Rivolta anti-immigrazione
Neri contro neri in SudAfrica: nelle township, immigrati cacciati via e alcuni di loro bruciati vivi. Mentre in Europa la Spagna di Zapatero se la prende con l’Italia, che “criminalizzerebbe” i diversi…
IN SUDAFRICA sembrano tornati i tempi dell’apartheid, ma questa volta a fare violenza sui neri sono altri neri. Le township, dove una volta i bianchi avevano segregato la popolazione di colore, sono ora abitate dai tanti immigrati che arrivano dallo Zimbabwe, da Malawi, Mozambico e Somalia. Dall’inizio di maggio, contro questi poveri disperati che fuggono da carestie e tumulti politici si è scatenata la rabbia dei sudafricani. Al grido di “cacciamo gli stranieri” anche ieri una folla inferocita ha razziato uno dei sobborghi di baracche alla periferia di Johannesburg: 12 persone sono state uccise, bruciate vive o bastonate fino alla morte, le donne sono state stuprate e le catapecchie date alle fiamme; almeno 50 sono i ricoverati in ospedale. Sono arrivati i blindati, che una volta il regime bianco mandava a disperdere le sommosse nelle township in rivolta contro l’apartheid, i poliziotti hanno cercato di mettere in fuga le gang armate di pistole e machete con i gas lacrimogeni e hanno arrestato centinaia di persone, ma soprattutto hanno cercato di portare via gli immigrati terrorizzati.
LE IMMAGINI DEI LINCIAGGI
Già una settimana fa disordini simili erano scoppiati nella township di Alexandra e due uomini erano rimasti uccisi. Il Nobel per la pace Nelson Mandela, il leader della lotta contro l’apartheid, figura carismatica nel Paese, ha lanciato un appello: “Ricordate da quali orrori veniamo, non dimenticate mai la grandezza di un Paese che ha sconfitto le sue divisioni. Non ripiombiamo in una lotta distruttiva”.
Il presidente Thabo Mbeki ieri ha condannato le violenze e annunciato una commissione di esperti per far luce su quanto sta accadendo, ma secondo la Bbc, che cita fonti della polizia, le forze dell’ordine non sono in grado di arginare gli attacchi agli immigrati.
Dalla fine dell’apartheid, 14 anni fa, il Sudafrica ha visto un costante ed enorme flusso migratorio dagli Stati confinanti, calcolato in circa 5 milioni di persone. Negli ultimi anni tuttavia l’economia, prima in costante crescita, ha cominciato a stagnare, sono cresciute disoccupazione e inflazione. I più poveri tra i sudafricani hanno visto negli immigrati la causa della perdita di posti di lavoro e ci sono stati attacchi xenofobi già nel 2005 e 2006. Nell’ultimo mese la situazione è peggiorata con l’arrivo dallo Zimbabwe di oltre 3000 persone in fuga dalle violenze seguite alle elezioni presidenziali.
(19 maggio 2008)
Fonte: Repubblica
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