Non che di solito la televisione proponga programmi interessanti, di qualità ma probabilmente nel periodo estivo viene proposto il peggio, tra telefilm triti e ritriti.

Ieri notte però, la redazione di StudioAperto, folcloristico telegiornale di Italia1 è voluta andare controcorrente e non riproporre il solito b-movie da seconda serata: prendendo spunto dai recenti fatti di cronaca, ecco lo speciale sulla morte di Federica, la ragazza uccisa a Lloret de Mar qualche giorno fa. Non avevamo dubbi che il telegiornale che fa record di ascolti grazie agli scoop su Cogne, sul piccolo Tommaso, su Novi Ligure, Meredith e Garlasco si concentrasse sull’ennesimo delitto nostrano. Non avevamo nemmeno dubbi su come avrebbero trattato l’argomento: incredulità, suspence tirata per i capelli, come a tenere in vita una notizia che, in quanto macabra fa ascolto, riempie un po’ il vuoto di cronaca estiva. Gli ingredienti ci sono tutti: ragazza per bene, droga&sesso, discoteche, omicidio, dolore dei parenti. Piatto ricco in cui il telegiornale di Mario Giordano ci si ficca con uno speciale in seconda serata.

 

La giornalista in studio parla con voce allarmata, come se i suoi colleghi in collegamento, mentre mostrano l’albergo di Federica, la spiaggia dove ha fatto il bagno, la sabbia dove ha camminato e la discoteca dove ha ballato, potessero da un momento all’altro annunciare la svolta del mistero ai telespettatori. L’ennesima psicologa esperta di giovani ci dice che cercava lo sballo, il divertimento, la trasgressione. I servizi che intervallano questo teatrino pietoso lo sono altrettanto: il dolore dei genitori (primi piani, che non si perda nemmeno una lacrima), il dolore degli amici (vedi quello dei genitori), lo sballo della località Lloret de Mar e una piccola inchiesta fra i giovani che decidono di passare lì una settimana di vacanza.

Fin qua, tutto normale: non ci stupisce il comportamento da avvoltoi.

Ciò che vogliamo sottolineare è come gli stessi giornalisti che cercano di provocare il pianto col loro basso sentimentalismo, sono gli stessi che firmano servizi per “Lucignolo”, il rotocalco di StudioAperto, tutto tette-e-culi, che già dal nome la dice tutta riguardo la sua natura e i suoi scopi diabolici. L’obiettivo di questo programma è appunto quello di invogliare il giovanotto-medio appena 18enne, un po’ sfigato magari, a sballarsi come fanno i divi a Porto Cervo e Milano Marittima: due ore di modelle, discoteche, prostitute, calciatori, soldi e droghe. La voce fuoricampo, questo dj dal dubbio umorismo, si ritiene innocente, lui fa il cronista: racconta solo i giovani d’oggi, dice. E così si libera da ogni indiretta responsabilità.

Ma siamo sicuri che una forte influenza sui giovani ce l’abbia (siamo delle spugne, e se non si hanno gli anticorpi, si trattiene tutto - o quasi), che quelle interviste alle donne dei calciatori in bikini e le dissertazioni su come si assumono gli acidi una parte di responsabilità ce l’abbiano. E che abbiano contribuito a desiderare quel tipo di vita, magari influendo anche su Federica che - chissa’ - magari ha scelto di passare la vacanza a Lloret de Mar in parte invogliata da Lucignolo, dai servizi degli stessi giornalisti che oggi inquadrano i suoi pupazzi e chiedono ai suoi amici quanto era seria e diligente.

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