Quanto oppio in Afghanistan dal 2001?
KABUL- “L’Afghanistan non ha mai avuto tanto oppio come da quando esistono gli eserciti occidentali o da quando sono arrivati i ‘nostri’. Lo spaccio muove il mondo, muove le economie, e muove tantissimi interessi e le strategie messe in atto finora a livello internazionale si sono rivelate fallimentari”. Lo ha dichiarato ieri Massimo Barra, presidente della Croce Rossa Italiana in occasione della “Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di sostanze stupefacenti”. “Ritengo che la strategia dell’Onu riguardo alle cosiddette ‘colture alternative’ - prosegue Barra - somigli un pò alla storia del ragazzino di Sant’Agostino che voleva vuotare l’oceano con il suo secchiello. Noi avevamo proposto per l’Afghanistan - spiega Barra - l’idea, a livello sperimentale, che una parte di oppio, tenuto sotto controllo internazionale, potesse trasformarsi in morfina farmaceutica legale per la terapia del dolore, e venisse così sottratto ai mercanti di droga illegale. Ma ci sembra che non ci sia la volontà politica internazionale di procedere in questa direzione”. Dati confermati dal rapporto presentato oggi dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (Unodc) dal titolo”World Drug Report 2008″ dal quale emerge che tutt’oggi il maggior produttore mondiale di stupefacenti è l’Afghanistan che produce il 92% di eroina attraverso la coltivazione di papaveri d’oppio. “La coltivazione dell’oppio in Afghanistan vale un miliardo di dollari l’anno e 100 milioni finiscono nelle tasche dei ribelli taleban” - ha affermato Antonio Maria Costa, responsabile dell’Unodc.
Fonte: http://italian.irib.ir/index
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