Azione Tradizionale » 2008 » Maggio

Franz Altheim a 110 anni dalla nascita

25 Maggio 2008 da Redazione

MithraQuest’anno non riccorre solo il 110° anniversario della nascita di Julius Evola (che abbiamo recentemente ricordato proprio su questo blog), ma anche di un altro importante interprete di quella medesima weltanschauung: Franz Altheim.
Già collaboratore della SS-Ahnenerbe, Altheim fu di questa “Ehren SS” (SS “ad Honorem”). Per conto del Reich fu impegnato sul campo - in Italia - per scoprire le orgini dei latini, e fu proprio durante questa collaborazione con la SS (che Evola definì come il «periodo aureo» di Altheim) che Evola lo conobbe personalmente.
Studioso della religione romana e della storia di Roma, nei libri scritti tra il 1938 ed il 1950 Altheim avrebbe composto la sua monumentale ricerca, riscuotendo una certa notorietà in Italia anche grazie agli sforzi di Adriano Romualdi, e dello stesso Evola.

Segnaliamo la recente riedizione, per le Edizioni Mediterranee, del suo importante studio sull’affermazione del culto solare a Roma “Deus Invictus”.

Psicosi

25 Maggio 2008 da Redazione

Guardate la foto qui accanto, presa da corriere.it.

E’ la cella della Franzoni, in ogni suo dettaglio. Cosa si e’ portata dentro, di quali servizi gode, dove e’ posizionato il suo letto, etc. E’, purtroppo, la tangibile dimostrazione di come i giornali si prestino ad un richiesta (del mercato) di dettagli assurdi e senza senso, almeno apparentemente. La mania collettiva di dover entrare per forza nei dettagli di vicende macabre, e di cio’ che gira attorno a queste, e’ sicuramente qualcosa di anormale e poco sano. Incentivato anche da programmi tv che non si tirano assolutamente indietro quando c’e’ da far sentire la voce stridula di chi chiama il 115 per il figlio moribondo, e tante altre cose… Ora si e’ appunto arrivati, come gli psicotici fanno, a voler sapere che cosa fa, come e’ sistemata la donna che avrebbe ucciso suo figlio, cosa puo’ appendere in cella (!!!), dove e’ sistemato il suo comodino. La curiosita’ morbosa, figlia del Grande Fratello.

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Francesco Pianeta. Il nuovo Carnera?

25 Maggio 2008 da Redazione

Francesco Pianetadi Emilio Del Bel Belluz

Nell’anno del film di Carnera vi è un peso massimo di 23 anni Francesco Pianeta nato a Cosenza ma vive in Germania e sta seguendo le orme del nostro colosso. In Italia questo peso massimo. alto 196 centimetri, non è molto conosciuto. I giornali sportivi non gli hanno dato lo spazio che merita e questo è davvero triste, ma nella massima categoria che ha sfornato uomini come Carnera, Marciano, Vidoz, c’è pure lui. Lo chiamano il pugile con la valigia, perché ha combattuto in tanti stati come la Germania, l’Italia, la Svizzera, il Belgio. Ha sempre vinto tutti i suoi incontri come un onesto uomo del ring, un personaggio di quelli abituati a fare il loro dovere e a sentire il pugilato come uno sport, dove la tenacia e la determinazione prevale su tutto. Pianeta ha la faccia da buono, combatte anche per suo figlio nato da qualche mese, credo che per lui la famiglia sia importante, e quando sale sul quadrato piace anche per questi valori.

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Oggi, ore 18,30

24 Maggio 2008 da Redazione

Attenzione all’orario: non e’, come solito, alle 17,30.

A piu’ tardi!

Perchè si suicidano i soldati USA

24 Maggio 2008 da Redazione

di Maurizio Blondet, da effedieffe

«Spesso i nostri convogli s’imbattevano in corpi umani abbandonati per la strada, a volte da settimane. In questo caso, la norma per noi era di passare sopra i corpi con l’automezzo, a volte fermandoci a fare fotografie»: così ha testimoniato il Marine Vincent Emanuele in un’audizione davanti al Congresso (1).

Il sergente Adam Kokesh ha esibito una foto che lo ritraeva in piedi, sorridente, davanti al cadavere di un iracheno a cui un altro Marine aveva sparato.

«E’ una foto di cui adesso mi vergogno», ha raccontato, «ma in quel momento ciò che mi disturbava era che non ero stato io ad ammazzare quell’uomo, e stavo facendo una foto-ricordo col trofeo di un altro». Il corpo, ha spiegato, era quello di un innocuo civile, la cui auto era stata accidentalmente «presa di mira» dai Marines.

