Brasillach - La gioia di essere fascisti [Incise sulla pietra]
E’ un fatto, ma abbiamo sempre trovato grottesco che gli avversari del Fascismo ignorassero completamente la gioia d’esser fascisti; non cercassero neanche di capire da cosa nasceva questa felicità .
Gioia che si potrà criticare, dichiarare abominevole o infernale, se preferite, ma sempre gioia.
Il giovane fascista, saldamente ancorato alla sua razza e alla sua nazione, fiero del suo corpo maschio e vigoroso, del suo spirito lucido, del suo disprezzo per gli sporchi beni di questo mondo, il giovane fascista nel suo campo, tra i suoi camerati in pace o in guerra, il giovane fascista che canta, che marcia, che sogna, è innanzitutto un essere gioioso.
Prima di giudicarlo, bisogna sapere cos’è la sua gioia, il suo irresistibile entusiasmo, che il sarcasmo e l’ironia mai potranno scalfire o intaccare.
Non so se, come ha detto Mussolini: “il XX secolo sarà il secolo del fascismo”, ma sono convinto che niente potrà impedire alla gioia fascista d’esserci stata e d’esserci, di tonificare gli spiriti con la ragione e con il sentimento.
(Robert Brasillach)
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