Turbante e religione islamica bastano
L’ennesimo “capo” di Al Quaeda è stato arrestato in questi giorni dalle forze americane. Le cose per gli Usa non vanno molto bene in Iraq, e ovviamente bisogna dare l’ennesima illusione, al popolo americano che ben ha capito la stupidità di questa guerra, che le cose stiano invece andando per il verso giusto.
BAGHDAD - Le forze di sicurezza irachene hanno arrestato mercoledì scorso, 7 maggio, un uomo che si ritiene sia il capo di al Qaida in Iraq, Abu Ayyab al Masri, noto anche come Abu Hamza al Mouhajir. L’uomo, che ha dichiarato dopo l’arresto di essere al Masri, è stato sorpreso nel sonno dai poliziotti in una casa a Wad al Hajar, nella provincia settentrionale di Ninive (il cui capoluogo è Mosul). Lo ha annunciato il portavoce del ministero dell’Interno, il generale Abdel Karim Khalaf. A portare gli agenti al presunto al Masri è stata la confessione di un suo complice precedentemente arrestato, che ha rivelato che l’uomo si trovava nella casa di Wad al Hajar.
L’arrestato dormiva al momento dell’irruzione e non ha opposto resistenza. Secondo il generale Khalef, ai poliziotti ha dichiarato di essere al Masri. Le autorità lo stanno interrogando, ma secondo il governatore della provincia di Ninive, Duraid Kashmula, non ci sono dubbi sulla sua identità . L’esercito Usa però è prudente: “Non abbiamo informazioni operative al momento - ha detto un portavoce -. Stiamo facendo verifiche”.
Al Masri, di circa 40 anni, è considerato il successore di Abu Musab al Zarkawi, ucciso da un raid aereo nel 2006, come capo di al Qaida in Iraq. L’uomo ufficialmente è “ministro della Guerra” dell’organizzazione terroristica “Esercito islamico in Iraq”, guidata da Abu Omar al Baghdadi. Ma secondo Washington, quest’ultimo è un personaggio fittizio, e il vero capo è al Masri.
Gli iracheni avevano già annunciato nel maggio scorso di averlo ucciso, ma il terrorista aveva subito diffuso un messaggio audio per smentire la sua morte. Il mese scorso con un altro messaggio audio aveva invitato i suoi militanti a festeggiare il superamento dei 4.000 morti americani in Iraq. Secondo l’esercito Usa, l’offensiva dei mesi scorsi (il cosiddetto “surge”) ha cacciato i terroristi di al Qaida dalle loro roccaforti di Baghdad e della provincia di Anbar, costringendoli a rifugiarsi nelle province settentrionali, come Ninive.
SDA-ATS
Fonte: swissinfo
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