Altro che calciopoli…!
30 Settembre 2008 da Redazione
Mentre “quelli del calcio” (!) si divertono a correre dietro palloni, veline, miliardi (si, siamo rimasti affezionati alle vecchie lire!) e puntano a ritrovarsi ogni estate al Billionaire, sulle copertine dei rotocalchi, paparazzati “di nascosto”, i ragazzi del rugby, sconosciuti ai più, preferiscono allenarsi, pardon, addestrarsi, è proprio il caso di dire, con i parà della Folgore. Proprio così, per qualche giorno, infatti, 40 giocatori del Rugby Livorno sono stati alle prese con tende, percorsi, nuotate, arrampicate, marce zavorrate e passaggi in canali e tunnel sotterranei; tutto ciò per “mettere gli atleti di fronte ai loro limiti psicofisici dando loro gli strumenti per superarli positivamente, dall’altra rafforzare lo spirito di sacrificio e di squadra, condizioni queste che sono alla base del gioco del rugby”. Insomma, una bella differenza, che dite?

Il 4 novembre sarà l’anniversario della vittoria (“mutilata”) italiana nella Prima Guerra Mondiale. E a proposito di questo evento, l’articolo che segue ci propone un interessantissima riflessione sul fenomeno - fin troppo italiano - della creazione ad arte di una fantomatica “memoria condivisa”. Che dire…parole sante!
Come da copione, gli Usa non si smentiscono mai…ecco come anche in Bolivia cercano di imporre il loro dominio ed ecco perché odiano tanto il presidente Evo Morales (foto). Anche in questo caso, come ormai dal 1898 (anno che li vede uscire dall’isolazionismo) ci hanno abituato, è possibile dimostrare l’arroganza yankee riassumendo brevemente solo qualche anno di storia a stelle e strisce…
Lo abbiamo visto con altri ufficiali, Priebke in primis. I media democratici fanno un’altra vittima, innocente. Non si tratta di vera giustizia, ristabilimento di uno stato d’ordine, portato avanti da tribunali, ma di un massacro mediatico e psicologico, che ha portato un 85enne a suicidarsi. Perche’ e’ l’odio a guidare spesso la mano di chi scrive, giudica, di chi trova un capro espiatorio e che chiede a gran voce la gogna, fomentando inutili odi e vendette. Anche se sono passati 60 anni. Karl Tausch si e’ ucciso, per essere accusato dai media colpevole di una strage che non l’ha mai visto implicato. 

di Emilio Del Bel Belluz
Cristiano Sandri a Inedita: “Atti del processo trasmessi all’Ordine per valutare profilo disciplinare avvocato della difesa” “Discorso sulle minacce a Spaccarotella? Stucchevole”









Tutti i contenuti sono protetti da licenza