Treni sfasciati, gente impaurita, ultras infiammati. Le polemiche sugli incidenti di Roma-Napoli necessitano di una riflessione più profonda, preliminare, che va alla base del problema e forse mette luce sul vero problema. Chi autorizza, o non vieta le trasferte? Il Viminale. E come decide il Viminale? Ci pensa l’Osservatorio sulle manifestazioni sportive a dare i consigli: un organo piuttosto grigio e imprevedibile, che non si sa con quali competenze pretende di conoscere l’esito dell’incontro fra due tifoserie. Laccati signorotti della politica, quella della tribuna buona, che leggono solo Gazzetta e 24Ore e tirano fuori il verdetto “tifosi sì, tifosi no”, cercando di prevedere come andrà a finire. Gli oracoli del 2010.
Quest’anno hanno deciso che i napoletani, ma potevano essere molte altre tifoserie, erano maturi. Che erano cresciuti. Avevano capito la lezioncina. Dopo un anno con pochissime trasferte, e anche lì degli incidenti, all’Oservatorio era sembrato che fossero diventati “buoni”. E allora mandiamoli a Roma. Però, gli incidenti poi.
E allora cosa non ha funzionato? Semplice. I segnali positivi, distensivi, per permettere un incontro del genere non c’erano. Perchè se l’anno scorso c’erano stati pochi incidenti, caro Osservatorio, non è perchè i tifosi sono stati “buoni”, ma perchè tu non ce li hai mandati. E un uccello in gabbia, se non vola, non vuol dire che ha perso la voglia di volare e scappare. Se tu lo tieni in gabbia, costretto e legato, sappi che alla prima occasione fugge.
Errata valutazione, lo dice anche il Ministro Maroni. Però, dobbiamo dirlo: se un organo pagato dai contribuenti alle Casse Statali non è in grado di capire un’elementare sillogismo quale quello appena qua sopra esposto, beh, c’è da riflettere: incompetenza o era tutto programmato per spostare un’altra volta l’attenzione pubblica sulle questioni meno importanti e tenere occupati gli scandalizzati cittadini perbenisti?

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