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Messaggi Subliminali

24 Maggio 2008 da Redazione

[video]http://www.youtube.com/watch?v=-xxz9hrNz1Y[/video]

Notizie dalla marcia

24 Maggio 2008 da Redazione

Banspatant, Uttarkhand, 23 maggio 2008 (ore 16,30)
“Situazione improvvisamente tesa. Ieri i marciatori erano partiti ed avevano percorso 19 chilometri giungendo nel piccolo villaggio di Banspatan. Ad un certo punto è arrivato un piccolo gruppo di poliziotti che ha iniziato a fare dei controlli. Un video giornalista norvegese che era presente ha iniziato a filmare. A questo punto i funzionari di polizia gli hanno prima intimato di smettere minacciando di confiscargli la telecamera e poi, visto che lui protestava, lo hanno fermato e condotto al commissariato del villaggio di Berinag nel distretto di Pithogar.
Dopo alcune ore, visto che il reporter non tornava al campo, Tenzin Tsundue e Lobsang Yeshi sono andati a vedere cosa stesse succedendo. Ma neanche loro sono ritornati. Questa mattina due dirigenti delle 5 ONG sono, a loro volta, andati a controllare la situazione ma non hanno fatto ancora ritorno al campo. Non si capisce bene cosa stia succedendo. Probabilmente tutto si risolverà nelle prossime ore ma è comunque una situazione poco chiara. Fate circolare più che potete la notizia. Io, compatibilmente con gli enormi problemi di comunicazione che ho, cercherò di tenervi tempestivamente aggiornati”.

 

K.C.

Popoli al bivio [Presentazione domani, ore 18,30]

23 Maggio 2008 da Redazione

Domani presentazione editoriale del libro di Marzio Gozzoli. Ore 18,30 presso i locali di Raido (Via Scire’ 21-23 - Roma)

Autore: Gozzoli M.
Pagine: 510 + 32 fotografie
La Seconda Guerra Mondiale non fu soltanto scontro tra Potenze: essa sconvolse, al loro interno, decine di popoli.
Scritto prima del crollo di URSS, Cecoslovacchia e Yugoslavia - delle quali già affermava l’inconsistenza e l’incapacità di durare - Popoli al bivio, unico tra le migliaia di volumi scritti su quel conflitto, analizza le scelte all’interno dei vari popoli nel corso dello scontro: i movimenti nazionalpopolari e collaborazionisti, le resistenze antifasciste, le forze armate dei paesi alleati del Tripartito, quelle costituite in esilio dai paesi occupati, lo smisurato fenomeno volontaristico straniero nello schieramento dell’Asse, la tragica violenza delle guerre civili, l’impegno di uomini politici e di cultura contro il governo del proprio paese in onta ad un destino di galera o di morte.
Le iniziative politiche, culturali e militari delle fazioni in lotta vengono esaminate nella freddezza delle cifre, riportate con il massimo dell’ obbiettività, e rilette alla luce delle motivazioni più profonde - ideali, etniche, religiose e sociali - che spinsero milioni di uomini a battersi e a morire da una parte o dall’altra. È in questi aspetti di quel conflitto - finora taciuti e ignorati - che si trova la chiave di lettura di molti eventi successivi e anche attuali che vedono la rivolta di tanti popoli all’arroganza dell’ imperialismo americano, sullo sfondo di un riavvicinamento della Russia all’Europa, e della silenziosa crescita della Cina, superpotenza di domani.

 

Acquista il libro presso Raido!

Le prime mosse (false)

23 Maggio 2008 da Redazione

Queste sono le regole d’ingaggio che il nostro ministro degli esteri auspica per i nostri militari…

 

Iraq: elicottero USA apre il fuoco, strage di pastori
AGI 22 maggio 2008
BAIJI (IRAQ):
Almeno otto civili iracheni sono rimasti uccisi in seguito all’attacco di un elicottero militare statunitense contro un’auto in corsa, il cui conducente aveva ignorato l’ordine di fermarsi: lo hanno denunciato fonti della polizia locale, secondo cui la strage e’ avvenuta ieri sera a Baiji, sede della principale raffineria per il petrolio destinato all’esportazione, situata circa 180 chilometri a nord di Baghdad.

