La ribellione delle masse
“C’è un fatto che, bene o male che sia, è decisivo nella vita pubblica europea dell’ora presente. Questo fatto è l’avvento delle masse al pieno potere sociale. E poiché le masse, per definizione, non devono né possono dirigere la propria esistenza, né tanto meno governare la società, questo significa che l’Europa soffre attualmente la più grave crisi che popoli, nazioni, culture possano patire. Questa crisi si è verificata più d’una volta nella storia. La sua fisionomia e le sue conseguenze sono note. Se ne conosce anche il nome. Si chiama la ribellione delle masse.” Ha da poco compiuto settant’anni il libro più noto di Ortega y Gasset, “La ribellione delle masse”, un titolo che ha lasciato lunga traccia di sé nella memoria del secolo appena concluso.

Eugenio Wolk ”Lupo” – Comandante dei Gamma della X Mas
Una storia straordinaria dalla Russia all’Argentina
Il volume ripercorre la vicenda umana e professionale di Eugenio Wolk, di nobile stirpe russa, sradicato dalla terra natale causa la Rivoluzione d’Ottobre, divenuto quindi italiano d’adozione. Dal 1936 Tenente di Vascello della Marina Militare Italiana, presta servizio su incrociatori, posamine e sommergibili, partecipa alla guerra di Spagna e, nel 1940 passa alla Ia Flottiglia MAS, poi Xa, dove crea, nel 1941, la specialità degli incursori subacquei, il Gruppo “Gamma”. Sotto la sua guida, questi incursori subacquei portano a termine operazioni di guerra che, ancor oggi, restano negli Annali della Marina Italiana.
Finita la guerra, il Comandante Wolk resta in clandestinità per un certo periodo. Poco tempo dopo, prende contatto con il Comandante Lionel Phillip Kenneth Crabb, suo opposite number durante la guerra, e ottiene per i “Gamma” la condizione di “prigionieri di guerra sulla parola”. Per 18 mesi lavora allo sminamento del porto di Venezia e porta a termine pericolose e complesse operazioni di recupero di naviglio e materiale bellico, per conto della Allied Navies Experimental Station. Poi deve emigrare in Argentina. In questo paese lavorerà fino al 1961 in qualità di consulente tecnico per la Marina Argentina, per la quale creerà il reparto dei mezzi subacquei d’assalto. Solo nel 1961 rientrerà in Europa, nei ranghi della Micoperi, dove ritroverà l’amico Nino Buttazzoni (già Comandante dei Nuotatori Paracadutisti). Nel 1965 si stabilisce nel Canton Ticino dove passa sereni, ma pieni di attività, gli ultimi anni della sua vita finché, nel 1995, l’eterno profondo cielo di mare accoglie il suo spirito a conclusione della non comune vita terrena.

 

Alta finanza e miseria
L’usurocrazia mondiale sulla pelle dei popoli.
I vertici delle banche sono sempre piu’ spesso imputati per usura. Il processo di globalizzazione e il folle e inumano sviluppo di alcune aree del pianeta hanno fatto impazzire la domanda di risorse rese scarse. Ma anche cio’ che abbonda è caro. Ovunque c’è la mano delle banche centrali, delle multinazionali, insomma dei poteri forti, che dilagano senza alcun tipo di concorrenza e contrastati da limitate resistenze e da un dissenso popolare ancora passivo.
Diventa sempre piu’ di dominio pubblico che la carta moneta non puo’ essere conferita da chi materialmente ne cura l’aspetto tipografico (in questa fase è ancora una semplice merce di proprieta’ della Banca), pertanto non resta altra possibilita’ se non quella di affermare che il valore della moneta viene conferito dalla comunita’ che la utilizza, rappresentata dallo Stato di appartenenza.
Come è stato possibile, da parte della Banca d’Emissione, chiedere ed ottenere il pagamento dell’intero valore facciale della cartamoneta stampata, anziche’ del costo tipografico piu’ eventualmente i costi per il disturbo ed il servizio reso?
E’ evidente la complicita’ delle forze politiche.
A questo punto il Popolo deve ricostruire la propria Comunita’ e lo Stato si deve riappropriare della Sovranita’ Monetaria.
Savino Frigiola dimostra, infine, che il potere bancario puo’ essere messo in crisi in special modo se si sa riconoscerne il volto demoniaco e la pratica usuraia.

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