Francesco Pianeta, campione europeo dei pesi massimi
di Emilio Del Bel Belluz
Se dovessi definirlo con poche parole mi piacerebbe chiamarlo il pugile giramondo, l’uomo che ha saputo vincere tutti gli incontri di pugilato fuori dall’Italia, sua patria. Un pugile che ha il fisico molto somigliante a quello di Primo Carnera, anche se qualche centimetro più basso: la sua statura è di 196 cm, mentre quella di Carnera era di 202 cm. Ha possenti braccia con muscoli ben scolpiti. Possiede la tenacia di un pugile che sa dove vuole arrivare. Figlio di genitori che lasciarono l’Italia, loro patria, per emigrare in Germania a lavorare. Qui sono diventati dei ristoratori, e hanno fatto fortuna, una fortuna ottenuta per mezzo di molti sacrifici. Ben sappiamo che per scavarsi una nicchia in un paese straniero la fatica è doppia. Ma i genitori di Francesco non hanno mai dimenticato il loro paese, e lo hanno posto nel cuore del loro figlio: lo dimostrano le simpatie del figlio per il paese che gli diede i natali: Cosenza. Proprio come Carnera e Rocky Marciano il campione del mondo giovani della WBC e nuovo campione europeo dell’Unione Europea dei pesi massimi, ha quasi sempre dovuto combattere all’estero. In Italia ha combattuto finora solo due volte : una a Tuscolano Maderno e l’altra a Roma. Ma come pugile ha girato il mondo, con la valigia in mano : è stato in Austria, in Belgio, in Polonia in Svizzera, in Germania e in Lussemburgo. Ora ci si chiede perché di un personaggio così singolare si parli poco. Un buon padre di famiglia, ha un figliolo che gli dà la determinazione per combattere, e come in un romanzo gli consegna quella forza che gli permette di scrivere nella storia del pugilato quella storia che prima di lui hanno scritto Rocky Marciano e Primo Carnera. Ma nessuno è profeta in patria, e lo dico con tristezza. Pochi si sono occupati di lui nella nostra stampa nazionale. Basti pensare che la prestigiosa testata sportiva la Gazzetta dello Sport gli ha dedicato risicate parole qualche giorno prima del vittorioso combattimento con l’inglese Gammer e dopo il suo trionfo. Hanno scritto “ Consoliamoci con un pizzico di tricolore : il mancino italiano Francesco Pianeta ha conquistato la vacante cintura UE dei pesi massimi, costringendo alla resa l’inglese Scott Gammer (18-3-1) all’8° round per ferita . Se son rose …”Queste le parole che il giornale ha donato ad un pugile che ha portato la bandiera italiana sul ring di Berlino davanti ad un pubblico, spero formato da tanti italiani che lavorano in Germania che si saranno sentiti fieri di questo “ pizzico di Italia ” la stessa fierezza che sentivano gli emigranti italiani in America quando a vincere era il Grande Primo Carnera. Una vittoria celebrata contro un Inglese che aveva un record di vittorie molto importante, sicuramente non l’ultimo della lista, e sicuramente non si poteva considerare un pugile materasso. Con questa vittoria Francesco ci ha dato la gioia di battere un pugile Inglese nella massima categoria, la più prestigiosa, quella dei pesi massimi in un ring berlinese dedicato a Max Schmeling, che ebbe una grande amicizia con il buon Carnera, amicizia e cameratismo che il paracadutista pugile di Hitler dimostrò e che sono state descritte dal valido scrittore di pugilato Alexis Philonenko . Egli scrive : “ Si era agli inizi della seconda guerra mondiale. Primo Carnera fu dapprima arruolato nel Servizio del lavoro obbligatorio dove patì enormemente la fame. A Max Schmeking , divenuto ufficiale nelle truppe aviotrasportate del Terzo Raich ( Schmeling si segnalò alla conquista di Creta ), va riconosciuto il merito di essere intervenuto a favore di colui che tuttavia non era mai riuscito ad incontrare sul ring ” Questo episodio è uno dei più belli della seconda guerra mondiale, dove si notava il cameratismo che va oltre il semplice legame. Max aveva simpatia per il gigante di Sequals. Come la storia racconta alla fine della guerra i partigiani lo portarono in un boschetto e volevano fucilarlo, ma venne risparmiato. Sarebbe stata una delle tante pagine luttuose. Comunque nella prestigiosa Arena il nostro campione si è procurato di un po’ di gloria. Ma eccetto gli addetti ai lavori, e quelli che amano la boxe, pochi conoscono questo campione, e ciò è davvero triste. Se l’italiano Cammarelle ha scritto una pagina gloriosa della boxe conquistando il massimo alloro olimpico nella categoria dei supermassimi eguagliando l’oro di Franco De Piccoli a Roma nel 1960, il pugile di Cosenza ha scritto una pagina davvero bella da pugile emigrante, anche se a lui hanno dedicato poche righe sulla prestigiosa Gazzetta dello Sport
( come già detto sopra). Credo sia ora di cominciare a scrivere di più del pugilato, perché è uno sport che onora l’Italia e che ha due campioni del mondo nei massimi e nei super massimi, una medaglia d’argento con Russo alle olimpiadi cinesi e una medaglia d’oro con il grande Cammarelle. L’Italia ha pure un pugile come Paolo Vidoz, che è stato privato della vittoria in Turchia da un arbitraggio casalingo e questo danneggia il pugilato tutto. . Ma invece dovremmo augurarci che vi fossero tanti giovani come Francesco Pianeta, invece che tanti giovani come quelli che in questo nostro tempo preferiscono stordirsi con le droghe, con l’alcool e con la violenza di ogni tipo. I risultati li abbiamo continuamente sotto gli occhi. Diamo spazio a uomini come Pianeta che a soli 23 anni si sta guadagnando la vetta dell’Europa e del mondo, sudando e soffrendo come i grandi campioni d’un tempo. Da scrittore del pugilato spero di incontrarlo e stringergli la mano, e di poter vedere la sua foto con un profilo nei giornali italiani . I giovani hanno bisogno di grandi esempi per crescere e la raccomandazione più grande è che per diventare qualcuno ci vuole l’umiltà di una palestra e non i falsi miti di cui siamo pieni. Consiglierei certi presidi di scuola media superiore di mettere un sacco da boxe nella palestra affinché i bulli misurassero onestamente quello che credono di fare, usando la forza in maniera onesta e non come modello negativo. Grazie Francesco Pianeta.
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