E’ pronta “Casa Saddam”, la fiction in quattro puntate prodotta da Bbc2 e Hbo che racconta la vita del dittatore iracheno Saddam Hussein. Gli intrighi, i segreti e i fatti del privato sullo sfondo delle vicende politiche, nazionali e internazionali. A interpretare il rais è Yigal Naor, israeliano discendente di una famiglia di ebrei iracheni.

La scelta di un attore israeliano fa “ben sperare”: ulteriore garanzia d’un prodotto cinematografico che sarà certamente fedele alla realtà dei fatti, non fazioso nè denigratorio per la memoria di un uomo barbaramente assassinato su ordine delle democrazie occidentali….ma, guardacaso, rimane fuori dalla rappresentazione cinematografica proprio la parte del processo e della condanna a morte!

LONDRA - E’ stato uno dei dittatori più tristemente famosi, e odiati, del secolo scorso. Ancora oggi si percepisce il riflesso delle sue azioni, che hanno portato all’invasione americana dell’Iraq nel 2003. E ora Saddam Hussein diventa anche personaggio televisivo: da domani in Gran Bretagna va in onda una fiction su di lui in quattro puntate, una coproduzione della rete inglese Bbc2 e del canale americano Hbo. Casa Saddam (House of Saddam) è un dramma che, a detta degli sceneggiatori Stephen Butchard e Alex Holmes, mescola gli ingredienti della tragedia shakespeariana e dei filmoni statunitensi sulla mafia con la storia contemporanea del Medio Oriente e, in definitiva, del mondo.

La storia descrive i ventiquattro anni in cui il rais fu al potere, dalla sua ascesa nel 1979 fino al giorno in cui le forze Usa lo catturarono nel suo nascondiglio sotterraneo. Rimane fuori la parte più vicina e più controversa della sua vita: quella del processo e della condanna a morte.

A vestire i panni del dittatore è Yigal Naor, un israeliano discendente di una famiglia di ebrei iracheni. Grande è la somiglianza fisica tra i due (lineamenti orientali e stessi baffi), ma c’è qualcosa di più che li unisce: l’attore ha vissuto in prima persona le conseguenze della politica di Saddam. In piena guerra del Golfo, nel 1991, un missile iracheno sfiorò la casa in cui Naor viveva con la sua famiglia, a Tel Aviv, lasciando fortunatamente illesi gli occupanti. E’ lo stesso attore, interprete di pellicole come Munich e Rendition, a raccontarlo: “In quanto israeliano, lui era un nemico per me, ma io non lo odiavo”.

Naor è cresciuto come un arabo in un quartiere di Tel Aviv, che lui stesso descrive come “una piccola Bagdad”. I suoi genitori erano ebrei iracheni trasferitisi in Israele dopo la fondazione dello Stato ebraico. Tuttavia, il suo background familiare non è bastato a rendere immune da critiche il fatto che a interpretare Saddam sia un israeliano. Eppure, secondo Naor è proprio la sua origine a fare la differenza: “Rispetto a un attore inglese o americano ho potuto capire meglio meglio quest’uomo, l’ambiente in cui viveva, quel bisogno speciale di ricevere onori. Il Medio Oriente, l’Iraq, sono il mio territorio”. Inoltre l’attore si è preparato studiando un’ampia documentazione che comprende persino le biografie di Mussolini e di Stalin (di cui Saddam era grande “ammiratore”). Non sono mancati i contatti diretti con chi aveva conosciuto il giovane Saddam, ma anche persone costrette all’esilio dalle sue feroci repressioni.

Una full immersion nell’universo del rais per rendere la complessità di un uomo che racchiudeva in sé diverse identità: tiranno sanguinario e machiavellico cospiratore, amorevole padre di famiglia e leader che voleva il meglio per il suo Paese, ma anche sovrano paranoico che faticava a fidarsi di chiunque, persino all’interno del suo entourage. Come lo definisce Naor: “Un mostro crudele, ma anche una sorta di eroe tragico”.


Fonte: Repubblica.it

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