Benritrovati!

Eccoci ancora qui, dopo un breve periodo di riposo estivo, nel quale abbiamo cercato e vissuti esperienze edificanti e costruttive. Ci ritroviamo per ricominciare a commentare le notizie belle e brutte (per lo piu’ brutte, ahinoi!) dei nostri giorni e per cercar di far fronte, anche attraverso questo piccolo blog informativo.

Siamo nel mezzo di un’Olimpiade giocata in un paese macchiato dal sangue, che si arricchisce sul sangue della gente. Le dimostrazioni dei Capi di Stato, annunciate i giorni precedenti con le proteste pro-Tibet, non si sono viste (dimosrando ancora come i politici siano bravissimi a parlare e promettere, ma che a fatti, troppo spesso si dimostrano inutili, e dimostrando come la parola data sia ormai una scelta opzionabile, piu’ che un dovere assoluto di ogni politico) e i giochi continuano, come continuano le persecuzioni in Tibet e le repressioni interne, con gli ormai tristemente famosi Laogai.

Siamo nel mezzo di un’estate che vede una contesa strategica in Caucaso, con zone autonome che chiedono l’indipendenza e la Georgia che ritrova senza gli aiuti dei finti amici Stati Uniti. Una guerra cominciata a causa della Georgia stessa, e che i giornali italiani e mondiali continuano imperterriti ad attribuire solamente alla Russia. Non si giudica Saakashvili per aver attaccato l’Ossezia – ben consapevole dell’immediata risposta russa e speranzoso di un aiuto statunitense – ma si punta il dito contro la Russia di Putin, che, come poteva essere ben prevedibile, ha risposto all’attacco su una zona da lei controllata. Non si fa nessun parallelo con il Kosovo, anche se la situazione e’ molto simile: due pesi e due misure anche in questo caso, come le democrazie occidentali ci hanno abituato da tempo.

Siamo nel mezzo di un’estate che vede la resa di Musharraf, “dittatore democratico” pakistano che lascia la guida del paese, perche’ rimasto isolato ormai da tutti i suoi collaboratori. Aveva, in questi nove anni di dittatura democratica (cosi’ e stata chiamata per addolcirla, ma dittatura rimane, con repressioni sanguinose e media azzittiti), agito come un vero doppiogiochista, da una parte appoggiando gli Usa nell guerra globale al terrorismo, dall’altra finanziando (per essere rifinanziato) i taliban in Afghanistan. Anche qui, abbiamo la dimostrazione di come siano i politici oggi: doppiogiochisti, con un volto buono e tanti scheletri negli armadi, fedeli all’oro e poco a se stessi o alla loro parola, amici e nemici allo stesso tempo.
Siamo nel mezzo di un’estate che vede l’uccisione di un ladro da parte di un tabaccaio logorato dalla paura per i continui furti nel suo negozio. Viene fermato, e forse arrestato per omicidio volontario. Gli abitanti di Aprilia (cittadina vicino Roma) si dicono esausti di insopprimibili tensioni dovute a ladri e molestatori. I benpensanti puntano il dito contro chi e’ stato minacciato di morte da chi gli stava rubando sotto casa per aver risposto eccessivamente. I politici non sanno che dire, forse consapevoli delle loro mancanze. E si dovrebbero chiedere che problemi possano avere dei cittadini che devono ricorrere alla giustizia personale (e non pubblica), quali siano le mancanze di un sistema di polizia pronto a colpire chi non la pensa democraticamente, e che lascia bande armate fare scorribande per le citta’.
Siamo in mezzo a tutto questo, e la risposta, da oggi, 20 agosto 2008, sta prima di tutto a noi. La risposta che deve essere virile, sincera e retta. Una risposta che deve dimostrare che esistono ancora uomini diversi, di altri tempi, non corrotti e non corruttibili, che siano disposti ancora a tener fede a se stessi e alla propria parola, che siano pronti, un futuro, ad essere guide per gli altri. Allora benritrovati, cari lettori. Siamo qui, siamo noi!