Inquisitori del XXI Secolo
Evidentemente solo qualcuno ha l’obbligo di imparare dalla storia, mentre altri si sentono dispensati dalla loro posizione privilegiata, esattamente come in una monarchia dispotica, dove il sovrano tiranno dispone del suo potere in maniera del tutto arbitrario. E, di questi tempi, sono sempre più i segni che ci suggeriscono questa immagine. Ed evidentemente la difesa della memoria storica spetta solo a qualcuno perché, forse, è solo una la storia che si intende conservare, le tracce di ciò che non fa comodo meglio cancellarle. E così, proprio 75 anni dopo il famoso rogo di Berlino, un altro rogo si accende proprio in terra d’Israele, proprio nella terra dei custodi di questa memoria storica e, stranamente - o forse no! - ai danni dei loro nipotini evidentemente non prediletti, come sembrano invece credere ingenuamente le gerarchie ecclesiastiche cattoliche. E si, perché, giovedì scorso, ad essere date alle fiamme in Israele da parte di un gruppo di ebrei ortodossi sono state un centinaio di copie del nuovo testamento, su ordine del vice sindaco di Or Yehuda, Uzi Aharon, che aveva invitato la popolazione a consegnare i testi distribuiti dai missionari cristiani. Al proclama del vice sindaco, gli studenti delle Yeshiva, da bravi scolaretti, si danno da fare e portano a compimento il loro dovere dando alle fiamme la maggior numero di copie recuperate, dimostrando finalmente in maniera chiara quale sia il loro concetto di rispetto e tolleranza e dandoci l’ennesimo indizio sulla loro idea di convivenza e di rispetto per le altre religioni. Chissà cosa vorrà dire in realtà “Shalom”!
Gerusalemme - Centinaia di copie del Nuovo Testamento sono state date alle fiamme da giovani ebrei ortodossi, in Israele. La vicenda risale a giovedi scorso, quando il vice sindaco di Or Yehunda, Uzi Aharon, aveva invitato la popolazione a consegnare le copier del Nuovo Testamento e altro materiale distribuito dai missionari cristiani. Nel giro di poche ore, centinaia di libri erano stati raccolti e bruciati da studenti delle Yeshiva’, in uno spiazzo vicino a una sinagoga. (AgR)
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