La solita commedia all’italiana
Dopo i risultati non proprio esaltanti che la Santanchè ha ottenuto alle ultime elezioni, da buona politicante italiota, ha pensato bene di rinnegare tutto ciò che aveva detto e sta ora tentando di saltare sul carro dei vincitori, un carro che ora giustamente esita a prendere con sé chi fino a ieri gliene aveva dette di cotte e di crude. Basti ricordare un episodio tra tanti, quando prima delle elezioni la Santanchè non aveva risparmiato neanche le offese personali pur di accumulare qualche voto in più, aveva inveito contro la pessima morale di Berlusconi che a suo dire era inaffidabile e maschilista, uno che le donne le vedeva come oggetti. E per finire in bellezza aveva aggiunto una battuta di pessimo gusto con la quale insinuava la corte da parte del Presidente del consiglio e rispondeva con un raffinatissimo “tanto non te la do!”. E ora, vista la sconfitta e le bassissime opportunità personali che le si sono evidentemente presentate, fa uno, anzi cento passi indietro e mira ad entrare nel Pdl, a distruggere un partito appena nato e che Storace ora prova a difendere con le unghie e con i denti dalle sue mani, ree dell’ennesimo tradimento che vede protagonista la destra italiana. Una destra che è evidentemente esclusa dalla contesa politica non dai suoi “impresentabili” valori ma dai suoi uomini (in questo caso donne) pieni di disvalori e che ne hanno gettato via ogni possibilità di rinascita. E questo è solo l’ennesimo, vergognoso, atto di questa commedia…
ROMA - «Non ho niente di un passato al quale non ho partecipato ma ho letto solo sui libri di storia». Daniela Santanchè, portavoce de La Destra, non accetta di essere bollata come «filo-fascista». «Fabrizio Cicchitto ha detto sì all’Udc, ma no alle componenti filo fasciste nel Pdl? Non penso che le sue parole fossero rivolte a me» ha detto Santanchè a margine di un dibattito a «Cortina InConTra». Una strada che porta dritta alla destra moderata e al progetto del premier. «Se Berlusconi vuole fare il più grande partito d’Italia e dare stabilità agli italiani per risolvere i loro problemi dobbiamo prendere il 50,1%, e il mio milione di voti sarà molto utile».
IL PIÙ GRANDE PARTITO - Un avvicinamento, quello con il Pdl, già ventilato in un’intervista al quotidiano La Stampa. «Per il più grande partito d’Italia servono tutte le forze del centrodestra». Una posizione non personale, «ma appoggiata da una parte consistente del partito». «È Storace che sta facendo lo stesso errore della sinistra - attacca la portavoce del partito ed ex candidata premier -, sostenendo che tutto è colpa di Berlusconi». Il segretario de La Destra ed ex governatore del Lazio non tarda a rispondere alle stoccate della sua delfina. «È illuminante, coerente, tutto sommato definitiva - scrive sul suo blog riferendosi all’intervista -. È da leggere con grande attenzione, anche perché è più lunga della mozione che ha presentato. Dice che io commetto gli stessi errori della sinistra, affermando che è una manovra eterodiretta da Berlusconi. Veramente, è scritto nella sua mozione che dobbiamo entrare nel partito di Berlusconi e presumo che lui sarà d’accordo. Altrimenti sarebbe curioso sostenere di voler entrare in una casa il cui padrone non vuole. Sarebbe quanto meno suicida e non credo che i dodici accompagnatori di Daniela Santanchè coltivino questa aspirazione. Nega di aver trattato posti di governo e candidature alle europee e questo le fa onore, vuol dire che fanno tutto gratis ed è molto bello saperlo».
«FINGEVA DI ESSERE FASCISTA» - Per Santanchè, aggiunge il segretario de La Destra, «non contano gli insulti pre-elettorali, assicura, perché pure Fini gliele ha cantate a Berlusconi e quindi, siccome siamo uguali agli altri, va bene così». Ma «questa bellissima concorrente alla segreteria del partito che vuole sciogliere va anche oltre: per evitare l’ostacolo antifascista elevato da Cicchitto, dice testualmente: “Non si riferisce a me, ma alla Mussolini”. Non so chi delle due sia meglio. Ma lei, al massimo, può dire che fingeva quando in televisione dalla Annunziata e ovunque rivendicava con orgoglio di essere fascista». «Ecco - conclude l’ex ministro - una finzione che continua. Nulla sul futuro dell’Italia, nulla sui suoi problemi, nulla sulle soluzioni proposte nel nome dei valori de La Destra, conta sfrenatamente solo il potere. Noi non siamo astinenti».