 

Stando a quanto riferito da un portavoce delle forze dell’ordine, maggiore Ahmed Hussein, tra le vittime ci sono anche un uomo sulla sessantina e due bambini, di 8 e di 11 anni rispettivamente. Il capo della polizia cittadina, colonnello Moudhher al-Qaisi, dal canto suo ha precisato che tutte le persone uccise erano semplici pastori, i quali stavano guidando il loro bestiame in un terreno incolto alle porte del centro urbano.

 

“E’ stato un atto criminale”, ha commentato Qaisi. “Rendera’ tesi i rapporti tra i cittadini iracheni e le forze americane, e influira’ negativamente sui miglioramenti gia’ raggiunti nel campo della sicurezza”.

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Inquisitori del XXI Secolo

22 Maggio 2008 da Redazione

Evidentemente solo qualcuno ha l’obbligo di imparare dalla storia, mentre altri si sentono dispensati dalla loro posizione privilegiata, esattamente come in una monarchia dispotica, dove il sovrano tiranno dispone del suo potere in maniera del tutto arbitrario. E, di questi tempi, sono sempre più i segni che ci suggeriscono questa immagine. Ed evidentemente la difesa della memoria storica spetta solo a qualcuno perché, forse, è solo una la storia che si intende conservare, le tracce di ciò che non fa comodo meglio cancellarle. E così, proprio 75 anni dopo il famoso rogo di Berlino, un altro rogo si accende proprio in terra d’Israele, proprio nella terra dei custodi di questa memoria storica e, stranamente - o forse no! - ai danni dei loro nipotini evidentemente non prediletti, come sembrano invece credere ingenuamente le gerarchie ecclesiastiche cattoliche. E si, perché, giovedì scorso, ad essere date alle fiamme in Israele da parte di un gruppo di ebrei ortodossi sono state un centinaio di copie del nuovo testamento, su ordine del vice sindaco di Or Yehuda, Uzi Aharon, che aveva invitato la popolazione a consegnare i testi distribuiti dai missionari cristiani. Al proclama del vice sindaco, gli studenti delle Yeshiva, da bravi scolaretti, si danno da fare e portano a compimento il loro dovere dando alle fiamme la maggior numero di copie recuperate, dimostrando finalmente in maniera chiara quale sia il loro concetto di rispetto e tolleranza e dandoci l’ennesimo indizio sulla loro idea di convivenza e di rispetto per le altre religioni. Chissà cosa vorrà dire in realtà “Shalom”!

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Serriamo i ranghi

22 Maggio 2008 da Redazione

Tratto da Raido n. 10

La disperata situazione in cui versa l’intera umanità non ci deve scoraggiare, ma deve essere per noi di stimolo per un maggiore inquadramento. L’inquadramento è vita retta e va assolutamente ed immediatamente stimolato ed attuato nel singolo prima che egli si conceda ai richiami diabolici del mondo moderno.

ggi tentare di vivere una vita retta non esclude però cadute di stile e di tenuta, anzi si può affermare tranquillamente, che molti di coloro che cercano di opporsi ai meccanismi sovversivi del materialismo strisciante, dell’edonismo e della vita comoda, cadono di giorno in giorno come soldatini di piombo. Le influenze nefaste che gli organi di informazione al servizio del nuovo ordine mondiale immettono nella società, portano a formulare nel singolo ragionamenti che una mente in natura sana non farebbe mai. Pornografia, violenza, soprusi visibili o celati, sradicamento razziale, stanno entrando nelle nostre vite come atti di “ordinario accadimento”.

Quella che J. Evola definisce come “guerra occulta” è ormai giunta al termine, le forze della tenebra stanno prendendo il sopravvento sull’uomo che tenta di orientarsi su princìpi divini, fin quando non giungerà alla fine di questo ciclo dove anche i migliori vacilleranno. Bisognerà mantenere salde le posizioni, allenarsi nel riconoscere ciò che è il Sommo Bene dalla malvagia parodia di Esso, il male. La sovversione si manifesterà con le stesse “sembianze” del divino e pochi saranno coloro che si schiereranno con il Fronte della Ricostruzione.

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La dea Scienza…!

