Serriamo i ranghi
Tratto da Raido n. 10
La disperata situazione in cui versa l’intera umanità non ci deve scoraggiare, ma deve essere per noi di stimolo per un maggiore inquadramento. L’inquadramento è vita retta e va assolutamente ed immediatamente stimolato ed attuato nel singolo prima che egli si conceda ai richiami diabolici del mondo moderno.
ggi tentare di vivere una vita retta non esclude però cadute di stile e di tenuta, anzi si può affermare tranquillamente, che molti di coloro che cercano di opporsi ai meccanismi sovversivi del materialismo strisciante, dell’edonismo e della vita comoda, cadono di giorno in giorno come soldatini di piombo. Le influenze nefaste che gli organi di informazione al servizio del nuovo ordine mondiale immettono nella società , portano a formulare nel singolo ragionamenti che una mente in natura sana non farebbe mai. Pornografia, violenza, soprusi visibili o celati, sradicamento razziale, stanno entrando nelle nostre vite come atti di “ordinario accadimento”.
Quella che J. Evola definisce come “guerra occulta” è ormai giunta al termine, le forze della tenebra stanno prendendo il sopravvento sull’uomo che tenta di orientarsi su princìpi divini, fin quando non giungerà alla fine di questo ciclo dove anche i migliori vacilleranno. Bisognerà mantenere salde le posizioni, allenarsi nel riconoscere ciò che è il Sommo Bene dalla malvagia parodia di Esso, il male. La sovversione si manifesterà con le stesse “sembianze” del divino e pochi saranno coloro che si schiereranno con il Fronte della Ricostruzione.
A tutto ciò si aggiunge un’ulteriore nota dolente, la mancanza di una preparazione culturale, progettuale e strategica della maggior parte dei gruppi dell’ambiente che si definisce tradizionalista. I singoli movimenti, logorati da polemiche interne e da beghe tra persona e persona di gruppi differenti, invece di affrontare i problemi reali con le altre “forze” tradizionali, per iniziare a confrontarsi lealmente, utilizzano il proprio tempo a denigrare tutte quelle religioni o “vie” che non appartengono alla propria.
Si può constatare infatti, come anche in un ambiente che dovrebbe distinguersi per una sua visibile “risalita”, cioè un ambiente che sia da faro nei tempi oscuri come quelli contemporanei, la guerra occulta si è insinuata utilizzando quell’arma che magistralmente J.Evola definisce “tattica del colpo di rimbalzo” indicata sul libro “Gli Uomini e le rovine”. Pagani contro cristiani, cristiani contro mussulmani e via dicendo, non si risparmiano colpi “mancini”, millantando l’esclusività e l’originalità dei propri Dèi o del proprio Dio, non capendo che la meta di tutte le vie spirituali è la stessa. Ancor più grave è chi rimane affascinato dalle pseudoreligioni moderne come per esempio la New Age.
Queste riflessioni che poniamo a tutti i lettori di Raido, non auspicano un sincretismo tra le varie comunità tradizionaliste, ma la ricerca ed una tensione all’unione ed al rispetto reciproco. Tutto ciò per non trovarci impreparati innanzi ai futuri eventi. Siamo convinti che mettendoci a lavoro da subito, i risultati potrebbero anche essere di scarso rilievo ma, quanto meno, si potrà parlare di un fronte unico che lavora nella stessa direzione attraverso iniziative comuni. Invitiamo, quindi, tutti gli uomini e i gruppi che auspicano una possibile ricostruzione a contattarci per discutere ed iniziare a gettare le basi per il futuro. È giunta l’ora di dimostrare innanzitutto a noi stessi se siamo capaci di concretizzare qualcosa, o se ci siamo fatti atrofizzare da questo sistema. Mettersi in discussione interiormente, costruire strutture, conquistare territori, è lo scopo di tutto ciò. O si agirà in questo modo o si farà parte di quella massa di zombie che popolano questo mondo. Questo è il momento delle scelte categoriche, di sacrificio, altrimenti si rimarrà uomini moderni, che si nutrono di chiacchiere, di sogni e di astratte ambizioni.
Tratto da RAIDO - Contributi per il Fronte della Tradizione
Anno III, N. 10, Roma, Solstizio d’Inverno 1997
L’Ass. Cult. RAIDO, ispirandosi all’economia legionaria, attraverso l’impegno dei suoi militanti, reinveste tutte le entrate a favore dell’attività stessa e di conseguenza a favore del Fronte della Tradizione.
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