Mentre “quelli del calcio” (!) si divertono a correre dietro palloni, veline, miliardi (si, siamo rimasti affezionati alle vecchie lire!) e puntano a ritrovarsi ogni estate al Billionaire, sulle copertine dei rotocalchi, paparazzati “di nascosto”, i ragazzi del rugby, sconosciuti ai più, preferiscono allenarsi, pardon, addestrarsi, è proprio il caso di dire, con i parà della Folgore. Proprio così, per qualche giorno, infatti, 40 giocatori del Rugby Livorno sono stati alle prese con tende, percorsi, nuotate, arrampicate, marce zavorrate e passaggi in canali e tunnel sotterranei; tutto ciò per “mettere gli atleti di fronte ai loro limiti psicofisici dando loro gli strumenti per superarli positivamente, dall’altra rafforzare lo spirito di sacrificio e di squadra, condizioni queste che sono alla base del gioco del rugby”. Insomma, una bella differenza, che dite?

Il duro addestramento del Rugby Livorno con i parà della Folgore

Per tre giorni vivranno nel complesso addestrativo dei paracadutisti della Folgore, dormendo in tenda e sostenendo alcune delle prove che servono a formare i parà. Per la prima volta in Italia una struttura militare di eccellenza ospita infatti un gruppo di atleti selezionati mettendo a loro disposizione ponti tibetani, torri per il salto nel telo, piscina per il nuoto operativo e percorsi di ardimento.

Sono 40 i giocatori del Rugby Livorno che si alleneranno sotto la guida degli istruttori dei paracadutisti del complesso addestrativo multifunzione Lustrissimi di Livorno in un ‘intensive course’ che ha un duplice obiettivo: da una parte mettere gli atleti di fronte ai loro limiti psicofisici dando loro gli strumenti per superarli positivamente, dall’altra rafforzare lo spirito di sacrificio e di squadra, condizioni queste che sono alla base del gioco del rugby.

Si tratta infatti di una tecnica già sperimentata nei Paesi anglosassoni dove il collegamento tra forze armate e rugby è sempre stato molto intenso se è vero che proprio i sudafricani, vincitori della coppa del mondo 2007, poco prima dell’inizio del torneo hanno trascorso due settimane di sopravvivenza nel deserto assieme a un reparto di incursori delle Sas.

La giornata dei giocatori livornesi inizierà nel pomeriggio di venerdì 26 settembre con un rapido briefing che servirà a illustrare le attività – tutte per altro a sorpresa - per passare poi subito ai vari percorsi che si trovano all’interno della base. In piscina i giocatori impareranno a nuotare in condizioni di ‘appesantimento’ mentre prima del tramonto dovranno montare le loro tende e prepararsi la cena al campo.

Il giorno successivo paracadutisti e rugbisti si sposteranno nell’area addestrativa di valle Ugione, a sette chilometri dalla città, dove effettueranno passaggi in stretti tunnel sotterranei e in canali pieni di acqua e fango per finire con una marcia zavorrata di cinque chilometri e un percorso di orienteering.

Ma nemmeno la notte sarà di riposo. Proprio per testare la capacità di affrontare situazioni di stress prolungato, gli atleti si troveranno a dover smontare e rimontare le tende, correre, arrampicarsi e superare ostacoli nel buio.

Domenica mattina infine partita. Prima di ricevere dal comandante del Centro, il colonnello Maurizio Mazza, l’attestato di superamento del corso, i giocatori si affronteranno in un match a squadre contrapposte mentre la Lustrissimi sarà invasa da tutti gli atleti del Rugby Livorno in una festa che segnerà l’inizio della stagione agonistica e che metterà insieme tutte le categorie, dai bambini dell’under 7 fino agli Old.

Fonte: Comando brigata paracadutisti Folgore

Da: Pagine di Difesa, 24 settembre 2008

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