22 Maggio 2008 da Redazione

Una specie estinta, resuscitata dagli scienziati è la notizia che circola in questi giorni sulle agenzie internazionali. La vita come il cinema (ricordate Jurassic Park?!), la realtà che supera la fantasia, sembrano essere diventati questi gli slogan degli scienziati moderni. Dimenticando che anche il dolore, oltre che impossibile da estirpare, rimane una esperienza fondamentale nella vita e nello spirito. Oggi la nuova meta è proprio questa: superare i limiti umani, non attraverso lo spirito ma unicamente attraverso la materia, missione letteralmente luciferina. La medicina invasiva, gli scienziati abortisti, la terapia che non si arrende all’evidenza di un corpo destinato prima o poi a morire, la ricerca della via per l’immortalità o anche solo per allontanare il più possibile la morte, la creazione di cloni e pezzi di ricambio per l’uomo, gli esperimenti su animali resi meri strumenti della ricerca e della fantasia perversa di scienziati che montano su di loro pezzi di esseri umani o geni di altre specie. Possibile che la differenza tra tutto questo e la medicina vera non si riesca a distinguere? Ecco qual è: la vita finisce, il corpo soffre, le disgrazie esistono, queste sono le verità che ci si illude di allontanare, le verità con cui la vera medicina non intende combattere ma convivere. Anziché scienza esatta al servizio della ragione, quella moderna ci sembra tanto una fede laica da imporre alle masse per fargli credere ai nuovi dogmi del relativismo, del materialismo e fargli dimenticare il valore del sacrificio, della vita oltre-mondana, del coraggio, insomma, quei valori che hanno reso eroi i grandi uomini del passato.

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Quelli che…il gay pride? Non è ancora carnevale!

21 Maggio 2008 da Redazione

“Mentre nel nostro Paese il neo ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, parla dell’omosessualità come di una realtà che non rappresenta più un problema per la società, ecco che dalla “società civile” – in realtà si tratta della sola lobby gay composta dalle sigle più disparate ed in primis dall’Arcigay – e dai media addestrati al politicamente corretto parte la campagna di “sensibilizzazione”. Uno degli esempi lo troviamo proprio sul Corriere di ieri che in un articolo ci ripropone il solito schema della omosessualità “naturale” poiché presente in natura e addirittura (!!) in molte specie animali, – udite, udite – senza che in nessuna di queste specie si presentino sintomi di omofobia! Beh, siamo alla genialità pura: fino a qualche tempo fa l’uomo era “il Re del Creato”, fatto “a Sua immagine e somiglianza”, ora invece il mondo animale sarebbe da additare come esempio. Ma senza bisogno di scomodare la religione e lo spirito, va da se che un animale e l’uomo sono differenziati anche (di conseguenza, diremmo noi) dalla ragione e che mai si è visto il superiore dover prendere esempio dall’inferiore, per una semplice questione di coerenza logica. Ma torniamo un attimo indietro e notiamo subito il perché di tanta cecità: anche se l’articolo riguarda una ricerca sulla omosessualità negli animali e non ha nulla a che fare con le parole della Carfagna, che non ha neanche tentato di contestare la “naturalità” di certe tendenze, né il rispetto per questi individui in quanto cittadini, riferendosi semplicemente alla questione dei diritti sociali richiesti dalla categoria, l’articolo azzarda invece una sorta di collegamento, dimostrando così di essere in malafede ed inutilmente polemico. Insomma, ciò che per la giornalista sembra scontato a noi sfugge: come e perché questi dati rappresenterebbero una tesi a favore dei diritti ad personam per gli omosessuali? Infatti, chi non accetta tali richieste non sostiene il più delle volte che essere omosessuale non sia naturale: ovviamente c’è anche chi nasce con determinate tendenze ed è costretto a conviverci. La questione non mina così i diritti civili dell’individuo. Né si è mai visto alcuno chiedere la messa al bando dei rapporti omosessuali: oltre che folle e in stile sovietico, il piano sarebbe inutile ed impraticabile. Nessuno ha mai contestato la possibilità che un omosessuale esplichi i propri bisogni come meglio crede. Non si può obbligare nessuno ad avere fede, perché mai si dovrebbe obbligare qualcuno a rispettare una morale in cui non crede?! Il punto è però un altro ed è questo che maliziosamente ci nascondono nelle ipocrite discussioni dei salotti televisivi: ciò che si intende negare nella maniera più assoluta è semplicemente il diritto di chiunque a elevare la propria morale a legge di Stato, è solamente il bisogno ovvio di distinguere ciò che è Norma da ciò che è Eccezione. Nessuno contesta le unioni gay in sè: la cosa non va solo laddove intenda fregiarsi del diritto ad essere norma, quindi cosa lecita e, in quanto tale, esemplare. E ciò forse lo si dimentica per lo stesso motivo per cui le leggi ormai hanno smesso da tempo di essere esempio, regola da seguire per essere cittadini migliori e si sono trasformate in semplice trascrizione dei costumi generali, diventando specchio e non più faro della società. Insomma, qui è la concezione di norma che è da considerare, solo così le richieste più assurde saranno archiviate. E che nessuno chiami tutto ciò discriminazione, semmai la si chiami integrità, rispetto dei ruoli e della coerenza che l’insieme delle leggi di un paese deve mantenere per essere degno di chiamare popolo quell’insieme di individui che non può limitarsi a tassare, ma è necessario formare.