GREGORACI: «È STANCA» - Daniela Santanchè riesce a scatenare anche le ire della signora Briatore. «Sbaglio, o la principale caratteristica di un politico deve essere la coerenza? Forse la Santachè si è stancata di far politica» attacca Elisabetta Gregoraci in un’intervista a Chi, replicando alle accuse che Santanchè aveva mosso contro il Billionaire e la vita in Costa Smeralda. A nulla sono valse le parole di “riconciliazione” della stessa esponente de La Destra, pochi giorni fa: «Un’ invenzione - aveva detto, riferendosi al suo presunto invito a chiudere il locale -. Del Billionaire sono socia e con Briatore sono amica da 30 anni. Anche lui del resto ha cambiato vita, visto che quest’anno ha messo su famiglia». «Io parlo per me - aveva precisato. Ma le persone che hanno un ruolo politico devono dare l’esempio. Berlusconi, che è il più intelligente di tutti, l’ha capito e ha passato le vacanze in famiglia».
Fonte: corriere.it
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3 Settembre 2008 at 12:36
E mica è una novità. Il fascismo è stato è sarà sempre un utile strumento in mano alla classe dominante per reprimere il movimento operaio e i suoi militanti. Se i fascisti hanno valori che si oppongono alle banche e alle multinazionali, perchè le loro azioni violente non si dirigono contro di esse? Perchè sempre assalti e intimidazioni a danno di militanti di estrema siistra? E perchè al neofascismo viene permesso di scorazzare liberamente nonostante sia un movimento ai limiti della legalità? Perchè i fascisti fanno i servizi d’ordine ai cortei della CDL? Come non vedere in tutto questo il classico fenomeno del ribellismo fascista, tollerato quando fa comodo alla classe dominante (si quelli che voi camerati chiamate gli usurai e i banchieri, con cui vi alleate) e usato per raccattare consensi nelle periferie delle città, tra le fasce più disagiate dei giovani? Potete credere in tutti gli ideali che volete, ma la funzione storica vostra, cari camerati è quella di fare i killer e i gorilla a difesa del padrone di turno. La vostra storia insegna. Basta studiarla.
3 Settembre 2008 at 15:39
Ringraziamo il lettore per aver speso del tempo che ci darà l’opportunità di sottolinearee alcuni punti poco chiari a molte persone a causa sia della disinformazione deliberata dei media e della scuola su ciò che è stato il fascismo storico, sia a causa di comportamenti non condivisibili di taluni che arbitrariamente al fascismo si richiamano senza tuttavia agire conformemente alla sua dottrina.
Il fascismo storico è stato un movimento che ha inteso superare il concetto di classe proponendosi come alfiere del popolo in tutte le sue componenti. La legislazione storica a favore delle classi proletarie italiane degli anni 20 e 30 lo attestano in modo incontrovertibile.
Le multinazionali ed il potere liberal-capitalista per tenere a bada le masse popolari usano di più la diversione tele-consumistica e non hanno certo bisogno dei cosiddetti fascisti per azzittire chicchessia (avendo a disposizione ben altri mezzi come in America Latina nei confronti di coraggiosi sindacalisti ridotti al silenzio e di cui quasi nessuno parla, ad eccezione di alcuni portavoce dell’area antagonista di sinistra).
In generale tutti i gruppi dell’area neo-fascista denunciano chiaramente la logica degli opposti estremisti come sterile e controproducente e perciò nemica di chiunque voglia cambiare il sistema. Questa è l’opinione anche di quei comunisti che non si lasciano accecare dall’odio di parte nel fare le analisi politiche.
Gli assalti ai militanti di sinistra, non fanno parte dello stile di chi porta avanti questo sito, che invece di distruggere, ha come intento unico quello di costruire.
