginosa della criminalità e della delinquenza a nostro danno e, si, anche del razzismo, ma quello contro gli italiani, perpetrato ogni giorno come un rito dai media ammaestrati e prezzolati.

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Pensioni gratis agli stranieri, è boom

29 Maggio 2008 da Redazione

da L’espresso

Senza aver mai versato contributi incassano 7.156 euro l’anno. Gli extracomunitari con carta di soggiorno fanno arrivare in città i genitori over 65 che all’Inps chiedono il ‘vitalizio’. Tredici mensilità da 550,5 euro, mentre un modenese non ne incassa più di 500 pur avendo versato contributi per anni.

Ci sarebbe una certa preoccupazione anche a Modena per il dilagare di richieste d’ assegni sociali da parte di immigrati che, a quanto sembra, stanno mettendo in seria difficoltà l’Inps. Non esistono cifre precise del fenomeno a livello modenese (il fenomeno è nazionale), anche perchè i funzionari dell’ente di viale Reiter - contattati anche ieri - spiegano che dati e informazioni possono essere forniti solo dalla Direzione Generale di Roma. Dalla capitale ci spiegano che i dati, per singole province, possono rilasciarli solo dopo una richiesta scritta all’Inps di Modena, incaricata poi di inoltrarla alla stessa Direzione Generale. Insomma, forse fra qualche mese si potrà sapere qual’è la situazione modenese sul fronte assegni sociali agli immigrati.

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L’impero bizantino

29 Maggio 2008 da Redazione

Il 29 maggio 1453 cadeva l’impero bizantino, il piu’ duraturo di tutta la storia della Terra. Nella foto, lo stemma.

da wikipedia

Impero bizantino” è il nome con il quale gli storici moderni definiscono l’ Impero romano d’Oriente, separatosi dalla parte occidentale dopo la morte di Teodosio I nel 395. Circa la data da cui gli storici cessano di utilizzare il termine “romano” e preferiscono usare il termine “bizantino”, ci sono diversi atteggiamenti storiografici: il 476 (caduta dell’ultimo imperatore d’Occidente Romolo Augusto), ma anche il 395 (morte di Teodosio I), il 330 (fondazione di Costantinopoli da parte di Costantino I il Grande, mentre si cominciò a parlare di Impero d’Oriente dal 364), il 565 (morte di Giustiniano I di Bisanzio e del sogno della Restauratio imperii).

 

Ma la data prevalentemente accettata dal mondo accademico dell’inizio del periodo bizantino è il 610, anno della salita al trono di Eraclio I di Bisanzio, che modificò notevolmente la struttura dell’Impero e nominò lingua ufficiale dell’impero il greco, sostituendo così definitivamente il latino, assumendo inoltre il titolo imperiale di basileus, sostituendolo a quello di augustus usato fino a quel momento.

 

L’impero, dopo una lunga crisi, cessò di esistere nel 1453 (conquista di Costantinopoli da parte dei turchi ottomani guidati da Maometto II). Nato il 17 gennaio 395 e caduto il 29 maggio 1453, l’impero bizantino è l’impero che è durato di più in tutta la storia della Terra, con 1058 anni da stato sovrano; se lo si vuole considerare come la vera e propria continuazione dell’impero romano, questo durò dal 27 a.C. fino al 1453, essendo così stato sovrano per 1480 anni.

Per altre info, cliccare sulla pagina di wikipedia

La grande depressione in USA: 7 milioni di morti

29 Maggio 2008 da Redazione

Notizie interessanti e sconvolgenti da quella che gia’ negli anni ‘30 era la piu’ grande democrazia del mondo…con 7 milioni di morti sul groppone…

di Maurizio Blondet, da effedieffe

Charlot che cucina e mangia una scarpa ne «Il Monello» è una scena che non si può dimenticare. Ma probabilmente pochi ricordano che il primo film «King Kong», l’originale in bianco e nero, comincia con la storia di un’attricetta che cerca di rubare una mela da una bancarella, perchè non mangia da tre giorni. Sono film girati nella Grande Depressione americana, 1931-1940, provocata dalla speculazione finanziaria e dalla crisi di Borsa del ‘29.

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Giustizia divina?

28 Maggio 2008 da Redazione

Stavolta la testa la fa girare a parecchi cinesi, Sharon Stone. Non per accavallamenti di gambe o scene sexy, ma perche’ dice una cosa, poco politically correct: Il terremoto in Cina e’ una vendetta per i torti fatti in Tibet. Apparte le derivazioni new-age o spiritualiste, sono fantasie surreali oppure realta’? L’istinto forse non sbaglia…

PECHINO - Sharon Stone in questi giorni non è tra le persone più amate in Cina. Tutto nasce da un’intervista che l’attrice ha concesso al Festival di Cannes alla rete televisiva di Hong Kong Cable Entertainment News. La star di Basic Instict, commentando la situazione in Tibet e in Cina dopo il devastante terremoto del 12 maggio in Sichuan che ha causato 88 mila vittime tra morti e dispersi e 5 milioni di senza tetto secondo l’ultimo bilancio ufficiale, ha detto: «Non sono contenta di come la Cina tratta i tibetani e di quello che ha fatto al Dalai Lama, che è un mio amico. Quando è avvenuto il terremoto, ho pensato: può essere dipeso dal karma, quando tu fai una cosa non buona a un’altra persona e poi ti capita qualcosa di male»?

BOICOTTAGGIO - Queste dichiarazioni, diffuse dai siti internet, hanno scatenato una vera bufera in Cina. Ng See-Yuen, presidente della Federazione dell’industria cinematografica di Hong Kong e capo di un’impresa che controlla i principali cinema delle cinque più grandi città cinesi (Pechino, Shanghai, Chongqing, Hangzhou e Guangzhou), ha giudicato le parole della Stone «inappropriate» e ha ritirato i film dell’attrice da tutti i suoi cinema. Un danno che si annuncia notevole, anche perché ci sono ben quattro film con la Stone in uscita da qui al 2010. Inoltre la Dior, che ha scelto l’attrice per la nuova campagna pubblicitaria di cosmetici, ha ritirato le sue immagini dai grandi magazzini di Pechino.

Fonte: corriere.it

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