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Sogno o son desto…?!

21 Maggio 2008 da Redazione

Da Famiglia Cristiana una richiesta precisa, una modifica alla legge sull’aborto ora che in parlamento sembrerebbe esserci una maggioranza cattolica e, quindi, la concreta possibilità di farlo. Eppure, come già sappiamo, la 194 certamente non subirà modifiche e, se qualcosa verrà cambiato, non sarà certo la sostanza abortista della legge. E poi decisamente troppe cose sembrano andare nel verso opposto. Ad esempio, non è di troppo tempo fa la notizia che proprio uno tra i più noti esponenti radicali, Daniele Capezzone, sia stato nominato portavoce di Forza Italia, e stiamo parlando dello stesso partito che più di tutti in parlamento avrebbe i numeri e, teoricamente, le carte in regola per fare qualcosa. Senza contare l’idillio appena nato tra Berlusconi e l’odiato – fino a qualche settimana fa – Walter Veltroni, troppo rischioso da gettare via. Proprio no, di certo la formazione azzurra non ispira la fiducia necessaria ad una battaglia forte come questa. Per non parlare dell’ex leader di An, Gianfranco Fini, che qualche tempo fa orgogliosamente dichiarava il suo voto in favore dei referendum sull’uso incontrollato degli embrioni, lui che si dice di destra ma non ha il coraggio di rappresentarne neanche i valori più radicati, figuriamoci se ne troverebbe un po’ per affrontare una battaglia contro tutto e tutti, e sappiamo che in An come lui ce ne sono tanti, seppur meno sfrontati. Pd e Udc non ne parliamo nemmeno: il primo potrà contare al massimo sull’appoggio ideale della Binetti, osteggiata da qualunque altro esponente del suo partito, e comunque non ci illudiamo così tanto da confidare nella ragionevolezza di questa formazione, mentre l’Udc, insieme con il suo leader, non ha dimostrato in passato così tanta coerenza e temerarietà: come pretendere tanto da loro! Insomma, sulla carta siamo davanti ad un parlamento cattolico, ma a ben guardare non siamo troppo lontani dalla quotidianità: gente che professa una fede ma non ne segue il benché minimo principio, mai disposta a lottare per ciò che crede (ammettendo che ci creda davvero). In conclusione, siamo di fronte ad un parlamento di Ignavi e Famiglia Cristiana si illude di affidarsi ad un enclave di cardinali o ad una tavola rotonda di candidi cavalieri…beh, sveglia!!

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Squadroni della morte afgani al soldo degli USA

21 Maggio 2008 da Redazione

La denuncia arriva dall’inviato speciale delle Nazioni Unite. Infatti il numero sempre più alto di esecuzioni sommarie, arbitrarie ed extragiudiziali, impedisce infatti di proseguire con la condotta del silenzio mantenuta fin’ora dai media e dalle organizzazioni che tutto ciò dovrebbero invece evitare. Li si voglia chiamare “miliziani”, o “mercenari” per usare un termine un pò retrò, questi sono sicuramente irregolari afgani agli ordini di militari stranieri, da questi impiegati in violenti raid contro (presunti) insorti, che spesso si concludono con l’uccisione dei sospetti, senza che nessun esercito o istituzione se ne prenda la responsabilità. Quello che non hanno potuto fare con le bombe, lo concludono alla vecchia maniera: ed il mondo tace.