La violenza come mezzo di lotta politica, quando non sia solo ed esclusivamente difensiva e per il diritto alla sopravvivenza, si addice a chi non ha argomenti validi da offrire ai cuori ed alle menti.
La storia del dopoguerra testimonia purtroppo di una forte repressione dei movimenti fascisti con corollario di galere, processi, morti suicidati e linciaggi morali. Lo stato democratico non ha bisogno della minoranza fascista per stare in piedi, ne tantomeno si è prodigata in tutele, favori e coperture. E’ questo un luogo comune privo di qualsiasi fondamento.
Per quanto riguarda i servizi d’ordine, se pure ci sono stati, non possiamo rispondere delle azioni di partiti di cui non facciamo parte.
Ci rendiamo conto come non sia facile dal di fuori comprendere l’universo ideale fascista e questo anche perché i media danno risonanza solo a fatti, magari compiuti da gente che di fascista ha solo l’etichetta esteriore, che ne confermano il profilo violento mentre tacciono sistematicamente su tutto ciò che ne metta in luce la vera natura.
5 Settembre 2008 at 21:53
Premetto che ho inserito il commento in quanto da sempre interessato al fenomeno del vecchio e nuovo fascismo.Non disdegno confrontarmi anche con i miei peggiori nemici (politici). Provocare e sfottere non serve a niente.
1-Non potete negare che il fascismo storico si è affermato con la violenza squadristica. Assalti a camere del lavoro, sedi di partiti e sindacati fanno parte della storia ufficiale del fascismo, non sono io a dirlo.La stessa frase storica di Mussolini: Se esiste un’associazione a delinquere io me ne assumo la responsabilità, la dice lunga sul carattere del fascismo… ma vogliamo scherzare? Vogliamo dipingere il fascismo come un sogno idealistico? Sono contento se c’è qualche fascista che non fa danni e si limita a portare avanti sogni idealistici. Ma la realtà è diversa. Il fascismo si è affermato con la forza, in un momento di debolezza dello stato liberale in cui bisognava contrastare l’onda d’urto della rivoluzione comunista. Sicuramente i liberali cercarono di usare a piacimento il fascismo come utile strumento da scaricare a tempo debito. Ma il fascismo non si fece usare e approfittò della debolezza e della vergognosa vigliaccheria dei liberaldemocratici, conquistando lo stato.
2.Il superamento delle classi sociali non avvenne nel regime (non poteva avvenire!): la maggior parte delle industrie continuò ad essere nelle mani dei capitalisti e le corporazioni si risolsero in un nulla di fatto. Conclusione: il fascismo costituì un fenomeno nuovo che coincise con una forte autonomia dell’apparato statale e in un protagonismo delle classi medie, ma fu sempre appoggiato dalla borghesia nazionale (e dalla monarchia).
3-Quanto all’estrema destra: non potete negare che fiamma tricolore, casa pound e forza nuova rappresentino oggi le avanguardie politiche che attirano maggiormente le simpatie dei giovani e che esse siano più vicine all’ideale del fascismo storico, che ha consacrato la sua nascita con gli assalti squadristici. Io mi metto dal loro punto di vista: assaltare e spaventare è la strategia vincente per fare proseliti oggi e togliere terreno alla sinistra.Gli ideali sono belli ma contano le azioni. E oggi i fascisti hanno trovato il giusto e fertile terreno, con una sinistra allo sbando che è quella attuale.
4- Non sto dicendo che lo stato democratico si sia sempre servito del fascismo del dopoguerra: se ne è servito quando gli faceva comodo e sempre in funzione anticomunista. Lo stato democratico si serve continuamente della mafia, dei servizi segreti deviati e del terrorismo per i propri sporchi fini. Lo stato democratico arresta il boss pecoraio Provenzano ma si serve dei mafiosi in doppiopetto per controllare il territorio.
4- Quanto ai comunisti che dialogano capisco bene a cosa vi riferite: Campo antimperialista, teoria del superamento destra-sinistra. Sono teorie deliranti e non le voglio nemmeno commentare. Costanzo preve dovrebbe ritirarsi in montagna e darsi alle letture dei suoi classici greci e latini, invece di creare dal nulla teorie filosofiche ultrapazzoidi…