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Bibliografia essenziale [Speciale Evola]

20 Maggio 2008 da Redazione

Orientamenti, ed. Il Cinabro Non ci stancheremo mai di dire che l’azione principale da compiere è quella rivolta alla formazione di noi stessi. Essere uomini, nel senso di Vir, è qualcosa a cui dobbiamo ambire e che, a causa di un imbastardimento graduale della razza umana, è divenuta prerogativa di pochi. Recuperare la “propria dimensione” è un compito arduo, che richiede grande lavoro e sacrificio, e soprattutto una accurata scelta degli strumenti validi e necessari per creare quella “sostanza umana”. Ed ecco quindi che la lettura di determinati libri può essere un valido strumento per fornirci coordinate di vita, per alimentare dentro di noi quel Fuoco Sacro obiettivo degli “attacchi” moderni. “Orientamenti” di Julius Evola è uno di questi libri. In queste ventinove pagine, le principali indicazioni che Evola ci fornisce sono rivolte al recupero dei Valori spirituali e gerarchici propri della Tradizione eroica ed aristocratica, Valori indicati in forma dura ed essenziale. Chi si aspetta di leggervi programmi politici o cose simili, rimarrà deluso proprio perché gli orientamenti di cui si parla sono prima di tutto di carattere esistenziale, imperniati dalla norma sacra.

Gli Uomini e le rovine, ed. Mediterranee Già il titolo di questo libro esprime in modo chiaro ed inequivocabile il contrasto tra ciò che è vivo e ciò che è ormai morto. La Tradizione da una parte, con la sua schiera di uomini, il mondo moderno dall’altra, con le sue rovine, con la sua “civiltà” decadente destinata a franare su se stessa, a inabbissarsi insieme a suoi sostenitori consapevoli e non. Le strade oggi sono nettamente distinte , sta all’individuo operare una scelta radicale e consapevole di ciò a cui va incontro: l’ascesa lungo l’eterna Via tradizionale, dura, piena di sacrifici, ma senza eguali per ricchezza di esperienze e momenti formativi, e soprattutto piena di vita, oppure la discesa lungo la strada mistificante della modernità, piena di effimere gioie in quanto materiali, di dolori, di insoddisfazioni, e soprattutto destinata a morire. Evola in questo libro ci introduce chiaramente ed in modo organico nel Mondo della Tradizione, fornendoci le prime coordinate necessarie per recuperare il nostro vero senso della vita, per poter condurre quella battaglia esistenziale che l’uomo tradizionale è chiamato a svolgere. Ci inoltriamo, quindi , seguendo un percorso ideale partito con “Orientamenti”, in quel “VITA EST MILITIA SUPER TERRAM”, regola che, per chiunque si riconosce nelle Forze della Luce, è prontamente da interiorizzare, per poter ogni giorno sconfiggere l’aspetto “moderno” e decadente che è in noi ,e conseguentemente per arrivare preparati al giorno in cui i due schieramenti opposti si fronteggeranno definitivamente. Concludendo nel ribadire l’essenzialità di questo libro, insistiamo sulla natura strumentale, e non fine a se stessa, delle letture che si fanno, validi supporti cioè, per la vita di tutti i giorni.
Ricordiamocelo, la Tradizione si realizza con i fatti e non con le parole.

 

Rivolta contro il mondo moderno, ed. Mediterranee Quest’opera di Julius Evola è forse la più completa per quanto concerne il significato autentico ed il valore del MONDO DELLA TRADIZIONE. In questo testo viene specificatamente condotta l’analisi dei vari aspetti caratterizzanti, il Principio, la Regalità, la Legge, l’Impero, lo Stato, etc. Ad ogni elemento, condizione indispensabile per l’esistenza del suddetto Mondo, è dedicato un capitolo di studi incredibilmente documentati ed approfonditi, dotati di una impeccabile traduzione della dottrina tradizionale, filo conduttore di tutte le opere di Evola. Il militante che si pone di fronte a “Rivolta contro il mondo moderno” trova in queste 450 pagine una grande “guida” cartacea, che ha il suo punto di partenza nel rifiuto del mondo moderno, cosiccome il suo punto d’arrivo, semmai di arrivo si possa parlare. Di partenza, in quanto è l’attuale e profonda repulsione per la società odierna che ci fa da stimolo per inoltrarci nel recupero di Sacri Valori, di arrivo, termine che va inteso necessariamente con la dovuta elasticità, perché solo quando sapremo ridestare in noi quell’antico Stile di vita che fu degli uomini delle “razze superiori”, potremo considerarci realmente realizzati e realmente in antitesi al mondo moderno. Quest’ultimo ovviamente è l’aspetto più duro, più complesso e per il quale forse una vita intera non basterebbe. Ed è proprio la necessità di non perdere tempo che ci impone di “inquadrarci” e di incominciare a “camminare”.
Serriamo i ranghi allora, ed iniziamo a dare un senso alla nostra rivolta contro il mondo moderno, e meglio, a questa nostra vita.

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